Opera
booking
È tutta giocata sui due nomi
eccellenti di Giuseppe Verdi (di cui
sono stati proposti Nabucco, Aida e
Rigoletto che ha terminato le repliche
il 9 maggio) e Richard Wagner la
stagione in corso del Massimo di
Palermo. Con la Scala di Milano il
Teatro palermitano è l’unico ente
italiano ad aver programmato l’intera
Tetralogia. Dopo Das Rheingold
e Die Walküre, andati in scena lo
scorso inverno, il progetto del Ring
nel nuovo allestimento firmato da
Graham Vick e con la direzione di
Pietari Inkinen (Siegfried dal 19 al
30 ottobre) e (Götterdämmerung
dal 23 novembre al 4 dicembre)
rischia di essere tagliato dalla nuova
gestione. Il cartellone si completa
con Il barbiere di Siviglia di Rossini,
una serie di balletti e un fitto elenco
di concerti. I biglietti (125/15
euro opere; 85/15 balletti; 50/8
concerti, con prezzi dedicati per gli
studenti) sono acquistabili presso
la biglietteria (piazza Verdi, tel. 091
605.35.80;
,
chiamando il numero verde hellò
ticket 800.90.70.80. o in rete su
www.
vivaticket.it.
PALME WAGNERIANE
Situato nella centrale via Roma, il
Grand Hotel et des Palmes (www.
grandhotel-et-des-palmes.com) è
uno degli alberghi storici di Palermo.
Fra le sue mura hanno soggiornato
nobili, intellettuali e politici. Richard
Wagner vi risiedette fra il novembre
1881 e il febbraio 1882, mentre era
in Sicilia per curare i suoi problemi
di salute. Il 13 gennaio 1882 al
Des Palmes il compositore portò
a termine il terzo atto del Parsifal
(avvenimento che l’hotel ricorda
ancora oggi con tanto di lapide e
busto bronzeo wagneriano). Arrivato
a Palermo affaticato, irritabile e
debilitato da dolori al petto, Wagner
si fece subito entusiasmare dai
gioielli architettonici del capoluogo
siciliano: dalla Cattedrale a
Monreale e i suoi mosaici. Durante
la sua permanenza Wagner strinse
poi rapporti più che cordiali con
l’aristocrazia panormita che fece
a gara per averlo ospite: il 2
febbraio del 1882 il compositore
e la sua famiglia lasciarono infatti
il Grand Hotel et des Palmes per
trasferirsi presso Villa Porrazzi del
principe Gangi (poi distrutta dai
bombardamenti della Seconda Guerra
Mondiale), diventando abituè dello
splendido parco della vicina Villa
Tasca (nella foto sotto).
10
Andare
all’Opera
A cura di Antonio Garbisa
Grand
tour
“O tu, Palermo, terra adorata”. Così canta
la città il patriota Giovanni da Procida tra
i protagonisti dell’opera verdiana I vespri
siciliani. Ma questo stesso senso di devo-
zione nei confronti di una terra che sembra
mostrare le sue tinte forti in ogni angolo, lo
invoca anche chi le si abbandona al suo in-
terno passeggiando tra palazzi arabeggianti,
ricordi normanni, castelli bizantini, dimore
rinascimentali e barocche che la fanno sem-
brare un “teatro a cielo aperto”. Un insieme
di testimonianze che fanno di questo capo-
luogo una città dal fascino inesauribile con
un attaccamento fortissimo alle tradizioni
come dimostra il Museo delle Marionette con
i tipici Pupi siciliani, esposizione tra le più
vaste al mondo. Nel centro città si trovano gli
edifici più antichi, dalla Cattedrale con chiare
influenze spagnole alla Cappella Palatina fino
alla Chiesa di San Giovanni degli Eremiti del
1132. Ma il suo cosmopolitismo, che la fece
conoscere nel mondo come la “città delle
delizie”, si scopre soprattutto nella chiesa di
Santa Cita, in quella della Martorana con la
serie di spettacolari mosaici e nelle famose
Catacombe dei Cappuccini, l’ampio cimite-
ro sotterraneo che contiene ottomila salme,
molte delle quali mummificate e imbalsa-
mate. Mentre l’originale mix di decorazioni
arabo-romanico-bizantine che decorano,
per esempio, i palazzi di Zisa e Cuba svela-
no il suo essere città conquistata da arabi e
normanni, complici anche vicoli, stradine e
i mercati dei vecchi quartieri, come La Vucci-
ria e Ballarò, che le donano ancora oggi una
suggestiva atmosfera mediorientale.