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Notizie dal mondo classico 
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Nabucco evento musicale del 2011 |
Per il Newyorker è l'unico italiano degno di essere ricordato
 Il Nabucco diretto dal Maestro Riccardo Muti è l’evento musicale del 2011. Per il “The Newyorker”, la più famosa rivista americana, e una delle più importanti al mondo, fuori dagli Stati Uniti l’unico evento musicale nel mondo degno di essere ricordato quest’anno, è l’esecuzione del Nabucco all’Opera di Roma e le parole d’impegno sociale pronunciate dal Maestro Riccardo Muti prima del bis del “Va pensiero”. “... guardando indietro all'anno in musica – scrive il famoso critico Alex Ross – mi ha colpito tra i molti avvenimenti memorabili a cui ho partecipato, la performance di Riccardo Muti e il suo gesto, nel corso del ‘Nabucco’ di Verdi a Roma, che ricordato a distanza di mesi mi appare come un intervento illuminato”.
L’evento del bis al Teatro dell’Opera fa il giro del mondo scuotendo l’attenzione dei media e del pubblico internazionale sul valore unico del patrimonio artistico e culturale dell’Italia, e raggiunge il suo obiettivo: dal Governo Berlusconi (colpito dall’intervento del Maestro) giunge, immediata, una risposta all’appello del Maestro Muti, con il reintegro dei tagli al FUS, il Fondo Unico per lo Spettacolo, previsti dalla manovra finanziaria per il 2011.
Il critico Alex Ross si riferisce quindi alla “prima” del Nabucco al Teatro dell’Opera di Roma nel marzo 2011, per le celebrazioni dei 150 anni dell’Unità d’Italia, e alle parole dette dal Maestro Muti a favore della cultura italiana prima di invitare il pubblico presente a intonare, insieme al Coro, il bis del “Va pensiero”: la scena con il discorso del Maestro Muti, è tra i video più seguiti sul web in questo 2011: 1 milione e 500 mila clic per vederlo (dati a settembre 2011).
(31-12-2011; Dal comunicato stampa del teatro dell'Opera di Roma)
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Apre il Nuovo Teatro dell'Opera di Firenze |
Mehta: "Per ora solo concerti. Fra un anno le scene"
 Annunciata dal Teatro del Maggio musicale fiorentino, l'alzata di sipario inaugurale per il Nuovo Teatro dell'Opera di Firenze è prevista il 21 dicembre con Zubin Mehta. La grande struttura, una di quelle previste dal programma per i 150 anni dell'Unita' d'Italia, avrà bisogno ancora di un anno di "cure" prima di poter ospitare l'opera alla quale il nome lo destina: sono necessari altri cento milioni di euro rispetto ai fondi di 74.2, 42.5 e 40 milioni di euro erogati rispettivamente da Presidenza del consiglio, Comune di Firenze e Regione Toscana. Si parte tuttavia - pur se in forma di concerto - dichiarando il carattere operistico della nuova struttura il 21 (trasmesso in prima serata da Rai5) con Zubin Mehta a guidare coro e orchestra del Maggio più le quattro voci di Anja Kampe,soprano, Stella Grigorian, mezzo, Michael Schade, tenore e Juha Usitalo, baritono nell'ouverture Leonora n. 3 di Beethoven, Gegenliebe di Bussotti in prima esecuzione assoluta su commissione del Maggio; poi ancora Beethoven con la Nona.
Il 22 - a preannunciare l'eclettismo della programmazione - il jazz dello Stefano Bollani Trio (con i danesi Jesper Bodilsen al contrabbasso e Morten Lund alla batteria).
Il 23 l'Orchestra del Maggio si unisce alla Mozart guidata dall'attesissimo Claudio Abbado, alle prese con lo Schiksalslied di Brahms e la nona sinfonia di Mahler.
E poi il 27 il pianista András Schiff con le Variazioni Goldberg di Bach; il 28 l'Haydn allo specchio del contemporaneo blasonato in patria e all'estero Matteo D'Amico, il Quarto Concerto di Beethoven con Radu Lupu al pianoforte e la Quarta di Brahms: sul podio Fabio Luisi.
