• Mondo Classico

    Guarda Andris Nelsons in concerto da Salisburgo 2020

    Andris Nelsons dirige i Wiener Philharmoniker nella Sesta Sinfonia di Mahler

    Guarda Mozart in diretta da Salisburgo 2020

    Saranno la Missa solemnis in do minore K 139, nota anche come la Waisenhausmesse, e i Vesperae solennes de Confessore a inaugurare le matinée settimanali di Mozart al Festival di Salisburgo 2020. Queste due opere, composte a dodici anni di distanza, sedurranno anche i fans della lirica: nel trattamento della voce appare infatti la maestria del Mozart compositore operistico. La direzione musicale è affidata a Ivor Bolton, direttore d’orchestra onorario della Mozarteumorchester di Salisburgo. Programma: Missa solemnis in do minore K 139 - “Waisenhausmesse“ Adagio e fuga per archi in do minore K 546 Vesperae solennes de Confessore per soli, coro misto, orchestra e organo in do maggiore K 339 Cast: Rosa Feola, soprano Katharina Magiera, contralto Sebastian Kohlhepp, tenore Peter Kellner, basso Bachchor Salzburg Yuval Weinberg, maestro del coro Mozarteumorchester Salzburg Ivor Bolton, direttore
  • Recensioni Opere Concerti e Balletti

