Händel – Aci, Galatea e Polifemo

[interpreti] S. True, L .Mancini, M. Sandler
[direttore] Marco Vitale
[orchestra] Contrasto Armonico
[2 cd] Brilliant 93665

Il primo accostamento di Händel, in italiano perché scritto a Napoli nel 1708, alla storia narrata da Ovidio è uno dei suoi capolavori giovanili: come del suo periodo di mezzo l’Acis and Galatea, in inglese e del tutto differente. Più impegnativo il primo, vocalmente: Polifemo coi suoi celeberrimi salti di due ottave e mezza (dal la sopra sopra il rigo al re sotto) in “Fra l’ombre e gli orrori”; Galatea e Acis con l’ampio ventaglio espressivo che tocca i vari gradi del lamento, dell’estasi amorosa e dell’inquietudine, lungo legati anche molto lunghi e continue richieste in termini di dinamica. Spiace dire che di tutto questo c’è qui pochino. Il basso Mitchell Sandler è cavernoso, gutturale, ingolato in alto e il timbro non è certo bello; Stefanie True canta Acis con un fischietto di marina in bocca tant’è fissa, e la Galatea di Luciana Mancini è solo di poco meglio, entrambi monotoni e gnegnerosi sul fronte del fraseggio. Orchestra non più che decente, compitata più che diretta da Marco Vitale.

Elvio Giudici


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269 Ottobre 2021
Classic Voice