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Viaggi

 
 
Londra
Regno delle tradizioni natalizie, fra carol, cori del “Messiah” di Handel e fuochi d’artificio sul Tamigi
Ci sono pochi posti al mondo dove il Natale è più tradizionale che a Londra. In fondo tutto l’immaginario che ci portiamo dietro ha le sue radici nelle celebrazioni delle feste di stampo vittoriano: decorazioni, alberi, carole, caminetti accesi, dolci carichi come il Christmas Pudding e cori sotto la neve. Anche per i palati più fini, per i conoscitori e i musicofili più esigenti, il Natale può diventare il momento giusto per qualche concessione alla tradizione popolare. Londra, per questo, è il luogo ideale. A cominciare dalle classiche rappresentazioni del Messiah di Handel, qui legate a filo doppio con l’Avvento e in linea con le celebrazioni del 250° anniversario del musicista barocco. Fino all’11 dicembre si può assistere alla versione offerta dalla English National Opera, nella sede di St Martin's Lane, Covent Garden, diretta dallo specialista handeliano Laurence Cummings con il tenore John Mark Ainsley. Il 22 e il 23 nella centralissima chiesa di St Martin-in-the-Fields l’oratorio è eseguito dalla Belmont Ensemble con le voci dell’English Chamber Choir. In alternativa si può optare per l’edizione del capolavoro sacro di Handel proposta alla Cadogan Hall al 5 di Sloane Terrace a Chelsea. Qui l’esecuzione è affidata alla prestigiosa Academy of Ancient Music il 19 dicembre, con rigore filologico garantito. Un classico dei classici è invece il programma al Royal Albert Hall. Il coro del King’s College di Cambridge, che qui equivale alla quintessenza della musica corale inglese, esegue i Christmas Carols il 21. Il repertorio è quello dei canti natalizi più tradizionali, con intrusioni nel mondo della classica, da Strauss al solito Handel. Più folcloristico, sempre nella grande sala dedicata al marito della Regina Vittoria, il Carols by Candlelight (il 20, 23 e 24), concerto “a lume di candela” con abiti del Settecento e repertorio che va da Bach a Corelli a Mozart. Più mondano il gala offerto dal Barbican Centre, una serata in lungo condotta dalla star della BBC Natasha Kaplinsky con tanto di bambino-soprano, angelo delle voci bianche. Fino all’8 gennaio è invece da non perdere lo Spitalfields Winter Festival, che si svolge nella Christ Church non lontana dalla Torre di Londra. Tra i vari concerti e una maratona degli oratori di Bach e la possibilità di vedere un “dietro le quinte” delle prove di John Eliot Gardiner con il Monteverdi Choir e gli English Baroque Soloists. Per chi ha invece deciso di passare la notte della vigilia a Londra, l’appuntamento da non perdere è la suggestiva messa solenne nella cattedrale di Saint Paul. Niente di più natalizio, con la maestosità dell’architettura di Christopher Wren scaldata dal Cathedral Choir. Se viaggiate con i figli, una buona occasione per avvicinarli alla grande musica, in piena atmosfera natalizia, è Pierino e il lupo di Prokofiev, film animato del premio Oscar Hugh Welchman con l’accompagnamento dal vivo della Philharmonia Orchestra. Dal 28 al 29 dicembre al Southbank Centre: Royal Festival Hall, Belvedere Road. Per l’ultimo dell’anno invece da non perdere i fuochi d’artificio sulla città da ammirare dalle sponde Tamigi, magari sotto l’ombra, si fa per dire, del Big Ben.