    Verdi – Rigoletto

    ROMA - L’idea non è nuova. Nel 1982 Jonathan Miller per la English National Opera mise in scena al teatro Coliseum di Londra un Rigoletto trasferito dalla corte rinascimentale di Mantova alla corte mafiosa di Cosa Nostra, nella Little Italy di New York. Lo spettacolo fu veduto anche in Italia, a Bologna. Del resto già il Rigoletto verdiano trasferisce l’azione dalla corte del Re di Francia alle più ridotte dimensione di una corte ducale padana. Ma Miller si muoveva all’interno di una impostazione teatrale tradizionale, realistica, anzi iperrealistica, Damiano Michieletto imposta invece la sua messa in scena con parametri teatrali totalmente nuovi. Appena uno si siede nell’immensa gradinata il colpo d’occhio è mozzafiato. Di lato le rovine del Palatino, di fronte il palcoscenico, gigantesco, e davanti al palcoscenico, lo spazio dell’orchestra, dilatatissimo: ai lati, e davanti la scena, per permettere il distanziamento fisico dei suonatori. Il fondale è occupato da un grandissimo schermo, come se ne vedono nei drive-in. Le solite proiezioni, uno pensa, ormai è la moda. Ma appena comincia l’opera ci si accorge che l’idea è un’altra. Due cameramen seguono i cantanti attori nei loro movimenti e li riprendono. Sullo schermo appaiono, ingigantite, le loro immagini, i loro gesti, le espressioni dei loro volti. E’ sì come un film, ma il film si vede nel momento stesso in cui viene girato e diventa così teatro. Rigoletto è forse l’opera più noir di Verdi. Era già noir il dramma (chi sa perché nel programma di sala Michieletto lo chiama “romanzo”) di Hugo, Le roi s’amuse, il re si diverte, andato in scena a Parigi nel 1832 . L’ambientazione rinascimentale rischia oggi, però, di non far percepire al pubblico questo tono cupo, visionario, soffocante, del dramma.  Perché la bellezza delle scene e dei costumi occulta la sostanziale violenza dell’azione. Invece sulla scena, al posto di fondali, porte, specchi, archi, vediamo sei automobili americane e un furgoncino. Sulla destra una giostra: il buffone è un giostraio. Ma il colpo di genio si ha nel terzo atto. Piave colloca la scena sulle sponde del Mincio, una “casa mezzo diroccata” che alberga una “osteria” e le stanze di Sparafucile e di sua sorella Maddalena, che è una prostituta. Squallore estremo. A dare l’aspetto attuale di questo squallore la “casa mezzo diroccata” è diventata una roulotte. Maddalena è una bellissima, avvenente Martina Belli, in minigonna, seni prosperosi in mostra, che attua magnificamente la sua parte, sembra uscita da un film di Fellini o di Pasolini. Ed è bravissima nel mimare i gesti adescatori di una prostituta di strada. Ed è proprio la recitazione ciò che più attrae di questo spettacolo. I primi piani proiettati sullo schermo ne fanno cogliere tutte le finezze. Per esempio, il trasformarsi del viso di Gilda, una straordinaria Rosa Feola, forse la migliore in campo, dall’espressione ingenua del primo atto all’amara consapevolezza dell’ultimo. In un mondo di sopraffattori, lei chiede solo di non essere violata, sopraffatta, di essere lasciata decidere per sé. Meglio la morte che quella vita di perenne vittima degli altri. Roberto Frontali è un Rigoletto sofferente fin dalla prima scena, un frustrato, uno schiavo, che s’illude per un attimo di potere sopraffare il suo sopraffattore. Ma tutti sono perfettamente in ruolo. Dal cupo Sparafucile di Riccardo Zanellato al fosco Monterone di Gabriele Sagoma, all’ambiguo e sfuggente Marullo di Alessio Verna. Forse un po ingessato, monocorde, è proprio il Duca di Mantova-capo gangster di Iván Ayón Rivas, anche se impeccabile nel canto. E qui veniamo a quello che, naturalmente, è il lato debole di una simile messa inscena: la musica. All’aperto, e in un luogo senza pareti riflettenti, anche l’amplificazione non rende giustizia all’esecuzione musicale. Tuttavia, entro questi limiti, nonostante queste insufficienze esteriori, non dovute agli interpreti, Daniele Gatti, che ha concertato l’insieme, ha saputo imprimere alla sua interpretazione quella concitazione, quell’intensità già quasi espressionistica, che la partitura richiede.  E non sarà mai ringraziato abbastanza per avere ristabilito il piano all’attacco di “Vendetta, tremenda vendetta”. E non è ultimo vanto della rappresentazione avere sfidato condizioni che parevano volerla impedire. Non solo per la situazione tragica di questa pandemia, ma anche per le incomprensioni, va detto, che la classe politica italiana sembra continuare a nutrire nei confronti del mondo dello spettacolo: più divertimento che cultura. E preferendo altri tipi di divertimento. Il calcio, per esempio. O, forse, altre pressioni economiche. Il presidente Mattarella, però, intervenuto ad assistere allo spettacolo, e applauditissimo, chi sa,  ha voluto anche ristabilire la gerarchia sociale dei valori della cultura, rispetto ad altri. Lo ringraziamo, proprio per questo. Il pubblico ha applaudito tutto e tutti. Segno che presentare, ormai da anni, al Teatro dell’Opera di Roma il teatro moderno ha finito per convincere anche il pubblico più riottoso, quello del melodramma. Dino Villatico   (Su "Classic Voice" di carta o nella copia digitale c'è molto di più. Scoprilo tutti i mesi in edicola o su www.classicvoice.com/riviste.html)  

    Maestri d’Italia

    Gatti e Chailly, Chailly e Gatti. Nella vita musicale italiana c’è un ritornello che sembra riproporre

    Dantone alla Filarmonica della Scala

    MILANO - Un programma focalizzato su due classici viennesi, Haydn e Schubert, preceduto
  • Andris Nelsons in concerto da Salisburgo 2020

    read more

    254-255 - Luglio - Agosto 2020
    Sfoglia la rivista
    Sfoglia Se sei un nostro abbonato puoi sfogliare le riviste in anteprima sul tuo computer o tablet.
    Scarica il CD allegato
    Scarica Se hai acquistato Classic Voice in edicola, scarica il secondo CD allegato in versione digitale.
  • Contenuto sponsorizzato