Precede infine il Concerto di fine anno (il 31 con Mehta, il violino di Leonidas Kavakos le voci di Patrizia Ciofi e Fabio Sartori per Verdi, Beethoven, Ravel, Puccini, Korsakov),la serata di balletto con MaggioDanza il 29. Informazioni 055/2779350 - www.maggiofiorentino.com (21 dicembre 2011)
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A Los Angeles in scena "Orango" |
Riesumati 40 minuti di un’opera scomparsa di Sostakovic
 Il ritrovamento di quaranta minuti di un’opera del tutto sconosciuta scritta da Dimitri Sostakovic all’inizio degli anni Trenta ha molti motivi per suscitare curiosità, a partire dall’improbabile titolo: Orango. Sparita per 80 anni, è tornata in scena a Los Angeles. A presentarla al pubblico hanno pensato lo scorso mese Esa-Pekka Salonen, di ritorno sul podio della Los Angeles Philharmonic che ha diretto dal 1992 al 2009, e il regista Peter Sellars, in una versione semiscenica salutata da grande successo dal pubblico della Walt Disney Concert Hall.
Il lungo oblio dell'opera, scritta nel 1932, fu dapprima la stroncatura di Stalin che aveva portato il compositore a non occuparsi più di teatro. Dopo il parziale insuccesso della sua prima opera Il naso da Gogol (il Met ne ha recentemente prodotto un’edizione di lusso firmata da William Kentridge), per Sostakovic iniziò un periodo di produzione vulcanica e disordinata: per il 1932, in cui si celebravano i 15 anni della Rivoluzione, il Bolshoi gli commissionò la musica per La chiave, su libretto del poeta satirico Demyan Bedny. Libretto che però non fu mai consegnato: il Bolshoi commissionò in tutta fretta un altro testo all’avventuriero e scrittore di fantascienza Alexej Tolstoj, in collaborazione con Alexander Starchakov. L’argomento della nuova opera doveva essere "la crescita dell’umanità durante la rivoluzione e la costruzione del socialismo".
L’esito fu Orango: la storia di un cinico magnate della stampa borghese che è in realtà il risultato degli esperimenti di uno scienziato che ha inseminato una scimmia. La trama attingeva largamente all’attualità: nel 1927 lo scienziato Il’ja Ivanov aveva lasciato la Guinea in seguito ai suoi esperimenti di fecondazione di femmine di scimpanzé con seme umano, ed aveva proseguito le sue ricerche in Russia cercando di fecondare donne sovietiche con seme di scimpanzé. Nell'immagine un quadro scenico del cortometraggio Primo giorno del regista Jurij Norstein, rievocazione della Rivoluzione d'ottobre su musiche di Sostakovic (16 dicembre 2011)
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100 direttori d'orchestra votano: primo Kleiber |
Anche voi potete votare nell'area Sondaggi
 Cento direttori d’orchestra di tutto il mondo hanno votato il migliore direttore di sempre. Primo classificato Carlos Kleiber, seguito da Bernstein, Karajan e Toscanini. E tra quelli in attività, il primo è Claudio Abbado. Pochi voti a Barenboim, Pappano e Mehta.
E per voi qual è il miglior direttore d'orchestra di sempre? Potete votarlo cliccando qui :
www.classicvoice.com/Sondaggi.html
Classic Voice, il mensile italiano leader nel settore della musica classica, ha chiesto alle cento più autorevoli bacchette internazionali, dalla A di Abbado alla Z di Xian Zhang, di indicare il più grande direttore di tutti i tempi. Tra i cento elettori ci sono grandi nomi come Muti, Mehta, Chailly, Gatti, Luisi, Temirkanov, ma anche giovanissimi astri del podio tra i quali Harding, Dudamel e Matheuz. Il risultato finale proviene dunque da una giuria a dir poco qualificata. E questi sono i risultati pubblicati sul numero di “Classic Voice” in edicola dal 15 dicembre: Carlos Kleiber, che pur essendo un direttore a dir poco “irregolare”, ha trionfato lasciando a buona distanza il secondo classificato Leonard Bernstein e al terzo posto Herbert von Karajan, seguito o a pari passo dal grande vecchio Arturo Toscanini. Tra i direttori in attività Claudio Abbado è stato il più votato dai suoi colleghi, seguono Harnoncourt e Muti. I maestri impegnati a dirigere le principali istituzioni musicali italiane, Barenboim alla Scala, Pappano a Santa Cecilia e Mehta al Maggio fiorentino, hanno invece raccolto pochi voti, non riuscendo a entrare nella top 20 generale, e collocandosi nella parte bassa della classifica dei migliori direttori di oggi, dopo Gardiner, Boulez e Rattle. Riccardo Chailly, commentando le qualità del vincitore, ha elogiato la sua “grande tecnica direttoriale mai superata da altri” e la capacità di “raggiungere sempre la vetta della sua somma ricerca interpretativa”.
