Matera Capitale Europea della Cultura 2019

SUONI DEL FUTURO REMOTO

Dare un suono riconoscibile a una città, vuol dire entrare nella sua anima. E’ accaduto con il progetto di Matera Capitale Europea della Cultura 2019 “Suoni del futuro remoto”, coprodotto da Onyx Jazz club e Fondazione Matera-Basilicata 2019 che ha trasformato i suoni naturali della città (dalle botteghe, alle strade, dall’altopiano della Gravina alla festa patronale) in note musicali divenute partitura grazie al lavoro del musicista statunitense Joe Johnson, eseguito in concerto dal Collettivo Onyx, Paolo Fresu con le immagini di sand art di Massino Ottoni.

Il lavoro di registrazione è stato effettuato nel corso di un anno, dagli studenti della Facoltà di architettura dell’Università della Basilicata, partner del progetto, che hanno raccolto il vero cuore di Matera e lo hanno consegnato nelle mani di Johnson da tempo impegnato nello studio dei suoni naturali della città. Al lavoro hanno partecipato anche studenti dell’Università di Hannover che hanno visitato Matera e cooperato con i loro colleghi lucani.

Il lavoro è stato trasformato anche in vere installazioni sonore che hanno animato i luoghi in cui si sono svolti concerti, incontri e iniziative legate a questo progetto. Lo studio approfondito delle tecniche di registrato si deve anche al lavoro svolto dagli studenti nella sede della Scuola di Alto perfezionamento musicale di Saluzzo, vero punto di riferimento per tecnici del suono e musicisti di tutto il mondo. Nel corso del soggiorno nella cittadina piemontese, i ragazzi hanno incontrato docenti e esperti che li hanno introdotti alle tecniche di soundscaping e soundrecording, fondamentali per l’attività che è stata svolta al loro ritorno a Matera.

Il risultato è stato un concerto che ha coinvolto pubblico e protagonisti il 26 settembre scorso in piazza S. Francesco, a cominciare da Paolo Fresu che vanta una collaborazione più che trentennale con l’Onyx. La simbiosi nata con il Collettivo Onyx, composto da musicisti pugliesi e lucani, con la cantante Marta Gadaleta, il polistrumentista Rino Locantore e il video artist Massimo Ottoni, ha dato vita a una esibizione che rappresenta un unicum.
Una piazza gremita ha partecipato alla performance affascinata dalle note originate dai suoni delle campane delle greggi, da quello del vento nei campi o da quello degli arnesi delle botteghe artigiane. Il racconto di una città millenaria si è unito, dunque, a quello che oggi rappresenta un luogo non più semisconosciuto, ma in grado di rappresentare le culture di tutta Europa nel suo anno da Capitale Europea della Cultura. E ora Suoni del Futuro Remoto si appresta a approdare a Saluzzo, in provincia di Cuneo, città partner del progetto, che lo presenterà alla comunità attraverso una serie di iniziative il 31 ottobre e l’1 novembre riproponendo il concerto materano e presentando lo spettacolo dei “Tamburi a frizione” e il Canto raccontato di Rino Locantore.

 

matera-basilicata2019.it

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246 - Novembre 2019
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