Gianluca Biscalchin
 
 
Lisbona
Il fascino della capitale portoghese, tra opera, sinfonica, azulejos e concerti di fado
Uno dei frutti più gloriosi della diaspora armena è la Fondazione Gulbenkian di Lisbona. La storia del suo fondatore è degna di un romanzo. Calouste Sarkis Gulbenkian nasce a Istanbul nel 1869. I suoi  antenati hanno origini antichissime: principi armeni, poi nobili bizantini, quindi grandi mecenati e filantropi sotto i sultani ottomani. Fino ai pogrom. È allora che Calouste cominciò a viaggiare: Egitto, Londra, Parigi. Il suo lavoro ufficiale è nel petrolio, ma le sue passioni sono scienza, arte e musica. Muore a Lisbona nel 1956 e lascia alla città la sua splendida collezione d’arte. E una fondazione con un’orchestra, un coro e un auditorium che ospita nomi di primo piano della musica internazionale. Quest’anno la stagione è aperta da Daniel Baremboim nella veste di pianista. Con l’orchestra Gulbenkian, sotto la direzione di Michael Foster, esegue Prokofiev e Chopin (il 21 settembre). Non potrebbe esserci occasione migliore per visitare la capitale portoghese. Lasciando il bel parco dove si trova la Fondazione si scende verso la Baixa, il quartiere monumentale nel centro di Lisbona, costruito per volere del Marchese di Pombal dopo il terremoto del 1755. Da piazza del Rossio, con il Teatro Dona Maria II come quinta, si arriva fino a Praça do Comércio affacciata sulla foce del fiume Togo. Ci si sposta poi nel quartiere del Chiado, caro a Pessoa che riposa in forma di statua davanti alla Brasileira, locale storico molto turistico, ma di grande charme. Nel quartiere ha sede il Teatro Nacional de São Carlos (nella foto) con davanti una bella piazza decorata con i tipici pavimenti bicolore di Lisbona. Dall’altra parte della Baixa c’è l’Alfama, il quartiere popolare, patria del fado e sormontato dal Castello di São Jorge. Lì si trova uno dei più bei miradouros, terrazze panoramiche che abbracciano tutta la città. Un buon indirizzo dove mangiare e ascoltare le eredi di Amália Rodrigues è la tasca (trattoria) Parreinha de Alfama, in beco do Espirito Santo 1. Ottimo fado anche nel quartiere della Lapa, meno turistico e multietnico. Il ristorante Sr. Vinho, in rua do Meio a Lapa 18, offre cibo eccellente e musica fino alle 2 del mattino. Quindi si raggiunge la Torre di Belém, simbolo della grande avventura marinara portoghese e il fiammante Monasterio dos Geronimos. Accanto al monumento il moderno e vivace Centro Cultural de Belém. Sul sito www.ccb.pt tutti gli spettacoli e i concerti, dalla classica al jazz, dall’opera ella musica leggera. In zona meglio lasciar perdere la suadade e concentrarsi nell’assaggio (o la scorpacciata) dei pastéis de nata, deliziose tortine con crema nella storica Pastelaria de Belém (accanto al monastero). Per lo shopping una buona idea è comprare degli azulejos, piastrelle decorate con i toni del blu e dell’azzurro, alla Feira da Ladra, il mercato all’aperto dell’Alfama. Per dormire, un buon indirizzo è l’Hotel Britannia (R. Rodrigues Sampaio, 17, www.hotel-britania.com) in stile art deco, con arredi originali (dal €135).