Di seguito la classifica generale
1 Carlos Kleiber
2 Leonard Bernstein
3 Herbert von Karajan
4 Arturo Toscanini
5 Wilhelm Furtwängler
6 Claudio Abbado
7 Dimitri Mitropoulos
8 Nikolaus Harnoncourt
9 Bruno Walter
10 Gustav Mahler
Nel numero di “Classic Voice” in edicola (allegati 2 CD con Claudio Abbado che dirige le Musiche per il teatro di Beethoven e l’annuario biografico “Classic People”) si trovano le classifiche particolari, i voti espressi dai 100 direttori e la motivazione delle loro preferenze.
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Temirkanov pro Itaca alla Scala |
Mentre salta per sciopero il concerto pro Alzheimer
 Progetto Itaca, in collaborazione con la Fondazione Umberto Veronesi e Serate Musicali, organizza il 29 gennaio un concerto straordinario al Teatro alla Scala di Milano con la Filarmonica di San Pietroburgo diretta da Yuri Temirkanov (per informazioni, prenotazioni biglietti e coordinate su come sostenere l'iniziativa: tel. 02/62695235 - segreteria@progettoitaca.org) finalizzato alla raccolta di fondi in favore di Club Itaca, progetto per la riabilitazione e l’inserimento lavorativo di persone che soffrono di disturbi mentali. In programma l'ouverture di Rossini dal Barbiere di Siviglia, il Concerto per pianoforte e orchestra in la minore op. 54 di Schumann e la Suite n. 3 op. 55 di Ciaikovskij. Si unisce a Temirkanov e ai filarmonici pietroburghesi la pianista georgiana Eliso Virsaladze, stimata interprete schumanniana.
Salta invece causa sciopero di 3 ore proclamato da Cgil-Cisl-Uil contro la manovra il concerto previsto sempre alla Scala per le 20 di oggi destinato a finanziare la ricerca dell'Istituto Mario Negri e del Weizmann. "Dispiace che i sindacati", interviene Silvio Garattini che da 20 anni sostiene i due istituti impegnati nella ricerca contro l'Alzheimer, "non abbiano colto il valore di questa iniziativa che non pregiudicava la legittima manifestazione di protesta e che non abbiano pensato al danno economico, anche per gli ingenti costi di promozione del concerto già sostenuti". (12 dicembre 2011)
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La Prima della Scala in diretta |
I vostri commenti verranno pubblicati su Classic Voice
 La prima alla Scala con il mozartiano Don Giovanni diretto da Daniel Barenboim guadagna quest'anno una visibilità che non è esagerato definire planetaria. Visibilità estesa anche grazie ai mezzi di diffusione via satellite (nelle sale cinematografiche) che si vanno ad aggiungere a quelli digitali terrestri (per le televisioni) che la supertecnologia odierna consente. Dunque una visione allargata non solo a chi non è riuscito ad accaparrarsi il biglietto (o non poteva permetterselo) per il Piermarini, ma anche un'occasione aperta a un pubblico che ha scoperto da poco tempo o si accosta per la prima volta al teatro musicale. Si comincia alle 18 con la diretta dal giovane (ha appena festeggiato un anno di vita) canale Rai5. Stessa ora per moscoviti e pietroburghesi collegati alla russa Tv Kultura. Sky Classica trasmette in chiaro (canale 728) dalle ore 21, mentre la rete franco tedesca Arte-Zdf è attiva dalle 20.15. Non manca poi la diretta radiofonica su Radio3. Ma la vera novità è il live dalle 114 sale cinematografiche di 17 regioni italiane. Tale operazione su grande schermo coinvolge gli Stati Uniti, 19 paesi dell'Europa più la Russia.
