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Libretti d'opera

A B C D E F G H I J K L M N O P Q R S T U V W X Y Z
L'Amico Fritz
Mascagni
 COMMEDIA LIRICA IN TRE ATTI SU LIBRETTO  DI P. SUARDON
Personaggi
 
Suzel, soprano
Fritz Kobus, tenore
Beppe, lo zingaro, mezzosoprano
David, rabbino, baritono
Federico, amico di Fritz, tenore
Hanezò, amico di Fritz, basso
Caterina, governante di Fritz, soprano
Coro di contadini e contadine
 
L'azione ha luogo in Alsazia, 1890


Scena I
 
Fritz e David
 
FRITZ
 
Ma questa è una pazzia! Vuoi maritare
tutti e, per colmo di sventura, io debbo
sborsar la dote!...
 
DAVID
 
Son ragazzi e s'amano...
 
FRITZ
 
Ci pensin loro... ho in odio il matrimonio...
Non so che sia l'amore... e chi sospira
e piange e si dispera per le donne
rider mi fa. Ma chi del mio denaro
resta garante?
 
DAVID
 
lo firmerò per loro...
 
FRITZ (sorridendo)
 
Bravo, di te posso fidarmi. Scrivi!
 
DAVID
 
Grazie! Grazie!
 
FRITZ (dettando)
 
«M'impegno io sottoscritto...»
 
Entrano Hanezò e Federico
 
Scena II
 
I precedenti, Hanezò, Federico, poi Caterina
 
HANEZÒ
 
Evviva Fritz!
 
FEDERICO
 
Evviva!
 
HANEZÒ (a  Fritz)
 
Per la tua festa i nostri voti accogli.
 
DAVID
 
Deh, tacete. Bisogna ch'io gli scriva...
 
FRITZ
 
Debbo sbrigare uno dei tanti imbrogli
del rabbino...
 
FEDERICO
 
Ha qualcun da maritare?
 
HANEZÒ
 
Sempre!...
 
DAVID
 
Scrivo: «M'impegno io sottoscritto
di rendere al signor Fritz Kobus mille e
trecento lire al sei per cento, quando...
 
FRITZ (interrompendo)
 
il detto signor Fritz compiuti avrà
due secoli d'età!
 
HANEZÒ e FEDERICO (ridendo)
 
Ah! Ah!
 
DAVID
 
Che dici?
 
HANEZÒ
 
Bella davver!
 
DAVID (con dolore)
 
È inutile, tu vuoi
farti giuoco di me.
 
FRITZ
 
Suvvia, scherzavo.
Ecco il denaro.
 
DAVID
 
O mio diletto Fritz,
come potrò ricompensarti?
 
FRITZ
 
Voglimi sempre bene!
 
CATERINA (entrando con la zuppiera)
 
Signori, è pronto.
 
FRITZ
 
Andiamo a tavola!
 
HANEZÒ
 
Ed ancor Beppe non venne?
 
FEDERICO (a David che si dispone ad uscire)
 
E tu che fai?
 
DAVID
 
Verrò per fare un brindisi!
 
Si mettono a tavola, meno David. Caterina esce
 
FRITZ (servendo la zuppa agli amici)
 
Lascialo! In palpiti saran gli sposi...
Se tarda, possono d'ansia morir.
 
FEDERICO
 
Vada, s'affretti!
 
HANEZÒ
 
Corra!
 
DAVID
 
Noiosi!...
D'amor dovrete voi pur soffrir!
 
esce dalla terrazza
 
FRITZ (chiamando David attraverso la finestra)
 
Ohè, David! David, oggi perché
anche una sposa non hai per me?
 
DAVID (dalla terrazza)
 
Oh, Fritz, rammentalo, tu pur sarai
marito un giorno!
 
FRITZ
 
Ma tu non sai
la mia divisa? Amico a tutti e sempre...
Marito... no!
 
DAVID (allontanandosi)
 
Vedremo!
 
FRITZ
 
Oh! che bel matto!
 
HANEZÒ (alzando il bicchiere)
 
Viver tu possa sempre giocondo!
 
FEDERICO come sopra
 
Salute ai celibi di tutto il mondo!
 
CATERINA (rientrando, a Fritz)
 
Signore, è giunta Suzel, la figliuola
del fattor... vi vorrebbe salutare...
Ha dei fiori per voi...
 
FRITZ
 
Fatela entrare.
 