    L’Accademia riapre in sicurezza

    Il 15 giugno l’Accademia Internazionale “Incontri con il Maestro” di Imola ha riaperto l’attività didattica in presenza con la programmazione delle lezioni in sede. Definito il protocollo aziendale con tutte le misure anticontagio necessarie per tutelare la salute di allievi, maestri e dipendenti, l’Accademia ha riattivato le lezioni convinta che la qualità dell’insegnamento che la contraddistingue debba continuare ad essere trasmessa in presenza, modalità in cui è possibile garantire la ricerca del bel suono nello stretto dialogo fra docente e allievo. La specificità delle lezioni che si svolgono all’Accademia di Imola ha consentito di potersi riorganizzare più agilmente dal momento che le lezioni sono sostanzialmente one-to-one maestro-allievo ed escludono di per sé occasioni di assembramento. A fine giugno si è anche svolta la prima sessione degli esami degli insegnamenti teorici dei corsi di laurea di Storia della Musica, Estetica e Ear Training. Le prove si sono svolte con i docenti in sede e gli allievi alcuni in presenza e alcuni online. “Per la riapertura dell’attività didattica in presenza - evidenzia Angela Maria Gidaro, Sovrintendente della Fondazione Accademia Internazionale “Incontri con il Maestro” di Imola - l’Accademia si è mossa istituendo una ‘task force’ composta dal responsabile della sicurezza, dal medico competente, dal responsabile dei lavoratori e dal sovrintendente. Le misure anticontagio - chiarisce - prevedono una serie di azioni tra le quali il rispetto delle distanze di sicurezza, l’igienizzazione costante e quotidiana degli spazi comuni, dei punti di contatto e degli strumenti musicali tra i cambi di lezione. Inoltre, a maggior tutela, sono stai predisposti dei pannelli trasparenti divisori tanto negli uffici quanto nelle aule. A parte alcuni casi di necessaria tutela per alcune fragilità l’attività è ricominciata in progressione percentuale raggiungendo ad oggi l’80% della frequenza. La gestione più problematica - racconta la Sovrintendente Gidaro - riguarda gli studenti stranieri sia UE che extra UE che momentaneamente hanno delle difficoltà evidenti nel viaggiare. Per questi casi l’Accademia si sta organizzando al fine di garantire comunque una continuità didattica anche su piattaforma online fino al termine dell’emergenza covid.” La Sovrintendete Angela Maria Gidaro Gidaro ricorda come l’Istituzione sia stata tempestiva nella chiusura immediata delle attività già il 24 di febbraio per salvaguardare, nella prima fase covid, la salute dei propri allievi, docenti e dipendenti. A seguito della chiusura, è stata attivata la didattica online per le materie teoriche dei percorsi di laurea, mentre per quelle di strumento non è stata intrapresa una modalità digitale. Piuttosto si è operato incentivando allievi e docenti a mantenere un dialogo anche attraverso ascolti e consigli su registrazioni e contatti multimediali.   “Un’Accademia della nostra portata non può lavorare senza la presenza dell’allievo – dichiara Franco Scala, Fondatore e Coordinatore didattico della Fondazione nonché Direttore dell’Accademia Pianistica - perchè l’eccellenza opera sulla trasmissione delle emozioni e fare questo online non è possibile. Come si può far assaggiare un vino per telefono o far percepire la bellezza di un quadro con una foto? Stanno nascendo piattaforme digitali con una qualità di riproduzione molto alta, anche se queste non possono essere considerate una totale alternativa all’esecuzione dal vivo bensì solo una momentanea possibilità di tamponare la situazione. Siamo in emergenza - commenta il Maestro Scala - ed è giusto cercare di salvare qualsiasi espressività musicale, per questo stiamo lavorando per consentire agli studenti più lontani di poter effettuare gli esami di ammissione online nel caso si rendesse necessario a settembre. La tecnologia, nel nostro caso, va usata solo in caso di emergenza ed era necessario riprendere al più presto le lezioni in presenza, naturalmente in sicurezza. Penso inoltre - conclude Scala - che il mondo della musica potrà uscire arricchito da questa situazione, perchè ho notato una forte motivazione dei docenti non solo verso la componente didattica ma anche nella riscoperta generale del valore delle relazioni umane.” I mesi di lockdown sono stati per l’Istituzione imolese l’occasione per ultimare il perfezionamento della trasformazione in Fondazione, migliorando la struttura interna e definendo con maggior vigore gli indirizzi musicali. L’attività didattica è stata suddivisa in otto specifiche Accademie tante quante sono gli indirizzi del corsi di laurea: Pianoforte, Violino, Viola, Violoncello, Flauto, Chitarra, Musica da Camera e Composizione, coinvolgendo Direttori e docenti di chiara fama internazionale. “Il tutto - chiosa la Sovrintendente Gidaro - è stato possibile grazie al sentito impegno da parte del nuovo consiglio di amministrazione guidato dal Presidente Corrado Passera.”   www.imolamusicacademies.org
  • Eventi
    Il Comunale di Bologna inaugura con un Wagner visionario. Dirige Valčuha

