Mozart – Sonata per 2 pianoforti K 448 Andante con variazioni per pianoforte a 4 mani K 501 Larghetto e Allegro per 2 pianoforti Fantasie K 396 e 397

pianoforti  Paul Badura-Skoda - Jörg Demus
cd Gramola 99214

Un omaggio, un ricordo nitidissimo con cui la casa austriaca ha voluto rinnovare l’immagine di due artisti che dell’Austria hanno rappresentato lo spirito più autentico, attraverso una complementarietà di intenti che trovava una rara sintonia quando i due si trovavano a colloquiare davanti alla stessa tastiera. Personalità diverse per carattere e per formazione: Badura-Skoda nutrito dall’esemplare lezione di Edwin Fischer che imprimerà un passo autorevolmente rigoroso al percorso interpretativo, Demus aperto anche ad altri orizzonti, quelli francesi in particolare, dove il segno di Yves Nat si stemperava con quello di Gieseking per giungere al culmine di Benedetti Michelangeli; da qui le suggestioni verso Debussy e Franck, autori attivi anche nel suo ricco crogiolo compositivo, insieme alle sollecitazioni di una vasta cultura artistica – il padre Otto un illustre storico dell’arte – che affiorava dall’originalità di quella villa che si era costruita nel Salzkammergut, sul crinale boscoso di una montagna dalla quale si ammira il lago di Traunsee. Una casa museo, intitolata a Bartolomeo Cristofori, inventore del pianoforte, ma un museo che viveva, che respirava attraverso gli strumenti che facevano sentire la propria voce sotto le dita del padrone di casa. Universo quello degli strumenti antichi frequentato assiduamente anche da Badura-Skoda, con una determinazione che mai divenne istigante, nella circolarità con cui sapeva confrontarsi con gli strumenti moderni. Un’intesa quella tra Badura-Skoda e Jörg Demus che ha attraversato la loro lunghissima vita, entrambi scomparsi a pochi mesi di distanza, superata la barriera dei novanta, sorretta da una felicità che pareva prolungare la trasparenza della vicenda mozartiana, nel gioco sempre sorprendente di ombre e di luci; ne è esemplare indizio questo disco registrato nel 2010 dai due ottantenni che con Mozart dialogano con piena complicità, ognuno con un proprio carattere sia che dividano le tastiere o che si raccolgano in un soliloquio, come ben lasciano intendere le Fantasie solistiche; alla fine concordi testimoni di un’idea di classicità liberata dal peso della maniera, come se nulla fosse avvenuto della “grande crisi” che ha stravolto il nostro mondo, registrata fatalmente da Mahler e da Schoenberg, autori che infatti esorbitavano dal loro orizzonte poetico: limite toccato da entrambi la Sonata di Berg che Demus suonò ancora in uno dei suoi ultimi concerti italiani; anche il suo Debussy guardava poeticamente indietro per più non proiettare altri interrogativi, mentre lo sguardo in avanti di Badura-Skoda giungeva fino al prediletto Frank Martin. Vivevano la musica, insomma, attraverso il velo nostalgico ma fiducioso di quel “mondo di ieri” sognato, disperatamente, da Stefan Zweig, piuttosto che attraverso quello della nitida, irreversibile premonizione dell’Uomo senza qualità; ed anche questo, nella condizione di inquietudine che sta avvolgendoci, accentua la portata dal dono offertoci da questo disco.
Gian Paolo Minardi

 

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258 - Novembre 2020
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