Caterina fa entrare Suzel e poi esce
 
Scena III
 
Suzel e i precedenti, poi David
 
SUZEL (con un piccolo mazzolino di viole mammole in mano si avanza verso la tavola con gli occhi bassi, tutta vergognosa)
 
Son pochi fiori, povere viole,
    son l'alito d'aprile
    dal profumo gentile;
    ed è per voi che le ho rapite al sole...
    Se avessero parole
    le udreste mormorar:
«Noi siamo figlie timide e pudiche
    di primavera,
    siamo le vostre amiche;
    morremo questa sera,
    e saremo felici
    di dire a voi, che amate gl'infelici:
    il ciel vi possa dar
    tutto quel bene che si può sperar».
Ed il mio cor aggiunge una parola
    modesta, ma sincera:
    eterna primavera
    la vostra vita sia, ch'altri consola...
    Deh, vogliate gradir
    quanto vi posso offrir!
 
Suzel, con gli occhi bassi, offre il mazzolino a Fritz
 
FRITZ (sorridendo odora i fiori)
 
Tu sei molto gentil, dei fiori tuoi
l'olezzo mite giunge caro a me.
Grato ti sono. Orsù, vieni tra noi
al fianco mio.
 
Suzel esita
 
Ti vergogni? E di che?
 
SUZEL (timidamente)
 
Oh... no...
 
FRITZ
 
Bambina!
 
Suzel siede
 
HANEZÒ (sottovoce)
 
Com'è carina!
 
FEDERICO (c.s.)
 
Quanto candor!
 
HANEZÒ (c.s.)
 
Dei campi è un fior
 
FRITZ
 
E il babbo come va, povero vecchio?
 
SUZEL
 
Babbo sta bene; egli, però, vi aspetta.
 
FRITZ
 
Certo, verrò. Di'... come vanno i campi?
 
SUZEL
 
Tutto si allieta: il cielo è uno splendore,
l'aria è dolce e sottile, e il prato è in fiore.
 
FRITZ
 
Suzel, bevi. Verrò fra pochi dì.
Bevi! Non star così!
 
DAVID (entrando)
 
Vi saluto!
 
FEDERICO
 
Sei qui, vecchio rabbino!
 
HANEZÒ
 
Giungi in buon punto...
 
FRITZ
 
Ecco, un bicchier di vino!
 
David siede e beve
 
Un brindisi chi fa?
 
DAVID (a Suzel)
 
Tu pur, bimba, sei qua?
(Come la bricconcella
s'è fatta grande e bella!)
 
Dalla terrazza arriva un dolce suono di violino
 
HANEZÒ
 
Chi mai sarà?
 
FRITZ
 
Lo zingaro!
 
DAVID
 
Ah! questi è Beppe!
 
HANEZÒ
 
Udite il violino.
 
FRITZ (guardando Suzel)
 
Perché piangi, perché?
 
SUZEL (timidamente)
 
Mi commuove la musica...
Scusatemi.
 
FRITZ (sottovoce)
 
Di che?...
Se commuove anche me!
 
HANEZÒ (ascoltando la musica)
 
Oh, quanto è bella!
 
FEDERICO
 
Silenzio!... taci.
 
FRITZ
 
Che dolci note!
 
DAVID
 
Paiono baci!
 
La musica cessa. Tutti si alzano. Fritz corre verso la terrazza e s'incontra con Beppe
 
Scena IV
 
Beppe e i precedenti
 
BEPPE
 
Salute, amico Fritz!
 
FRITZ (abbracciandolo)
 
Ah! n'ero certo
che saresti venuto...
 
BEPPE
 
Amico, avrei sofferto
di non farti per oggi il mio saluto...
 
FRITZ
 
Beppe, siediti qua...
so quel che vuoi dirmi...
non voglio udir!
 
DAVID
 
Canta per noi!
 
Beppe imposta li violino all'uso zingaresco e, dati alcuni accordi, canta
 
BEPPE
 
Laceri, miseri, tanti bambini
languîano qua,
senza mamma quei poverini
facean pietà.
Era uno strazio! Quando, amoroso,
per essi stringersi un cor sentì:
fu il nostro amico quel generoso
che li nutrì.
 
FRITZ (con dispetto)
 
La vuoi finir?
 
DAVID, HANEZÒ e FEDERICO
 
Oh, canta, seguita, lascialo dir!
 
BEPPE
 
Preso dal turbine d'una bufera,
persi il cammino;
ansante, gelido, sfinito, a sera
caddi supino.
Scendea la morte! Quando, amoroso,
un braccio valido mi sollevò:
fu il nostro amico quel generoso
che mi salvò!
 