Mandate i vostri commenti all'indirizzo redazione@xgpub.com
I più meritevoli verranno pubblicati sul numero di gennaio di "Classic Voice".
(6 dicembre 2011)
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Schoenberg Experience |
Il primo appuntamento al Comunale di Bologna
 S'intitola Schönberg Experience ed è un progetto - ideato e coordinato da Roberto Tarenzi - che propone di sviscerare in modo organico, nell’arco di due anni, gli aspetti più diversi della creatività schönberghiana: la musica, la pittura, la scrittura, il cinema, gli hobby. Il primo appuntamento dedicato al padre della Dodecafonia è al Teatro Comunale di Bologna il 2 dicembre: alle 18.30, nel Foyer Rossini, Il suono liberato incontro con Nuria Schönberg Nono (nell'immagine storica con Luigi Nono e Bruno Maderna) condotto da Nicola Sani; alle 20.30 Orchestra e Coro del Teatro Comunale, sotto la direzione di Lothar Zagrosek, musiche di Schönberg e Bach nell’orchestrazione dello stesso Schönberg.
Si prosegue sabato 3 dicembre, ore 11, Aula Magna della Pinacoteca di Bologna, con una conferenza tenuta da Nuria Schönberg Nono: Arnold Schönberg in America: 1933-1951. La figlia del grande compositore ripercorre le vicende biografiche dell’uomo e del musicista che con il suo “metodo di composizione con dodici note che siano in relazione solo l’una con l’altra” ha innovato radicalmente il linguaggio musicale del XX secolo. Lasciata la Germania, dopo un periodo trascorso in Francia, Schönberg si stabilisce definitivamente negli Stati Uniti. Appartengono al periodo americano due delle opere in programma nel concerto del 2 dicembre: la versione per orchestra d’archi del primo capolavoro schönberghiano Verklärte Nacht e A Survivor from Warsaw op.46, lavoro sinfonico-corale percorso da tensioni tragiche e apocalittiche grandiosità che affida alla voce di un narratore (Enrico Fink, nel concerto del 2 dicembre) un testo ispirato all’intensa testimonianza di un ebreo polacco. Completano il programma le Variazioni op.31, l’opera dodecafonica per eccellenza, pagina emblematica per il suo rigore costruttivo.
Lunedì 5 dicembre, ore 17.45, al Cinema Lumière, con la proiezione del film Moses und Aron di Jean-Marie Straub e Danièle Huillet – versione cinematografica dell’opera teatrale composta da Schönberg – si apre la rassegna che la Cineteca di Bologna dedica al grande maestro viennese. La proiezione viene arricchita da un montaggio che accosta alcune sequenze tratte importanti pellicole che hanno utilizzato pagine musicali di Schönberg: L’amour à mort di Alain Resnais, Nouvelle vague di Jean-Luc Godard e Rien ne va plus di Claude Chabrol. Per informazioni: info@theschoenbergexperience.com (2 dicembre 2011)
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Vlad, ritratto con "Variazioni" |
Documentario sul compositore, teorico e divulgatore
 Il 48° Festival di Nuova Consonanza, in collaborazione con la Filarmonica Romana e il Dipartimento Comunicazione e Spettacolo (Università degli studi Roma Tre), ospita la proiezione in anteprima del documentario "Variazioni su Roman Vlad", ritratto inedito sulla figura del grande compositore, pianista, teorico, divulgatore, direttore artistico e oggi Presidente onorario della Filarmonica Romana, di cui esce in questi giorni per Einaudi il libro "Vivere la musica", che sarà presentato nella stessa giornata. La proiezione, realizzata in collaborazione con l’Accademia Filarmonica Romana, si terrà alle ore 19.45, a conclusione della presentazione del libro in cui intervengono, insieme allo stesso Vlad, Silvia Cappellini Sinopoli e Vittorio Bonolis (curatori del libro), Sandro Cappelletto, Stefano Catucci e Michele Dall'Ongaro.
