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Notizie dal mondo classico

 
Carmen come Avatar
La londinese Royal Opera sperimenta il 3D
La londinese Royal Opera House prosegue sulla strada dell'innovazione equipaggiando la propria struttura per la produzione di opere e balletti con tecnologia 3D da distribuirsi esclusivamente nei cinema di tutto il mondo dotati di tecnologia tridimensionale di ultima generazione e dove, per intendersi, il pubblico indossa gli appositi occhialini. Con la stessa tecnologia con cui James Cameron ha girato Avatar, il Teatro reale dell'Opera di Londra annuncia che la prima opera che verrà girata e poi mostrata in 3D è la Carmen di Bizet. Titolo scelto appositamente perché popolare, di conseguenza maggiormente adatto a un pubblico che si annuncia più di massa che di élite. Le riprese di questa Carmen tridimensionale iniziano da questo mese per un prodotto confezionato e pronto all'uso presumibilmente entro il prossimo autunno. (1°giugno 2010)
 
Musica sull'acqua
Nella nuova Elbphilharmonie di Amburgo
Si chiama Elbphilharmonie ed è il nuovo centro per la musica di Amburgo presentato in questi giorni agli abitanti della città settentrionale tedesca bagnata dal fiume Elba. Più di 5000 visitatori potranno toccare con mano lo spettacolare edificio progettato dagli architetti svizzeri Herzog & de Meuron e costruito sulla riva destra del fiume. L'Elbphilharmonie di Amburgo è alto 110 metro ed è costruito con uno stile architettonico che unisce tradizione e modernità, comprende tre sale da concerto, un hotel, 45 appartamenti e la Plaza, uno spazio all'aperto di 37 metri quadrati con vista a 360 sulla città portuale. L'Elbphilharmonie è anche attualmente una delle sfide più interessanti dell'architettura d'Europa: una sala per concerti di livello mondiale a quota 50 metri, con 2.150 posti a sedere. L'edificio sarà anche la nuova icona musicale della metropoli tedesca, una sede che accoglierà sia per la musica classica sia il jazz e il pop. Secondo le affermazioni del general manager austriaco Christoph Lieben-Seutter la nuova sala posta nel nuovo porto di Amburgo è attualmente il più grande progetto di edificazione urbana in Europa. Si distingue anche il costo per la costruzione: attorno ai 400 milioni di euro di cui circa 77 milioni sono arrivati tramite donazioni e altri redditi. Il completamento della costruzione è previsto entro il 2012. Ulteriori informazioni sulla costruzione della Filarmonica dell'Elba si trovano all'indirizzo www.elbphilharmonie-bau.de (28 maggio 2010). 
 
Chopin alla Scala
In un libro con cd interpretato da Berenboim
Oggi alle ore 19 nel Ridotto dei palchi Toscanini del Teatro alla Scala, Daniel Barenboim e Carlo Boccadoro presentano il volume “Daniel Barenboim /Fryderyc Chopin”, la pubblicazione speciale di Music&Book Gallery, per celebrare il bicentenario della nascita di  Chopin. Il libro raccoglie una lunga intervista che Carlo Boccadoro ha rivolto al Maestro e un’antologia dei più celebri ritratti di Chopin scritti da grandi personaggi come Gide, Schumann, Delacroix. Il cd allegato contiene la registrazione dei classici chopiniani eseguiti da Barenboim in occasione del Festival Chopin 2010 a Varsavia. Ingresso libero fino a esaurimento dei posti. (27 maggio 2010)
 