DAVID, HANEZÒ e FEDERICO
 
Viva lo zingaro! Evviva! Bravo!
 
FRITZ (celiando)
 
D'esser sì grande io non pensavo!
 
CATERINA (rientrando ed appressandosi a Suzel)
 
Suzel, fermo alla porta è il biroccino.,.
 
SUZEL (alzandosi rapidamente)
 
Ah sì, che è tardi!
 
FRITZ
 
Vuoi lasciarci già?
 
SUZEL
 
Il babbo attende...
 
FRITZ
 
Va', cara piccina...
Presto verrò. Salutalo per me.
 
SUZEL
 
Grazie, vi servirò.
 
FRITZ
 
Ringrazio te
dei vaghissimi fior.
 
Suzel fa un inchino ed esce
 
HANEZÒ
 
Come s'inchina!
 
BEPPE
 
Ha nello sguardo amore!...
 
FEDERICO
 
Quanto è gentile!
 
DAVID
 
A me sussurra il core:
bisogna farne subito
la più vaga sposina
di tutta Alsazia!
 
FRITZ
 
Ma Suzel è bambina.
 
DAVID
 
Presto, vi giuro, io la mariterò.
 
FRITZ
 
Che pazzo!
 
HANEZÒ
 
Oh, tu vaneggi...
 
DAVID
 
Io so quel che mi fo!
 
FRITZ
 
Va alla malora
tu, le tue femmine,
e chi le adora!
 
HANEZÒ e FEDERICO
 
Rabbin, questa è per te!
 
DAVID (levandosi irritatissimo)
 
Per voi, ghiottoni inutili,
    la vita è nel goder!
    Passar i giorni a tavola,
    ecco il più gran piacer.
Ma chi nel petto ha un'anima,
    chi crede in Dio, che disse:
    «Getta nel fuoco l'albero
    che senza frutti visse»,
chi preferisce al vivere
    randagio e senza amor,
    una famiglia, un placido
    nido che allieti il cor,
vi deve disprezzar,
deve chiamarvi piante da bruciar!
 
BEPPE
 
Il suo sermone è splendido!
 
FEDERICO
 
Ma predica al deserto...
 
FRITZ
 
Oh! grida, strilla, arrabbiati!
 
DAVID (a Fritz)
 
Eppure... io ne son certo,
noi presto accompagnar
ti dovremo all'altar.
 
FRITZ
 
All'altare?
 
DAVID
 
Ne dubiti?
Lo affermo e ci scommetto!
 
BEPPE
 
Oh, che bel matto!
 
HANEZÒ
 
Stolido!
 
FRITZ
 
La tua scommessa accetto:
giuoco la vigna mia di Clairefontaine!
 
DAVID
 
Ad ufo beverò. Vada!
 
FRITZ
 
Sta ben!
 
S'ode il suono lontano d'una piccola fanfara che si avvicina a poco a poco
 
HANEZÒ
 
Son gli orfanelli...
 
BEPPE (a Fritz)
 
Portano
a te, benefattor,
il saluto del cor!
 
Beppe, Federico e Hanezò corrono alla terrazza
 
HANEZÒ
 
Oh, quanta gente!
 
BEPPE
 
Vengono in qua.
 
FEDERICO
 
Oh, come marciano!
 
BEPPE
 
Guardali là!
 
HANEZÒ (a Beppe)
 
Son tuoi discepoli?
 
BEPPE
 
Amico, sì!
 
HANEZÒ
 
La folla applaude!
 
FEDERICO
 
Sono già qui.
 
BEPPE (batte il tempo con le mani)
 
Oh, vieni, Fritz, vieni a veder!
 
FEDERICO
 
È uno spettacolo che fa piacer!
 
FRITZ (battendo sulla spalla di David)
 
I figli miei saranno quelli ognor!
 
poi agli altri
 
Andiamo, amici, i bimbi a salutar!
 
raggiunge gli amici sulla terrazza
 
DAVID
 
Eppure, o stolti, vi vedrò cascar!
 
LA FOLLA (di fuori)
 
Salute a Fritz! Viva il benefattor!
 
Tutti agitano i cappelli salutando la folla
 
Atto Secondo
 
Cortile nella fattoria di Mésanges
 
A destra, la fattoria, larga tettoia sporgente; finestre a pic­coli vetri ottangolari, scala esterna con ringhiera di legno, che conduce al primo piano. Abbasso, accanto alla scala, un pozzo coll'abbeveratoio pel bestiame.
 
