Pilati Liriche da camera

mezzosoprano Manuela Custer
pianoforte Raffaele Cortesi
cd Tactus 901604

Non da oggi mi chiedo perché mai Manuela Custer sia presenza più di nicchia che dei teatri maggiori: canta benissimo perché la linea – non grande, ma neppure filiforme – è sorretta da tecnica eccellente nell’appoggiarsi e proiettarsi tutta sul fiato, controllato da musicalità sopraffina; e il come plasma tale ottimo materiale attraverso le sfaccettature d’un fraseggio in cui intelligenza e sensibilità fanno tutt’uno, la rende artista di livello superiore. Cosa che le consente di renderci quanto mai gradevole la musica di Mario Pilati. Nome che ricordavo solo per un disco in cui Aldo Ciccolini eseguiva col Circolo Artistico il suo Quintetto: che è bello, ma non quanto le sue liriche da camera, nelle quali la raffinatezza della scrittura sublima la melodiosità tipica della canzone napoletana conservandone il sapore ma donandole tavolozze sonore sfaccettatissime, che rifulgono nel canto tutto chiaroscuri, dolcezze, arguzie, melanconie, sensualità che s’alternano e s’accavallano nel canto di un’interprete superba, che il pianoforte di Cortesi superbamente accompagna.
Elvio Giudici


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324 Maggio 2026
Classic Voice