    Le stalattiti di Tristano

    Dal 1871 al 1914, ovvero dal Lohengrin (prima apparizione wagneriana in Italia) fino al debutto
    A Palermo “Das Paradies un die Peri”, oratorio profano messo in scena da Anagoor

    Schumann sposa l’Islam

    Hanno viaggiato in Iran, Turchia e Siria per trovare le radici della Peri di Schumann, cacciata
    Mariotti-Vick all'inaugurazione del Rossini Opera Festival numero 40 con la monumentale "Semiramide"

    Quattro ore di puro belcanto

    Gli anniversari non dicono tutto, a meno che non mettano a fuoco l'anima di un Festival che taglia
  • Novità CD

    SCHOENBERG BERG – WEBERN

      La Seconda Scuola di Vienna in un cofanetto che racchiude le registrazioni di Giuseppe Sinopoli con la Staatskapelle di Dresda: Pierrot Lunaire, Erwartung, A survivor from Warsaw, i Gurrelieder di Arnold Schoenberg; il Concerto per violino, i Lieder, il Concerto da camera di Alban Berg; la Sinfonia op. 21, le Variazioni op. 30, i Sei pezzi per orchestra op. 6 e la Passacaglia di Anton Webern. Un momento fondamentale della rivoluzione culturale europea del Novecento riletto da un maestro della musica mitteleuropea.             Su “Classic Voice” di carta o nella copia digitale c’è molto di più. Scoprilo tutti i mesi in edicola o su www.classicvoice.com/riviste.html    
  • Novità DVD

    Puccini Madama Butterfly

      L’opera che inaugurò la stagione 2016-17 della Scala approda in un doppio dvd curato da Decca e Rai Com. Si tratta della versione originale del 1904 (la “prima” Butterfly, poi pesantemente rimaneggiata da Puccini dopo il fiasco scaligero), con Riccardo Chailly sul podio, la regia di Alvis Hermanis e Maria José siri nel ruolo del titolo.         Su “Classic Voice” di carta o in digitale c’è molto di più. Scoprilo tutti i mesi in edicola o su www.classicvoice.com/riviste.html    
  • Recensioni CD