In fondo, un piccolo muro taglia la scena da destra a sini­stra. Nel centro del muro è un vano, con un cancello di legno. Tra il pozzo e il cancello, dietro al muro, un ciliegio che stende i suoi rami sul cortile. Nel cortile, aiuole e vasi con fiori.
 
Qua e là, appoggiati al muro, aratri, rastrelli, falci. Sotto la tettoia, ceste e paglia.
 
È l'alba.
 
Scena I
 
Suzel, Coro interno
 
SUZEL
 
Ah, le belle ciliegie! Stamattina,
appena il signor Fritz sarà disceso,
vo' che le assaggi... sono già mature.
 
CORO (da lontano)
 
Chi l'amor suo non seppe conservar
perde il tempo a sperar!
L'amore che lontano se ne va
mai più  non tornerà.
 
SUZEL
 
I contadini sono andati all'opre,
era tempo: oggi devono tagliare
l'orzo maturo nella prateria.
 
Scena II
 
Suzel e Fritz
 
SUZEL
 
Il padrone tra poco sarà desto,
voglio per lui comporre un mazzolino.
 
cogliendo fiori
 
- Bel cavaliere, che vai per la foresta...
- Che volete da me, cara figliuola?
- Bel cavaliere dalla faccia mesta...
- Cogliete fiori, allegra boscaiuola?
- Bel cavaliere, ti darò una rosa...
- Grazie, piccina, rose non ne vo'!...
- Bel cavalier, sarà per la tua sposa...
- Piccina, grazie! la sposa non l'ho!
 
Fritz si mostra in cima alla scala, ascoltando
 
FRITZ
 
Suzel, buon dì. D'un gaio rosignuolo
la voce mi svegliò.
 
SUZEL
 
Che dite mai?
 
FRITZ
 
Mi piace come canti...
 
SUZEL
 
Oh, signor Fritz...
Canto così come mi vien dal core.
 
FRITZ (scende dalla scala)
 
Quei fiori son per me?
 
SUZEL
 
Per voi li ho côlti...
Ed oltre i fiori ho pronta una sorpresa..
 
FRITZ
 
Una primizia certo...
 
SUZEL
 
Le ciliegie.
 
FRITZ
 
Ciliegie! e son di già mature?
 
SUZEL
 
Han della porpora vivo il colore,
son dolci e tenere...
 
FRITZ (fra sé, guardandola dolcemente)
 
Di primavera somiglia a un fiore
fragrante e roseo...
 
SUZEL
 
Son pronta a coglierne un mazzolino...
debbo gettarvele?
 
FRITZ
 
Gettate subito, bell'augellino,
le saprò prendere...
 
Suzel esce dalla porta dell'orto, appare in cima alla scala dall'altra parte del muro, coglie le ciliegie e le getta a Fritz
 
Fresche scintillano, di brina ancora
son tutte roride...
Ma... è da quell'albero che, sull'aurora,
pispiglia il passero? 
 
SUZEL
 
Sì, da quell'albero...
Ciò ch'egli dice
 
FRITZ
 
non sai comprendere?
 
SUZEL
 
Io lo so intendere... ch'egli è felice
nel canto mormora,
sui rami floridi ha i suoi piccini...
lieti l'aspettano,
agili scherzano dei biancospini
tra i fiori candidi.
 
FRITZ
 
Come ne interpreti bene il linguaggio!
 
SUZEL
 
Sembra che parlino...
Sembra salutino coi fior il raggio
dell'aurora...
 
FRITZ (solo, al proscenio)
 
Tutto tace,
eppur tutto al cor mi parla...
questa pace
fuor di qui, dove trovarla?
Tu sei bella,
o stagion primaverile!
Rinnovella
fiori e amor il dolce aprile!
 
SUZEL (rientrando dalla porta dell'orto, col grembiulino pieno di ciliegie)
 
Quale incanto
nel risveglio d'ogni fiore!
Riso o pianto,
tutto è palpito d'amore!
Tutto il prato
d'un tappeto s'è smaltato...
Al Signore
s'alza l'inno da ogni core!
 
Scena III
 
David, Beppe, Hanezò, Federico e i precedenti
 
(Si ode il rumore di un biroccino che arriva)
 
FRITZ
 
Oh! chi è che giunge? O Suzel, guarda!
Odo i sonagli...
 
SUZEL (guardando a sinistra)
 
È un biroccino...
I vostri amici! Beppe, il rabbino...
 
