Ecco perché ho buuato

I fischi alla Gazza ladra della Scala diretta da Chailly: uno dei contestatori spiega le ragioni del dissenso

Progetto_20170404_0007MILANO – Serata bollente ieri alla Scala per la prima de La gazza ladra, con buu indirizzati alla fine al direttore e ai cantanti. Ne parliamo con uno dei contestatori, Marco Vizzardelli, loggionista storico del teatro, senza nascondere che questa protesta, stavolta, è sembrata immotivata.
“Sì, sono uno di quelli che ha fatto buu. Ma ci tengo a precisare che non c’era nulla di preordinato nella mia condotta. Quando sento parlare di complotto mi viene da ridere, almeno per quel che mi riguarda. Anzi, voglio precisare che sono stato contrario alle contestazioni ai cantanti e alla regia”.
E allora che cosa ha contestato?
“La direzione del maestro Chailly”.
Perché?
“Perché l’ho trovata di una noia infinita, monotona e senza colori. Un Rossini martellato, che ha messo anche in difficoltà i cantanti”.
Ma Chailly è sempre stato considerato uno specialista rossiniano…
“Ammetto che lo spettacolo è stato preparato con cura, ma io l’ho trovato noioso ritmicamente e senza sfumature”.
Lei ha contestato anche dopo la sinfonia?
“Sì, ho fatto buu assieme ad altri due o tre che erano dall’altra parte della galleria. Scatenando un applauso di reazione dal resto del teatro”.
Ma non è un po’ presto contestare subito dopo la sinfonia, all’inizio dell’opera?
“Ripensandoci, forse sì. Ma nel merito non sono pentito: si era capito subito che strada avrebbe preso la serata e quei buu li rifarei. E teniamo presente che si tratta di una sinfonia conosciutissima, che ha una sua vita autonoma rispetto all’opera”.
Poi ha contestato anche alla fine?
“Sì, ho contestato il direttore, e non da solo. C’è stata una salva di buu, non due o tre come ha detto qualcuno”.
E i cantanti?
“Anche  loro sono stati contestati, ma non da me. Anzi, come ho detto prima, a me i cantanti sono piaciuti e, a mio parere, non erano affatto da contestare. Idem per il regista: uno spettacolo innocente, che non entusiasma ma che nemmeno dà fastidio. Però, devo dire che io guardo soprattutto alla direzione: è il direttore che dà l’impronta e governa il tutto”.
C’erano state avvisaglie di un esito contrastato prima dell’inizio?
“No, in galleria il clima era assolutamente tranquillo. Le avvisaglie c’erano state per l’Anna Bolena, non ieri sera”.
Si dice che lei non ami Chailly perché è un sostenitore di Gatti.
“Non nascondo il mio apprezzamento per Gatti, ma questo non vuol dire nulla. Non vado a sentire Chailly per contestarlo. Per esempio, la Giovanna d’Arco mi era piaciuta moltissimo e non finivo più di urlare ‘bravo’. E quanto a Gatti, i suoi Maestri cantori sono stati strepitosi, ma il concerto seguente ha avuto un esito più discutibile”.
Mauro Balestrazzi

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