 
Scala nuova stagione
Nel prossimo cartellone salgono sul podio quattro direttori emergenti
Sentendosi accerchiato da melomani incalliti e antichi loggionisti, il sovrintendente Stéphane Lissner ha puntato - nella lettera di presentazione della stagione 2010-2011 - sull'italianità. Ma non ce n'era bisogno. Il nuovo cartellone è prestigioso e sorprendente. Convince. Sulla carta, s'intende. Significativo il ritorno e/o debutto di quattro giovani direttori sul podio operistico: Daniel Harding nel dittico Cavalleria e Pagliacci (regia  di Martone), Omer Wellber in Tosca (nella foto, già premiato nel 2009 al Premio del disco di Classic Voice, regia di Bondy), Yannick Nezet-Seguin (Roméo et Juliette), Philippe Jordan (Il Cavaliere della rosa, regia di Wernicke), accanto alla presenza di grandi bacchette: Barenboim che dirige Valchiria (prossima inaugurazione, regia di Cassiers), Gergiev Turandot (regia di Barberio Corsetti), Welser-Moest un altro Strauss (Arabella, ospitalità di coro e orchestra della Staatsoper di Vienna), Roberto Abbado Rossini (La Donna del lago, unico titola da belcanto con la regia di Louis Pasqual) e Nicola Luisotti (Attila, regia di De Ana). Alessandrini torna col suo Monteverdi (Ritorno di Ulisse nello spettacolo di Wilson) mentre da Londra arriva Morte a Venezia di Britten nel pacchetto tutto compreso dell'English National Opera (il direttore Edward Gardner e la regista Deborah Warner), col debutto al Piermarini di Ian Bostridge. Sontuoso il parco cantanti (altro zuccherino al loggione recalcitrante), formato dai più bei nomi dello star system: dal cast della Prima (i migliori cantanti wagneriani, Nina Stemme, René Pape, Waltraud Meier) al ritorno del figliol prodigo Marcelo Alvarez, dall'osannato Kaufmann ai rossiniani Florez e Di Donato, fino agli italiani di prestigio come Furlanetto, Nucci, Carosi. Fuori programma (non era prevista) anche una nuova commissione a Luca Francesconi, Quartetto, nella messa in scena della Fura dels Baus. Dimenticabile, tra i concerti sinfonici, il festival di Lang Lang: dopo i cicli di Barenboim e Pollini si poteva trovare qualcosa di meglio.

(21 maggio 2010)

 
Lirica su Raiuno
Dall'Arena di Verona presentata dalla Clerici
Domenica 6 giugno la lirica - anche se condita col pop in una formula nazional popolare che non sarebbe dispiaciuta al Lucianone del Pavarotti and friends - torna su Raiuno in prima serata, in diretta dall'Arena di Verona, presentata da Antonella Clerici. “È una scommessa”, confessa la presentatrice,  “come lo è stata Sanremo. Per me è la prima volta in Arena e sono emozionata all’idea di poter far mia l’esperienza delle eroine operistiche che prenderanno vita sul palcoscenico. Avrò il compito di raccontare la trama delle opere e di rendere concetti e contenuti nobili, più accessibili per il grande pubblico”.
"Si tratta per Verona e per l’Arena", hanno spiegato nel corso della conferenza stampa di presentazione dell'evento, "di una grande opportunità. Lo spettacolo presenta una formula mai sperimentata prima, ovvero un connubio fra musica operistica e pop, con interpreti di entrambi i generi che si esibiranno ciascuno nel pieno rispetto del repertorio di appartenenza, accompagnati dall’orchestra, il coro, il corpo di ballo e i tecnici dell’Arena di Verona. Lo spettacolo vuole presentare la veste più nobile dell’Arena e della tradizione operistica veronese, diventata celebre dal 10 agosto 1913, data a cui risale il primo festival estivo".
Non sarà esattamente una replica del felice precedente di Fazio su Raitre con l'anteprima scaligera di Carmen, presenti Barenboim, Pollini e Abbado, tuttavia non è da trascurare il fatto che l'opera possa far parte degli interesssi del pubblico del piccolo schermo (19 maggio 2010).
 