FRITZ (che è corso a vedere)
 
È Federico! Visto il bel ciel,
vengono qui.
 
SUZEL
 
Scesi son già.
 
FRITZ
 
Incontro andiam!
 
Escono. Dopo poco rientrano accompagnati da David, Beppe, Hanezò e Federico
 
SUZEL
 
Bene arrivati!
 
FRITZ
 
Il sol vi attrasse?...
 
BEPPE
 
Tu ci hai scordati!
Ti ripeschiamo!
 
DAVID (guardando Fritz meravigliato)
 
Sei fresco e bello.
 
FRITZ
 
Sì, sto benone... Merito a lei...
 
addita Suzel
 
DAVID
 
Brava davver!
 
Suzel entra nella fattoria
 
FRITZ
 
Nelle mie terre
facciamo un giro?
 
BEPPE, FEDERICO e HANEZÒ
 
Sì! Sì!
 
FRITZ (a David)
 
Dei nostri tu pur non sei?
 
DAVID
 
lo no, darei
disturbo e noia, mi sento stanco...
 
FRITZ
 
Andiamo noi!
 
DAVID
 
Vi attenderò...
 
FRITZ
 
Salute a David... Andiam, andiam !...
 
DAVID
 
Sin che torniate riposerò!
 
Tutti escono, meno David che siede, cava la tabacchiera e annusa
 
Vediamo un po'! L'amico
in volto è colorito e d'umor gaio...
Non ci fa saper nulla...
e sorridendo elogia la fanciulla...
Ch'egli sia già rimasto al paretaio?
Quando Suzel vedrò, tutto conoscerò.
 
Scena IV
 
David e Suzel
 
SUZEL (con una brocca dirigendosi al  pozzo)
 
Ah, siete ancora qui?
 
DAVID
 
Sì, mi riposo.
 
SUZEL
 
Io l'acqua attingerò.
 
DAVID
 
Dammene un sorso.
 
SUZEL
 
Vo a prendere un bicchiere...
 
DAVID
 
Oh, non importa...
la brocca basterà...
 
SUZEL
 
Come volete...
 
DAVID (da sé)
 
La ragazza è carina...
 
SUZEL (gli porge da bere)
 
A voi! prendete!
 
DAVID (dopo aver bevuto)
 
È purissima e fresca...
 
SUZEL (c.s.)
 
Eccone ancora!
 
DAVID
 
Per ora no... fammi riprender fiato...
Ragazza, tu non sai ciò che pensavo?
 
SUZEL (impacciata)
 
In verità... signor...
 
DAVID
 
Presso la fonte,
porgendomi da ber, tu mi sembravi
Rebecca; e mi credetti Eleazaro.
 
SUZEL (subito)
 
Vi ridete di me?
 
DAVID
 
Non rido, no.
 
SUZEL
 
Ma che volete dir?
 
DAVID
 
Non sai la Bibbia?
 
SUZEL
 
Sì, la leggo ogni sera al padre mio.
 
DAVID
 
Ridimmi un po' la storia di Rebecca!
 
SUZEL (impacciata)
 
Signor mio, non potrò...
 
DAVID
 
Che! ti vergogni?
 
SUZEL
 
Ho soggezione...
 
DAVID
 
Via, fatti coraggio!
 
SUZEL (dopo un po' d'esitazione)
 
Faceasi vecchio Abramo, ed il Signore
lo aveva benedetto. Ei disse un giorno
al suo più vecchio servo: «Parti, va
nella natal mia terra, ed una sposa
scegli ad Isacco mio»
 
DAVID
 
«Ché tra le figlie
di Canahan, donna per lui non v'ha».
 
SUZEL
 
Ed in Mesopotamia il vecchio servo
fedele se n'andò; ma giunto ai pozzi
nei pressi di Nachor...
 
DAVID
 
Proprio così!
 
SUZEL
 
«Signor, ei disse, fa che la donzella
a cui prima dirò: porgimi l'anfora,
e che dirammi: "bevi" sia la sposa
d'Isacco».
 
DAVID
 
Brava!
 
SUZEL
 
E tempo non passò
che comparve Rebecca...
 
DAVID
 
Amata figlia
di Béthuel, figlio a Nachor, bellissima!
 
SUZEL
 
E il vecchio servo disse: «Oh, fa ch'io beva
un sorso di quell'acqua, per favore!
Ed essa a lui: «Ne bevi, o mio signore»
e l'anfora piegò verso quel vecchio.
 
