Dibattiti e sondaggi

Critica social

“Può essere imbarazzante essere ‘amici’ di qualcuno di cui si deve poi valutare una prestazione professionale”
Coraggio, parliamone anche nel foyer: com’è cambiata la critica musicale nell’era dei social media? Come per ogni novità, ci sono vantaggi e svantaggi. Cominciamo dalla fine. Svantaggio numero uno è il proliferare della critica fai-da-te, con assat...

Display onniscenti

A MiTo s'inaugura l'era dell'ascolto guidato Debussy e Rachmaninov spiegati su maxischemi. È successo alla Scala per l’apertura di MiTo: Gianandrea Noseda dirigeva la London Symphony Orchestra mentre dai display posizionati ai lati del palcoscenic...

Cineasti all’opera?

La mania tutta italiana di ingaggiare registi di cinema per allestire opere liriche è una strategia di rinnovamento o una scorciatoia?
E ci risiamo con i registi di cinema che si mettono all’opera. Per restare all’attualità, ecco soltanto gli ultimi casi di una lunga serie. Sofia Coppola ha appena fatto La traviata a Roma (“da un’idea - sic - di Valentino Garavani e Giancarl...

I festival che non si fanno mai

Verdi e Puccini non hanno bisogno di un festival: si fa già dappertutto. Invece nessuno ha mai pensato di dedicare un appuntamento annuale alle opere di Vivaldi e Cavalli o a quelle della scuola napoletana
In Italia si fanno i festival operistici che non si dovrebbero fare e non si fanno quelli che si dovrebbero. Il primo caso, clamoroso, è quello del Festival Verdi di Parma. Se c’è un operista che non ha bisogno di essere festeggiato, è proprio Verdi....

Classica e social network: aiutano a far carriera?

Utile o inutile postare video di "classica" per farsi avvistare dai creativi delle major discografiche come avvenne a Valentina Lisitsa nel 2007?
Nel 2007 Valentina Lisitsa postò Rachmaninov e ottenne un contratto Decca: grazie a YouTube sembrò aprirsi una nuova strada. Oggi invece a farsi avvistare sono i crossover 2Cellos e Ludovico Einaudi oppure chi condivide link sui social network, come fa ...

Classica e tecnologia: lo “spread” italiano

L'inchiesta di "Classic Voice" misura il gap tecnologico di tutte le orchestre e i teatri d'opera italiani rispetto al resto del mondo
“Ci stiamo attrezzando”. Così teatri e orchestre italiani rispondono alla domanda sul loro livello di avanzamento tecnologico. La multimedialità, la capacità di comunicare e di realizzare gli eventi attraverso le nuove tecnologie è molto evidente ...

Più musica a scuola. O più cultura musicale?

Dare dignità alla musica nelle scuole non significa far partecipare tutti gli studenti a una gigantesca e inutile ricreazione, dice Guido Salvetti
“Fare musica tutti”: è fin troppo facile motto di uno dei comitati più vicini alla stanza dei bottoni: fare, cioè suonare, cioè cantare. Ascoltare no? Il pregiudizio è: ascoltare è una passività; mentre suonare o cantare è un’attività cosci...

La classica è telegenica? Aldo Grasso risponde di no. E tu?

La nostra televisione ha sessanta anni, una vita in cui lo schermo ha avuto il tempo di accogliere qualsiasi esperimento. Ma la musica, che in tv è passata sovente, è sempre stata tra gli ospiti meno costanti. La musica classica in particolare, poi, nel...

Comodo scaricare dalla rete. Ma la qualità dell’ascolto?

Si possono gustare Strauss o Puccini nella bassa definizione a cui ci ha abituati la musica “liquida”?
La musica riprodotta è una delle vittime di quel paradosso della tecnica che avviene quando all’avanzamento tecnologico corrisponde una perdita di qualità. La “musica liquida” è ormai un fatto, tanto da non dover neanche ricordare cosa significhi...

Il punto sul “Caso Pereira”: tu cosa ne pensi?

Prima di tutto una breve cronistoria, che è anche una riflessione sulle approssimazioni giornalistiche: lo scoop relativo al “caso Pereira” cominciava denunciando “l’apporto di 1,6 milioni di euro” al bilancio del Festival di Salisburgo, con il...