 
Archivio Scala on line
Cimeli, locandine, foto dal 1950 ai giorni nostri
Da oggi l'archivio del teatro alla Scala è a portata di clic: l’indirizzo è www.archiviolascala.org. Benché fosse in ritardo su molti teatri italiani, ma soprattutto su quelli esteri, la Scala ha recuperato alla grande mettendo a disposizione del pubblico, degli studiosi e degli appassionati un patrimonio artistico e storico di primissimo livello. Un servizio via internet che è secondo - per ora - solo al quello del Met, ed è invece assai vicino a quello del Covent Garden e senz’altro superiore a quello dell’Opéra di Parigi.
Se la stagione in corso è visibile sul sito principale, in quello dell'archivio l’utente ottiene informazioni dettagliate su opere, balletti e concerti tenuti alla Scala dal 1950 in poi in misura ormai vicina al 100% delle serate: gli appassionati della Callas noteranno per esempio la mancanza di Fedora, Ifigenia e Vestale. L’Ufficio Stampa assicura però che la completezza sarà raggiunta a breve termine, così come a breve sarà intrapresa anche la ricostruzione dell’archivio storico generale in base ai documenti già disponibili o reperibili. Il materiale a disposizione del ricercatore comprende cronologie, cast e locandine di ogni serata, libretti (a partire dalla seconda metà degli anni Ottanta, quando cominciarono ad essere pubblicati sui programmi di sala), sinossi con le trame degli spettacoli, introduzioni alle opere e oltre 50mila foto di spettacoli e artisti.
Il sito consente anche l’accesso a una vetrina web del Dam, che in un futuro auspicabilmente vicino diventerà consultabile per intero. Il Dam - acronimo di Digital Asset Management - è un sistema di gestione digitale del patrimonio artistico della Scala, quotidiano strumento di lavoro per i reparti del teatro. Avviato nel 1996, ha finora raccolto 45mila costumi, 24mila bozzetti e figurini, 80mila attrezzi di scena, 10mila ore di musica registrata, 17mila locandine e oltre un milione di foto (in quella a fianco del titolo Mirella Freni è con Mario Del Monaco nel primo atto della Carmen di Bizet).
Il sito dell’archivio diventerà accessibile dal sito principale, dal quale si dipartiranno anche i siti relativi ad Accademia, Under 30, Bookshop, Ansaldo e Filarmonica (gli ultimi due, in preparazione) [14 maggio 2010].
                                                       
Giancarlo Cerisola
 
La Filarmonica suona!
Prove aperte e concerti benefici alla Scala confermati
La Filarmonica della Scala ha deciso che la beneficenza viene prima delle proteste contro il decreto. Resterà dunque immutato, fanno sapere dall'ufficio stampa, "il calendario delle  prove aperte o serate benefiche il cui annullamento comporterebbe non solo un mancato introito ma una perdita economica per le istituzioni di volontariato e assistenza che in esse hanno investito, senza calcolare i danni d’immagine".
Viene precisato inoltre "che tutti i biglietti per la prova aperta diretta da Daniel Barenboim il 12 maggio a favore della Casa della Carità  sono stati venduti, e restano meno di 200 biglietti invenduti per quella del 30 maggio diretta da Dennis Russell Davies a favore di Fondazione Floriani. In gran parte venduto anche il concerto di Bobby McFerrin per la Sezione Femminile della Croce Rossa il 17 aprile, mentre procedono le vendite per il concerto di Alexander Lonquich per finanziare l’ospedale pediatrico della Fondazione Rava ad Haiti".
In quanto associazione indipendente "la Filarmonica non ha una controparte contro la quale astenersi dal lavoro, ma è attivamente sostenuta da oltre 1.000 abbonati che contribuiscono ben oltre il costo dell’abbonamento e che non posono essere l’obbiettivo della protesta: gli scioperi si possono fare contro chi taglia i fondi alla cultura, non contro chi contribuisce con generosità". (10 maggio 2010)
 
Beethoven contro Bondi
Pappano difende la cultura regalando la Nona. Intanto spuntano le coccarde gialle di protesta
"Concerto gratuito in difesa della cultura". Questo lo slogan con il quale domenica 9 maggio alle ore 19 nella Sala Santa Cecilia dell’Auditorium Parco della Musica, l’Orchestra e il Coro dell’Accademia di Santa Cecilia offrono gratuitamente al pubblico l’esecuzione della Nona Sinfonia di Beethoven diretta da Antonio Pappano. Il concerto è infatti a ingresso libero, fino a esaurimento dei posti disponibili. I biglietti potranno essere ritirati nel Foyer della Sala Santa Cecilia all’Auditorium Parco della Musica di Roma dalle ore 14 alle ore 18 dello stesso giorno. Info www.santacecilia.it - oppure telefonando allo 06 8082058.
Contro il decreto Bondi, intanto, è sul piede di guerra praticamente l'intera Italia delle fondazioni lirico-sinfoniche. Gli scioperi proseguono e la protesta ha adesso come simbolo una coccarda gialla: dapprima adottata dai lavoratori di Santa Cecilia e da ieri appuntata anche sulle divise delle maschere che alla Scala hanno accolto il pubblico affluito alle prove dell’Oro del Reno di Wagner diretto da Daniel Barenboim al grido di "Siamo portatori sani di cultura". (7 maggio 2010)
 