DAVID
 
E sposa fu Rebecca... Ed ora, Suzel,
se a te dicessi, che porgesti l'acqua:
«Sono un messo del cielo, il mio signore,
che ha dovizia di case e campi e armenti,
non attende che te», che mi diresti?
 
SUZEL
 
Che dir potrei?... Non so... Giammai pensiero...
 
DAVID (fissandola negli occhi)
 
Giammai, davver?... E se, come Eleazaro,
ti dicessi: «Chi viene a noi dai campi?»
risponderesti tu come Rebecca,
nascondendoti il viso?
 
FRITZ (da fuori)
 
O Beppe, qua!
 
SUZEL (nascondendosi il viso nel grembiulino)
 
Ahimè! Mio Dio!
 
fugge nella fattoria
 
DAVID (con un sorriso di soddisfazione)
 
La sposa sua sarà!
 
Scena V
 
David e Fritz
 
FRITZ
 
Come va?
 
DAVID
 
Meglio assai... son riposato...
Ma... la campagna a te non viene a noia?
 
FRITZ
 
No, qui Suzel con garbo m'intrattiene...
 
DAVID
 
Suzel... difatti, ha qui con me parlato...
Mi piace... troverà presto marito.
 
FRITZ
 
Marito a lei! Ti pare?... è una bambina!...
 
DAVID
 
Ho il giovanotto che ci vuol per lei...
 
FRITZ (scaldandosi)
 
Essa rifiuterà...
 
DAVID
 
Non ci pensare!
 
FRITZ
 
Dell'antica mania non sei guarito?
 
DAVID
 
E mai ne guarirò. Parlo a suo padre
e le nozze, vedrai, si faran presto.
 
FRITZ (scattando)
 
Oh! no, non si faran perché non voglio...
Ah! finalmente... tu mi vieni a noia.
Lasciami in pace!
 
DAVID
 
A un vecchio amico parli
In questo modo?... Ma non mi spaventi
colle tue grida, non mi fai paura!
 
fa l'atto d'andarsene
 
FRITZ
 
David! David!
 
DAVID (ritornando)
 
Che c'è?
 
FRITZ
 
Vattene al diavolo!
 
David esce
 
Scena VI
 
Fritz solo
 
FRITZ
 
Quale strano turbamento
improvviso ora m'assale...
Da quel nuovo sentimento
agitato io sento il cor?
È l'amor da me deriso,
che si vendica e m'investe...
Dovran ridere sul viso
alla vittima d'amor?
No... son salvo... il rabbin m'aperse gli occhi...
Vo' fuggir... Suzel qua non mi trattiene...
 
Scena VII
 
Fritz, Hanezò, Federico, poi Beppe
 
FEDERICO
 
Fritz, noi partiamo... addio!
 
FRITZ
 
Con voi ritorno anch'io...
 
HANEZÒ
 
Come, vieni in città?
 
FRITZ
 
Sì, voglio tornar via.
 
FEDERICO
 
Così presto, perché?...
 
FRITZ
 
Mi ha tediato la campagna!
 
HANEZÒ
 
Ma il rabbino dov'è?
 
FRITZ
 
Resta alla fattoria.
 
FEDERICO
 
Ma qui si perde tempo...
 
FRITZ (da sé)
 
Oh! povera mia Suzel!
 
BEPPE
 
l  biroccino si muove già.
 
FEDERICO
 
Che più s'aspetta?
 
FRITZ
 
Lesti, in città.
 
Scena VIII
 
David e Suzel
 
(Si sente il rumore del biroccino che si allontana)
 
DAVID
 
Sono i sonagli del biroccino...
E Fritz dov'è? Sta' a vedere
che ha preso il volo!...
 
SUZEL
 
Signor rabbino!
 
DAVID (additando il biroccino)
 
Non vedi... là?
 
SUZEL (con un grido)
 
È lui!
 
DAVID (fra sé)
 
Oh, il vile! Il disertore!
 
SUZEL (desolata)
 
Ahimè partì!
 
DAVID
 
Piangi?... perché?...
 
SUZEL (confusa)
 
Non so...
 
DAVID
 
Via, fatti cor!
 
SUZEL
 
Ahimè ! Partito egli è!...
 
DAVID (fra sé)
 
Son lagrime d'amor!
 
CORO INTERNO Dl DONNE
 
L'amore che lontano se ne va
mai più ritornerà!
 
SUZEL (disperata)
 
Mai più... non tornerà! Ahimè!...
 