    Beethoven – Die Ruinen von Athen

        Fosse vissuto oggi Beethoven sarebbe stato anche un formidabile compositore di colonne sonore per film. Le musiche di scena - per non parlare delle sublimi Ouverture - composte per spettacoli teatrali, dimostrano, contrariamente a quanto si pensa, si dice e si scrive, una grande attenzione alle caratteristiche della drammaturgia. Basterebbe il sacrificio della splendida Leonora n. 3 a favore della definitiva ouverture per Fidelio a dimostrare quanto acuta fosse la sua sensibilità teatrale: la Leonora n. 3 è una meravigliosa partitura, ma inadeguata a introdurre uno spettacolo. Ma questo discorso a un’altra volta. Qui Leif Segerstam riunisce tutte le musiche di scena per l’“epilogo”, Nachspiel, scritto da August von Kotzebue per l’inaugurazione del teatro tedesco di Pest. Gli dei Atena e Mercurio trasportano in Bohemia la civiltà greca distrutta dall’invasione ottomana. Alcuni numeri sono, a dir poco, strepitosi, come il coro dei giannizzeri o la marcia turca sulle rovine di Atene. Claudio Abbado aveva dedicato un bel cd alle musiche di scena di Beethoven (riproposto come allegato anche da “Classic Voice”, ndr). Intrigante. Qui Segerstam aggiunge i testi parlati che raccordano i brani musicali. E colloca in testa l’Ouverture La consacrazione della casa op. 124, sorta di studio per la Nona, pagina di grande sapienza contrappuntistica, strabiliante e di visionaria modernità per la strumentazione. Peccato che sia gli attori sia i musicisti appaiano di un anonimato sconfortante: nemmeno una recita scolastica e un’esecuzione di allievi di conservatorio potrebbe apparire più superficiale e incolore. Niente più, dunque, che una diligente lettura. Dino Villatico       Su “Classic Voice” di carta o nella copia digitale c’è molto di più. Scoprilo tutti i mesi in edicola o su www.classicvoice.com/riviste.html  
  • Recensioni DVD

    Goldschmidt – Beatrice Cenci

      Berthold Goldschmidt (1903-1996), che era stato allievo di Schreker, aveva conseguito un buon successo nel 1932 con la sua prima opera Der gewaltige Hahnrei (1929-30 da Le cocu magnifique di Crommelynck). Era ebreo, e dal 1933 l’ascesa al potere dei nazisti ne interruppe la carriera. Nel 1935 si trasferì in Gran Bretagna e nel corso degli anni ’80 fu oggetto di attenzione nell’ambito della riscoperta dei perseguitati autori di “musica degenerata”, anche se Goldschmidt fu sempre saldamente ancorato alla tradizione, nella prima e forse ancor più nella sua seconda opera, Beatrice Cenci. Iniziata nel 1949, vinse nel 1951 l’Arts Council Prize al Festival of Britain; ma non fu né eseguita per intero né rappresentata fino al 1988. Composta in inglese su libretto di Martin Esslin, tratto con abilità da The Cenci di Shelley (con necessari forti tagli; ma conservandone dove possibile il testo), ebbe un certo successo in Germania nella traduzione tedesca curata dallo stesso compositore. Dopo la valida registrazione Sony dell’originale inglese, pubblicata nel 1995, esce ora il primo dvd, con la versione tedesca ripresa dal vivo al Festival di Bregenz nel 2018. Nella Roma della fine del XVI secolo la scelleratezza di Francesco Cenci era una fonte di reddito per Clemente VIII, perché il nobile romano ne comprava l’assoluzione con ricche donazioni. La figlia Beatrice, da lui stuprata, e la seconda moglie Lucrezia furono condannate per averlo fatto assassinare nel 1599; ma la loro morte suscitò enorme emozione perché erano due vittime che, ridotte alla disperazione, si erano difese. E come vittime sono presentate nella tragedia di Shelley e nell’opera di Goldschmidt, che suscita una strana impressione: potrebbe quasi appartenere agli anni trenta; ma in realtà risente della forzata interruzione del naturale svolgimento della carriera dell’autore. Si nota in primo luogo una solida e densa scrittura orchestrale postmahleriana e postbruckneriana, e qualche momento di felice invenzione melodica. Fu concepita in inglese; ma non perde molto nella traduzione tedesca, perché non si avverte nell’invenzione vocale uno stretto rapporto con la lingua originale. Con tutti i suoi limiti la musica, soprattutto nel III atto, ha una discreta efficacia, e la direzione di Johannes Debus la valorizza con sicurezza. Valida la compagnia di canto, dominata dallo sciagurato conte Cenci del bravissimo Christoph Pohl. Gal James coglie in modo adeguato la varietà di accenti richiesta dal personaggio di Beatrice (dalla fierezza alla rassegnazione), e Dshamilja Kaiser è una buona Lucrezia. Anche gli altri offrono discrete prove: citiamo almeno il tenore Michael Laurenz nella parte di Orsino, l’ambiguo prelato di cui Beatrice è innamorata, e Per Bach Nissen, il cardinale Camillo. La disinvolta regia di Johannes Erath sceglie una chiave grottesca e sostanzialmente atemporale: i costumi potrebbero essere parodie di vesti cinquecentesche, ma si vedono spesso anacronistiche pistole. Non si capisce perché la povera Beatrice sia presentata come un orrendo bambolotto dalla debordante chioma rossa. In generale una certa disinvolta efficacia nel raccontare la vicenda in chiave comico-grottesca rivela un distacco dalla materia del fosco drammone e non ne risparmia le vittime. L’ipocrisia di Orsino (il prelato amato da Beatrice, che nell’opera, come in Shelley, la inganna con promesse di matrimonio, la aiuta organizzando l’uccisione dell’orrido Cenci, e si dà poi alla fuga) viene dal regista in qualche misura corretta facendolo suicidare dopo la morte di Beatrice (che nello spettacolo è uccisa in scena con il veleno): un arbitrio inutile, tuttavia poco rilevante. Paolo Petazzi   Su “Classic Voice” di carta o nella copia digitale c’è molto di più. Scoprilo tutti i mesi in edicola o su www.classicvoice.com/riviste.html    
Ultime Novità CD