Gianluca Biscalchin
 
 
Stoccolma
Parchi, acqua luce ma anche musica, lirica, festival
Anche se non siete tra i dieci milioni che hanno letto la trilogia Millennium di Stieg Larsson, i motivi per andare a Stoccolma sono molti. È la città più verde d'Europa (un terzo case, un terzo acqua e un terzo parchi), sta vivendo una brillante stagione gastronomica e, d'estate, il sole tramonta tardissimo. Per non contare la qualità della vita che nei mesi caldi (si fa per dire) aumenta in modo esponenziale: caffé all'aperto, giri in bici, musei, addirittura gite in canoa, rendono Stoccolma l'unica capitale da vivere immersi nella natura. In mezzo a questa esplosione di verde e di luce la città propone una ricca offerta musicale. Dopo aver visitato il Palazzo reale e la città vecchia, Gamla Stan  e il municipio, dove ogni anno si tiene il banchetto in onore dei premi Nobel, è d'obbligo entrare nel teatro Kunglinga Operan, che questa estate propone un Barbiere di Siviglia con cast svedese (dal 22 al 31 agosto, www.operan.se). L'occasione è ottima per pranzare nello storico ristorante del teatro, uno dei migliori in città e vivere l'esperienza tutta svedese dello Smötgåsbord. Si tratta di un gigantesco buffet con tutte le specialità locali: aringhe, salmone, patate in mille versioni, affettati di renna e alce e ottimi pani. Di grande suggestione e con un'offerta musicale ottima, è il festival di Drottingholm, a pochi chilometri dal centro. È il piccolo teatro di corte dell'omonimo castello (dove Bergman ha girato il suo Flauto Magico) rimasto intatto dal Settecento, con tanto di scene e macchinari originali. Questa estate il teatro propone L'incoronazione di Poppea di Monterverdi (dal 25 luglio all'8 agosto) e Orlando di Händel (dal 21 al 23 agosto). L'esperienza è unica: qualità indiscussa delle esecuzioni e un'atmosfera autenticamente originale. Tornando in città, nel quartiere giovane e dinamico di Södermalm, si può gustare un festival di musica da camera nella chiesa di Allhelgonakyrkan (dal 20 al 24 luglio), dopo aver girato per i negozi dei giovani designer locali è d'obbligo fermarsi per un caffé, un kanellbullar (dolce alla cannella) e due chiacchiere. Questo è il passatempo preferito degli abitanti di Stoccolma. Per gli amanti del genere c'è invece lo Stockholm Jazz Festival, ricco di artisti da tutto il mondo, da Herbie Hancock a B.B. King passando da Chick Corea. A Skeppsholmen dal 15 al 19 luglio. Approfittatene per fare un giro nell'isoletta più verde in città. Qui sorgono diversi interessanti musei, come l'Östasiatiska Museet, che ospita una preziosa raccolta di ceramiche orientali, il Moderna Museet, il Fotografiska Museet e l'Arkitektur Museet. Per completare il giro della città non perdetevi il quartiere di  Östermalm, centro pulsante del design scandinavo. Merita una visita il Kungliga Dramatiska Teatern, il tempio della prosa svedese, diretto per anni da Ingmar Bergman. Lì vicino c'è il Museo della Musica, uno spazio incredibile con mostre temporanee, una collezioni oltre 200 strumenti musicali e un'intensa attività per bambini. Se avete figli è il posto migliore per avvicinarli alla musica.                        

Gianluca Biscalchin
 
 
Provenza
L'arte, la storia, la cucina e i festival musicali
Per Van Gogh fu la luce. Per Cézanne la forma. La Provenza è stata il detonatore dall’arte moderna. E ancora oggi la regione francese seduce e turba per la bellezza brillante unita a un gusto del buon vivere che sfiora la perfezione: arte e storia, ottima cucina, paesaggi scintillanti, clima caldo, charme, ospitalità e offerta culturale eccellente. Per questo è sempre intelligente tornarci (e per chi non c’è mai stato, andarci. È tassativo). Soprattutto se si riesce a contrappuntare un tour provenzale con una manifestazione musicale che vede riuniti alcuni tra i più pregiati solisti del piano. Le esibizioni di Martha Argerich, Aldo Ciccolini, Grigory Sokolov al 29esimo Festival International de Piano (La Roque d’Anthéron, dal 24 luglio al 22 agosto, www.festival-piano.com <http://www.festival-piano.com>) possono essere lo spunto per un’esplorazione di una Provenza meno scontata. Più vera e autentica come quella della zona di Lubéron. Uscendo dalla rotta più battuta che collega a luglio e agosto il Festival di Avignone e quelli della lirica a Aix-en-Provence e a Orange. Con l’occasione del Festival du Piano si può entrare in quella zona di autenticità tra Cavaillon e Manosque, accerchiata a nord dalle montagne del Vaucluse e a sud dalla Vallata della Durance, che conserva l’arte della lentezza e del buon vivere della regione. E permette di sfruttare come base la sede del Festival, La Roque d’Anthéron con lo splendido castello, per visitare i dintorni. Il paese si trova ai piedi delle montagne del Lubéron, dove arriva la route des Alpilles, percorso musicale che attraversa le "piccole Alpi" (www.lesalpilles.com <http://www.lesalpilles.com>). Dipinte da Van Gogh, sono delle formazioni rocciose che si trovano tra le città di Arles, Avignone e Salon-de-Provence. Al centro, la deliziosa Saint-Rémy, dove si può soggiornare nella stanza dell’Hotel Gounod-Ville Verte dove visse e compose il musicista francese (tel. 0033.490920614). La strada è puntellata di paesi irresistibili con piccoli hotel de charme, mercati colorati, mostre, ristoranti e la mollezza di un paesaggio unico. Dove gustare i piatti della tradizione, da La soupe au pistou (zuppa al pesto), la ratatouille (verdure  aromatizzate con aglio e timo), l’aïoli (verdure e merluzzo con salsa d'aglio) e la bouillabaisse (zuppa di pesce e crostacei). Da annaffiare con i vini della Côtes du Lubéron. Restando nei pressi del Festival, si possono visitare, a poca distanza da La Roque d’Anthéron, le abbazie cistercensi di Silvacane e di Sénanque. O visitare il castello di Salon-de-Provence. Da qui è possibile raggiungere facilmente in auto la Camargue, Arles, Aix-e Avignone. Per dormire a La Roque d’Anthéron sono molti i b&b di charme, con un costo che si aggira sui €55 a stanza (consulatere l’ufficio del turismo al numero 0033.442505863). In alternativa l’Hotel Mas de Jossyl (tel. 0033.442507100). Per arrivare a La Roque in macchina da Nizza o Marsiglia, si prende  l’autostrada fino a Aix-en-Provence e poi la N7 direzione Avignone.