Atto Terzo
 
La stessa scena del primo atto
 
Scena I
 
Fritz solo
 
FRITZ
 
Tutto ho tentato... tutto, e sempre invano...
L'ho lasciata laggiù, senza un addio:
ma l'immagine sua, pur da lontano,
m'appare mesta e mi richiama a sé.
 
VOCI INTERNE
 
Intrecciate ghirlande, o giovinette!
Giovani, un fior mettetevi alI'occhiello!
La bionda molinara è andata sposa
stamane col suo bello!
 
FRITZ
 
E da per tutto amor! Sempre Il destino
mi perseguita... Ahimè Si sposa a Franges,
a Mesnil si battezza... e fin due vecchi,
bianchi ed allegri, fan le nozze d'oro!...
Oh, questa pace come turba il core!
Come tutto mi canta: «Amore! Amore!»
 
Scena II
 
Fritz e Beppe
 
BEPPE
 
Buon giorno, Fritz! Ti volli salutare...
Perché triste così?
 
FRITZ
 
Nulla...
 
BEPPE
 
Una volta
venivi incontro con un bel sorriso...
Che cos'hai?
 
FRITZ
 
La tristezza mi tortura!
Pace trovar non so...
 
BEPPE
 
Povero amico!
Oh! lo conosco il male che tu soffri!...
e l'ho provato anch'io, né son guarito!...
E scrissi una canzon per consolarmi.
Non la conosci tu? Vuoi che la canti?
O pallida, che un giorno mi guardasti,
    in sogno tornami!
Una dolcezza tal mi procurasti,
    che ancor ne ho l'estasi!
Oh! che chiedevi tu, con gli occhi tuoi?
    Ebbrezze o lagrime?
Pallida, torna a me, dimmi che vuoi,
    ch'io nulla négoti!
Nulla ti so negar, pallida mia,
    t'ho dato l'anima...
E su un tuo bacio dà la morte... sia!
    Oh vieni, baciami!
 
FRITZ
 
Anche tu, Beppe, giungi a torturarmi
con le mendaci ebbrezze del pensiero?
Lasciami in pace... lasciami!
 
BEPPE
 
Men vo!
Povero amico!
 
Beppe esce
 
Scena III
 
Fritz solo
 
FRITZ
 
Ed anche Beppe amò...
Anche al suo cor si apprese
questa febbre fatale della vita!
Anch'ei si accese
del male che delizia e fa soffrir!
 
sospira
 
O amore, o bella luce del core,
fiammella eterna che il mondo ha in sé.
Mesta carezza, lieto dolore,
    la vita è in te!
Blanda è la luce che a notte scende,
sfolgora il sole possente ognor,
pure il tuo raggio su tutti splende,
    luce del cor!
Oh! splendi, eterna limpida face!
Spanditi, o palpito generator!
Oh! canta, canta, l'inno di pace:
    la vita è amor!
 
Scena IV
 
Fritz e David
 
DAVID (fra sé)
 
L'amico Fritz fantastica d'amore!
 
avanzandosi
 
Ebbene, come va?
 
FRITZ
 
Lasciami stare!
 
DAVID
 
Lo so, lo so che non ti senti bene...
Dice la Bibbia: «Al solitario, guai!»
 
con mistero
 
Ho combinato tutto...
 
FRITZ
 
lo non intendo...
 
DAVID
 
Per le nozze di Suzel...
 
FRITZ
 
Che mi dici?
 
DAVID
 
Impallidisci?
 
FRITZ
 
Non mi sento bene!
Ma... di' la verità... Suzel è sposa?
 
DAVID
 
Con un bel giovanotto, allegro e ricco...
Suo padre oggi verrà pel tuo consenso.
 
FRITZ
 
Ma... Suzel non sa nulla?
 
DAVID
 
Approva tutto.
 
FRITZ
 
lo nego il mio consenso...
 
DAVID
 
Oh! non lo dire!
 
FRITZ
 
Per farti rabbia m'opporrò...
 
DAVID
 
Fa pure!
 
Fritz esce
 
Scena V
 
David poi Suzel
 
DAVID (sorridendo)
 
Povero Fritz, l'amore in te si desta...
e una vera tempesta
s'agita nel tuo cor!
 
chiamando
 
Caterina...
 
Entra Suzel
 
Ah, sei tu, Suzel!
 
SUZEL
 
Signore, venni a portare
i frutti al mio padrone.
 