FARINELLI

Cecilia Bartoli (cd Decca)   Cecilia Bartoli pubblica un nuovo album che celebra il più famoso cantante del diciottesimo secolo: il castrato Farinelli. In uscita l’8 novembre, il disco include arie del

L’ART DE PIERRE COCHEREAU

(6 cd Decca)   A trentacinque anni dalla sua scomparsa, Decca dedica un cofanetto al grande organista francese allievo di Marcel Dupré, titolare di Notre Dame dal 1955. In questa antologia spiccano brani

MARTINI

Complete Instrumental Music (9 cd + 1 dvd Warner)   Si completa un ambizioso progetto dell’Accademia degli Astrusi, del suo direttore Federico Ferri e del clavicembalista e organista Daniele Proni. Ecco

MAHLER -HAITINK

The complete Symphonies - Orchestral Songs (12 cd Decca)   Due anniversari in uno accompagnano l’uscita di questa raccolta con l’integrale mahleriana stampata per la prima volta in Blue-ray audio (Sinfonie
Ultime Novità DVD

Belcanto The Tenors of the 78 Era

(2 dvd, dvd bonus, 2 cd, 2 libri Naxos)   Enrico Caruso, John Mc Cormack, Leo Slezak, Tito Schipa, Richard Tauber, Beniamino Gigli e altri fino a Jussi Björling (nato nel 1911 e scomparso nel 1960) in una

Gerry Mulligan Concert

Il sassofonista Gerry Mulligan (1927-1996) esegue due sue composizioni pensate appositamente per sax baritono e orchestra insieme all’Orchestra Filarmonica di Stoccolma, diretta per l’occasione da Dennis Rusell

Verdi

In formato bluray la Dynamic pubblica il debutto nella regia d'Opera di Dario Argento del 2013 con Macbeth di Verdi al Teatro Coccia di Novara. Il Cast vede Giuseppe Altomare nel ruolo del titolo e Dimitra Theodossiou

Sharon Isbin

Un ritratto della camaleontica chitarrista di formazione classica Sharon Isbin in un documentario che include la performance alla Casa Bianca ed esecuzioni di musiche di Howard Shore, Mark O’Connor (che concerta con