Barenboim puntualizza
Il "maestro scaligero" si schiera contro la riforma voluta da Bondi
La convocazione via e-mail delle 19 di ieri per le 12 di oggi, relativa a “una breve comunicazione agli organi d’informazione da parte del Maestro Barenboim”, ha fatto venire l’acquolina a molti che, infatti, hanno gremito la Sala Gialla. Chi si aspettava lo scoop, tuttavia, è rimasto a bocca asciutta. L’argomento, infatti, verteva sui tristemente noti mali cronici della musica in Italia e sulle controindicazioni della "terapia Bondi". Tema di tale attualità da apparire scontato, o quantomeno non così bruciante da giustificare un preavviso tanto breve. Più giusta, forse, la chiave di lettura che vede i vertici del teatro milanese schierati con i lavoratori, nonostante il decreto risulti – magari non in prima istanza, ma alla lunga senz’altro – fondamentalmente favorevole ai due organismi qualitativamente più dinamici dell’odierna realtà italiana: Scala e Santa Cecilia.
Barenmboim ha sentito la necessità di testimoniare la sua partecipazione ai problemi del teatro “in quanto”, ha detto, “il titolo di Maestro Scaligero, creato per me quattro anni fa e che fino ad oggi ha avuto un valore soprattutto affettivo, nell’attuale situazione acquista anche un ruolo di responsabilità morale”.
Dopo una panoramica sull’attuale criticità in tutti i paesi, anche i più ricchi, Barenboim ha messo l’accento sul “dovere etico” del nostro paese di privilegiare la musica: “Nel mondo l’Italia è sì conosciuta per Dante, Leonardo e Michelangelo, ma anche per i suoi grandi musicisti, Verdima anche il Mozart italiano”.
“Spetta dunque”, ha proseguito, “ai paesi che hanno avuto un ruolo fondamentale nella storia della musica - Italia, Germania, Austria e Francia - fare più degli altri” per quest’arte che “è di tutti e non elitaria come spesso qui è considerata. Barenboim pensa all’esperienza fatta con la sua orchestra israello-palestinese: “Vedere a Ramallah con che entusiasmo i bambini, cresciuti in un ambiente di nessuna cultura musicale e con enormi problemi sociali, imparano a suonare uno strumento è addirittura esaltante e conferma che la musica è tutt’altro che elitaria”.
Secondo il grande maestro, la musica non è quella dei jingle televisivi, “ma quella colta, vera espressione fisica dell'anima”. A qualsiasi epoca appartengano, “i grandi musicisti parlano all’uomo di oggi, sono nostri contemporanei: la musica di Verdi e Mozart non è musica moderna, ma contemporanea”.
“A differenza delle altre arti, la musica vive nello spazio dell’esecuzione (un libro lo si può leggere quando e dove di vuole, un quadro lo si può guardare quanto si vuole) ma con tutti i mezzi di riproduzione dei nostri tempi - dal lontano 78 giri siamo arrivati al cd, al dvd, a internet - la musica è costantemente a disposizione di tutti: ma bisogna che la gente ne senta la necessità”. E da qui inizia il discorso di fondo, sullo spinoso problema della scarsa preparazione musicale, per la quale la Scala sta intensificando le iniziative. L’ultima è quella di “aprire le porte alle prove: esperienza positiva per il pubblico ma anche utile a musicisti e cantanti che così lavorano in una situazione più realistica”. Il sovrintendente Lissner precisa che l’iniziativa sarà perfezionata forse oggi stesso con l’orchestra e sarà attuabile già in settimana: “Il pubblico verrà sistemato in alcuni palchi, non in platea per evitare intralci al lavoro", precisa.
Barenboim si chiede “perché punire un teatro che per qualità e quantità di spettacoli in questi ultimi anni è in continua ascesa?. Un teatro che, tournée comprese, alza il sipario trecento sere l’anno”. pensando all’orchestra il Maestro scaligero ha puntualizzato come l’avvicendarsi di grandi direttori e l’ampliamento di repertorio di questi ultimi anni le hanno conferito una maggiore flessibilità stilistica. "Come si può pensare a un’ulteriore crescita dell’orchest ra se si devono assumere strumentisti con contratti di uno o cinque anni”, si è quindi domandato. Impossibile senza la prospettiva di una continuità di lavoro. Così come è inammissibile un divario di retribuzione fra le prime parti e le altre.
Non è stato possibile sapere nulla dei motivi che hanno portato alla cancellazione – la prima nella storia - della conferenza di presentazione del prossimo cartellone, prevista per il 21 maggio. (5 maggio 2010)
                        Giancarlo Cerisola
 