Gianluca Biscalchin
 
 
New York
Metropolitan gratis nei parchi
Summer recitals Series
Per festeggiare i suoi 125 anni, il Metropolitan di New York questa volta esagera. Si parte con i classici Summer Recitals Series, concerti gratis nei parchi.

Paulo Szot
La rassegna gratuita si apre il 13 luglio a Central Park, con un recital di Paulo Szot, vincitore del Tony Awards per Il naso di Sostakovich,

Da metà luglio a metà agosto il venerdì sera
Tutti i venerdì sera dal 17 luglio fino al 14 agosto al Cotona Park nel Bronx, al Queensbridge Park nel Queens, all’East River Park a Manhattan, al Coffrey Park a Brooklyn e al Tappen Park a Staten Island. Il 17 verranno eseguite arie d'opera e canzoni popolar dal baritono John Moore e dal soprano Ashley Emerson accompagnati al pianoforte da Vlad Iftinca.

Schermi giganti al Lincoln Center
Da questa estate, davanti al Met al Lincoln Center, ci sarà la possibilità di assistere al Summer Hd Festival: tutti i titoli della stagione passata proiettata su schermi giganti (www.metopera.com).

La prima volta che si va a New York, conviene concentrarsi su Manhattan, concedendosi al massimo un salto a Brooklin. Certo rimane la curiosità di fare un salto alla periferia del Bronx, oppure un giretto nel Queens, tuttavia è consigliabile cominciare col farsi un’ idea chiara e precisa del cuore di New York piuttosto che voler vedere tante cose e poi restare con una visione superficiale che non rende bene l’atmosfera e l’essenza del posto.
Manhattan, allo stesso tempo, è comunque immensa… Forse la cosa migliore è partire da Central Park e venire verso sud, verso la Lower Manhattan (oppure viceversa, partire dalla Lower Manhattan e percorrere verso nord fino a Brooklin).
I luoghi assolutamente da non perdere, partendo da Central Park sono: il Metropolitan Museum of Art (che, però, è immenso: è uno dei musei più grandi, importanti e famosi al mondo e porta via tantissimo tempo per visitarlo. E non è consigliabile il breve giretto; meglio piuttosto se c'è sufficiente tempo, evitate di entrarvi, come pure al’American Museum of Natural History. Il Rockefeller Center (5a Ave tra la 50a e la 51a Str. - con i Channel Gardens, la Lower Plaza, il Ge Building che è sede della Nbc), Times Square, due passi lungo Broadway per assaporarne l’atmosfera, il Palazzo dell’Onu, l’Empire State Building (su cui conviene salire per godersi la vista sulla città - tempo atmosferico permettendo), Madison Square Garden, un breve giro a Soho e nella Little Italy, Chinatown e la Lower Manhattan (Wall Street, Ground Zero - Wtc), il ponte di Brooklin, la Statua della Libertà ed Ellis Island.
Per muoversi, si consiglia indubbiamente la metropolitana, oppure un buon paio di scarpe per girare in superficie. È infine importante munirsi di una mappa della città. Attenzione, però, al periodo in cui andate, perchè potrebbe fare molto caldo, ma anche molto freddo.








 
 

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