A seguire il concerto del duo Mario Caroli al flauto e Horia Maxim al pianoforte: un excursus di oltre tre secoli di musica da Bach fino al XXI secolo con un’attenzione particolare alla musica contemporanea della Romania, paese di origine di Vlad. Info: Associazione Nuova Consonanza, tel. 06-3700323, info@nuovaconsonanza.it (29 novembre 2011)
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Scomparsa Montserrat Figueras |
Il soprano catalano era la moglie di Jordi Savall
 Il 23 novembre, dopo una lunga malattia, è morta Montserrat Figueras, aveva 69 anni. Soprano catalano, partner artistico e moglie di Jordi Savall, ha diviso con lui mezzo secolo di musica antica, contribuendo in maniera cruciale alla storia dell’interpretazione della musica pre-barocca e al fertile incontro di culture tra repertori di tradizione orale e scritta. A prescindere da qualsiasi faziosità “melomane”, l’esperienza artistica della Figueras ha accompagnato per intero l’insorgenza, l’affermazione e il radicamento della “musica antica” in seno alla “musica classica”, esibendo una vocalità umanistica e intensa, attraverso la quale gli ascoltatori di tutto il mondo hanno potuto scoprire stili pressoché ignoti prima delle pionieristiche incisioni di artisti come lei. Molta vocalità medievale e rinascimentale, la polifonia sacra e profana e la monodia accompagnata del “Siglo de Oro”, il recitar cantando di Caccini e Monteverdi, fino alla lirica da camera ottocentesca e, lungo tutta la carriera, le molteplici possibilità di dialogo coi suoni “altri” delle culture prodotte entro il bacino del Mediterraneo: queste le ampie coordinate di massima entro le quali la Figueras ha prodotto interpretazioni spesso seminali, a fianco, oltre che del marito e dei figli, anche del liutista Hopkinson Smith e dei numerosi maestri che - passati tra le fila degli ensemble Hesperion XX (poi XXI), La Capella Reial de Catalunya e Le Concert des Nations - oggi costituiscono una parte preponderante della scena artistica internazionale. Numerosissime le possibilità per ascoltare e riascoltare la sua caratteristica voce espressiva, dai documenti sonori della Schola Cantorum di Basilea (Deutsche Harmonia Mundi) alle storiche incisioni prima per la Emi, poi per la Astrée, quindi per la pregevole etichetta autoprodotta AliaVox. I funerali della cantante si celebreranno a Barcellona presso il Monasterio de Pedralbes. (24 novembre 2011)
Carlo Fiore
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Barenboim "docente" alla Cattolica di Milano |
Lezione-concerto sul Don Giovanni che apre alla Scala
 Daniel Barenboim incontra studenti e pubblico giovedì 24 alle 18 nell'Aula magna dell'Università Cattolica di Milano (largo Gemelli 1) per presentare il Don Giovanni, l’opera di Mozart che inaugurerà la stagione scaligera 2011/2012 come di consueto il 7 dicembre.
Si tratta di una lezione-concerto che il maestro scaligero (nella foto di Clive Arrowsmith) tiene a cura dei docenti Paola Fandella ed Enrico Girardi e in collaborazione con il Teatro alla Scala di Milano. L'incontro rientra nell’ambito delle attività del Corso di Laurea in Economia e Gestione dei Beni Culturali e dello Spettacolo, interfacoltà tra Economia e Lettere e filosofia.
Nel corso dell’evento, per il quarto anno consecutivo, sarà conferita una borsa di studio annuale per i musicisti della West-Eastern Divan Orchestra per i quali i fondatori, il maestro Barenboim e lo scrittore Edward Said, hanno intrapreso un percorso di educazione alla pace nell’elevazione della musica classica. Nel maggio 2011 il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha devoluto il premio “Dan David” all’orchestra fondata da Barenboim.
L’opera mozartiana dell'inaugurazione scaligera sarà diretta da Daniel Barenboim con la regia di Robert Carsen e vedrà come interpreti Peter Mattei (Don Giovanni), Kwangchul Youn (Commendatore), Anna Netrebko (Donna Anna), Giuseppe Filianoti (Don Ottavio), Barbara Frittoli (Donna Elvira), Bryn Terfel (Leporello), Anna Prohaska (Zerlina) e Stefan Kocan (Masetto).
L’ingresso alla lezione-concerto è libero fino a esaurimento posti. Per informazioni: 02/72343848. (22 novembre 2011)
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