Cassiers, "re" di maggio
Su "Classic Voice" il regista racconta il suo "Ring", ciclo wagneriano che inaugura anche il nuovo "Classic Opera"
Nel numero di maggio di "Classic Voice" il regista Guy Cassiers racconta la sua visione del ciclo de "L'Anello del Nibelungo", da lui messo in scena alla Scala di Milano dal 13 maggio.
Lo stesso ciclo wagneriano in dvd, con uno speciale su Wagner, battezza l'uscita di "Classic Voice - Opera", il nuovo bimestrale edito da xG Publishing.
Attesa da decenni, la nuova produzione del ciclo "L'Anello del Nibelungo" di Wagner (in coproduzione con la Staatsoper di Berlino), proseguirà a dicembre 2010 e poi nel corso del 2011. Nel 2013, in occasione del centenario wagneriano, il "Ring" verrà proposto nella sua integrità. L'opera è infatti composta da un ciclo di quattro drammi musicali di Richard Wagner, che costituiscono un continuum narrativo che si svolge nell'arco di un prologo e tre "giornate": il prologo "L'oro del Reno" (alla Scala dal 13 maggio o, se lo sciopero ipotizzato sarà confermato, dal 16), "La Valchiria", "Sigfrido", "Il crepuscolo degli dei". La direzione è affidata a  Daniel Barenboim; la regia è del belga Guy Cassiers, noto anche per la direzione del teatro Toneelhuis di Anversa.
"Classic Voice", il mensile dedicato alla grande musica, offre un'eccezionale anteprima ai suoi lettori nel numero in uscita il 5 maggio con l'intervista in esclusiva a Cassiers. Nel colloquio il regista offre alcune chiavi di lettura dell'opera veramente originali, a partire dal concetto di "globalizzazione".
"Nella messa in scena dell'Anello", spiega Cassiers, "sono stato ispirato dalle molte domande sollevate dal processo di globalizzazione: la proclamata fine della storia e della politica, il torrente di informazioni e immagini; il ruolo del linguaggio e della retorica; la virtualizzazione della realtà; la confusione ideologica, la minaccia del fanatismo e del fondamentalismo; e la ricerca della sicurezza e della spiritualità".
Nell'intervista il regista parla anche dell'utilizzo di forme rappresentative all'avanguardia, applicate al cerimoniale tradizionale di un'opera, e del rapporto con il pubblico: "Io uso la 'disintegrazione delle strutture' come una strategia artistica", racconta, "nel senso che lascio che le parole, la musica, i video raccontino ciascuno una parte dell'intera storia. Questa è in un certo senso distribuita tra i differenti media che riscrivono o reinvestano lei e la sua messinscena... Sono interessato sia alla dimensione collettiva che a quella individuale del pubblico. Gli spettatori sono tutti seduti a guardare lo spettacolo, ma ciascuno crea la propria storia. In quanto regista, io do alle persone i colori e il pennello. Ma spetta a ciascuno poi creare il quadro".
La stessa intervista apparirà anche su "Opera", la nuova rivista edita dal gruppo di "Classic Voice" (xG Publishing), che esce a metà maggio.
Afferma Andrea Estero, direttore di tutte le riviste musicali di xG Publishing: "Con la nuova 'Opera' proviamo a raccontare in modo nuovo l'universo della lirica, con un una nuova modalità che pone sullo stesso piano le parole e immagini. Perchè l'opera è un fenomeno musicale, ma anche visivo. Ci rivolgiamo agli appassionati storici, ma anche a chi all'opera non è mai andato o a chi questo spettacolo lo sta scoprendo solo ora. Ricordo l'entusiasmo dei giovani under 26 anni che sono entrati per la prima volta alla Scala lo scorso dicembre. Con 'Opera' di 'Classic Voice' tutti possono scoprire l'opera e conoscerne i segreti: anche loro".
Nel primo numero spicca lo speciale dedicato a Wagner oggi nei teatri di tutto il mondo, la monografia su "L'Anello del Nibelungo" più il Dvd allegato de il prologo "L'oro del Reno" diretto da Zubin Mehta con la regia "tecnologica" della Fura dels Baus (nella foto un momento delle prove dell’Oro del Reno nella messa in scena di Cassiers). 3 maggio 2010
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