DAVID
 
Perché mesta cosi?... Piccina mia,
ti voglio sempre veder lieta, sai?
Che? Ti spuntan le lagrime? Fa' cuore!
Quando ritornerò sorriderai!
 
esce
 
Scena VI
 
Suzel sola
 
SUZEL
 
Non mi resta che il pianto ed il dolore...
io non sogno che ai piedi suoi cader,
    dirgli che tutto il core
    vive del suo pensier!
Vorrei dirgli: ma tu dei miei tormenti
non comprendi l'orribile martir?
    Ah! nel tuo cor non senti
    che mi farai morir?
 
Scena VII
 
Suzel e Fritz
 
FRITZ
 
Suzel!
 
SUZEL
 
Signor!
 
FRITZ (fra sé)
 
Come s'è fatta pallida!
 
a Suzel
 
Che mi vuoi dire?
 
SUZEL
 
lo?... nulla...
 
FRITZ
 
E che mi venne
allora a raccontare David? Ch'eri
già fidanzata ad un bel giovinotto?
 
SUZEL
 
Ahimè!
 
FRITZ (con amarezza)
 
Credevo inver che tu venissi
a portarmi l'invito per le nozze.
 
SUZEL
 
Ah! non lo dite!
 
FRITZ
 
Perché piangi? Forse
non l'ami?... E perché mai lo sposi?
 
SUZEL
 
Il babbo così vuol.
 
FRITZ
 
IL babbo? Ma tu non l'ami?
 
SUZEL
 
No.
 
FRITZ
 
Rifiuta le nozze!
 
SUZEL
 
lo non ho core...
Ma voi che lo potete
salvatemi, signore!
 
supplichevole
 
Ah! ditela per me quella parola,
    ditela al padre mio:
se anco dovessi al mondo restar sola,
    m'assisterà il buon Dio!
Pel babbo, certo, è questa una gran pena,
    io lo farò soffrir...
Ma pria d'aver al cor quella catena,
    preferisco morir!
 
FRITZ
 
Suzel, tu n'ami un altro!
 
SUZEL
 
Un altro? Ah, no!
 
FRITZ
 
Confessa! dimmi il nome suo qual'è?
 
SUZEL
 
Ahimè!
 
FRITZ
 
Saper lo voglio! Ed io farò
ch'egli ti sposi.
 
SUZEL
 
No!
 
FRITZ
 
Sì, dillo a me!
 
SUZEL
 
Giammai, giammai, signor, prima morir!
 
FRITZ
 
Te ne scongiuro!
 
SUZEL
 
Ah, no! voglio partir!
 
FRITZ
 
Ma... s'io t'aprissi le mie braccia?
 
SUZEL
 
Oh, Dio!
 
FRITZ
 
Se ti dicessi: t'amo!
 
SUZEL
 
Èsogno il mio?
 
FRITZ
 
lo t'amo, t'amo, o dolce mio tesor,
soave immagine d'amor!
Di te soltanto
vivea, mio bene,
e sol di te vivrò!
 
SUZEL
 
Oh! parla, parla, imparadisa il cor!
Non oso gli occhi volger su di te!
O vivo raggio d 'amor,
oh, splendi, splendi per me!
Il duolo, il pianto
e le mie pene,
tutto ora scorderò!
 
FRITZ
 
O Suzel mia, giammai, giammai sì amò di più!
 
SUZEL
 
lo t'amo, t'amo tanto! La vita mia sei tu!
 
Scena ultima
 
I precedenti, David, Beppe, Federico, Hanezò e Caterina
 
DAVID (comparendo, seguito dagli altri, sul limitare della terrazza)
 
Amici, ho vinto, ho vinto!
 
FRITZ
 
O buon rabbino, vinse l'amor! La vigna è tua!
 
DAVID
 
La vigna è di Suzel!
 
FRITZ
 
Che dici?
 
DAVID
 
E non si strinse patto fra noi
che ne sarei padrone?
E sia data alla tua sposa la vigna
dl Clairefontaine!
 
BEPPE e CATERINA
 
Bravo, rabbino! bravo!
 
FEDERICO (a Fritz)
 
Tu sposi, Fritz?
 
HANEZÒ
 
E noi che mai faremo?
 
DAVID
 
Per voi ci penseremo...
Se avete in petto il core,
lontana non sarà  l'alba d'amore!
 
FRITZ
 
O amore, o bella luce del core,
fiammella eterna che il mondo ha in sé,
mesta carezza, lieto dolore,
    la vita è in te!
 
TUTTI
 
O amore, o bella luce del core,
fiammella eterna che il mondo ha in sé,
mesta carezza, lieto dolore,
    la vita è in te!
 
Fine
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