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Mondo Classico
Xii Concorso Pianistico Internazionale “Franz Liszt” – Premio Mario Zanfi
Bandita la dodicesima edizione del Concorso Pianistico Internazionale “Franz Liszt” – Premio Mario Zanfi, che si terrà dal 1° al 6 dicembre 2026, in occasione del Bicentenario del Conservatorio “Arrigo Boito” di Parma. Rivolto ai pianisti di tutte le nazionalità che non abbiano superato il trentacinquesimo anno di età alla data di inizio del Concorso, il Premio Zanfi si articolerà in tre prove: una fase eliminatoria a porte chiuse, una semifinale aperta al pubblico, nell’Auditorium del Carmine di Parma, e la finale in forma di concerto pubblico che avrà luogo nell’Auditorium “Paganini” di Parma con l’Orchestra del Conservatorio “Arrigo Boito” diretta da Carla Delfrate. I concorrenti si confronteranno esclusivamente su musica composta, trascritta o arrangiata da Franz Liszt. La prestigiosa giuria internazionale sarà composta da Vovka Ashkenazy (Russia), Roberto Cappello (Italia), Jin Ju (Cina), Daniel Rivera (Argentina), Markus Schirmer (Austria) e Olga Zdorenko (Ucraina), e presieduta dal Direttore del Conservatorio di Parma, Massimo Felici. Il montepremi ammonta a € 17.500,00 ed è così suddiviso: primo premio: € 10.000,00; secondo premio: € 5.000,00; terzo premio: € 2.500,00. Al vincitore del primo premio saranno inoltre proposte opportunità concertistiche nell’ambito della programmazione della Fondazione “Arturo Toscanini” e della Società dei Concerti di Parma. Il Concorso Pianistico Internazionale “Franz Liszt” – Premio Mario Zanfi vanta ormai una lunga storia. Istituito nel 1981 per volontà di Mario Zanfi, pianista di riferimento nell’interpretazione lisztiana, il concorso nasce dal lascito testamentario con cui l’artista nominò il Conservatorio di Parma proprio erede universale, con l’intento di promuovere un’iniziativa interamente dedicata all’opera pianistica di Franz Liszt. Alla base del progetto, il desiderio di restituire alla musica di Liszt il pieno riconoscimento di un valore compositivo dalla portata profetica, che va ben oltre la dimensione puramente virtuosistica. Le domande di partecipazione devono essere inviate entro le ore 14.00 di lunedì 12 ottobre 2026. Il bando, le informazioni sul programma e sulle modalità di iscrizione sono pubblicate sul sito del conservatorio alla pagina www.conservatorio.pr.it/franz-liszt-piano-competition. Per ulteriori informazioni si può scrivere alla e-mail ufficio.produzione@conservatorio.pr.it. Richiedi informazioniNell’Ucraina musicale devastata dalle bombe
A Leopoli la musica è ovunque. Nonostante allarmi aerei e bombardamenti. Lo stesso in altre città ucraine città più colpite dalla guerra: Odessa, Kyiv, Kharkiv, Khmelnytskyi. Musica dappertutto, sempre. Come il ronzio dei generatori. Ivan Meleta è fagottista nell’Orchestra Filarmonica di Lviv. Poco dopo l’aggressione russa si arruola volontario. In un’esplosione perde un dito della destra, con gravi lesioni all’avambraccio e a una gamba. Dopo delicati interventi chirurgici e una lunga riabilitazione, grazie a un artigiano che ha adattato le chiavi del suo fagotto ora Ivan può suonarlo nuovamente, anche se ha un dito in meno. È rientrato in orchestra. A fine marzo un drone russo è esploso su una chiesa rompendo anche i vetri di una delle sale da concerto di Lviv, la Organ Hall. Il direttore artistico Taras Demko non si perde d’animo, mette mano a una scopa per spazzare i vetri rotti caduti a terra, pubblica subito le foto che mostrano l’accaduto e scrive che il recital chopiniano in programma poche ore dopo avrà luogo regolarmente. Il pubblico accorre come niente fosse. A Kyiv e Kharkiv si organizzano spettacoli di teatro musicale e concerti nella metropolitana, persino nei rifugi-bunker. Nella piazza principale di Lviv, di fronte al municipio, un coro amatoriale canta canzoni popolari raccogliendo offerte per i militari. In una vicina chiesa greco-cattolica è in corso una cerimonia per consegnare medaglie ai familiari di soldati caduti: una voce femminile canta a cappella. Non di rado si incontrano uomini in sedia a rotelle, amputati: non solo per strada, nei ristoranti, anche nei teatri. La grande forza d’animo degli ucraini mantiene salda la coesione sociale. Le macerie materiali e morali diventano spunti per innovare. E per ripristinare, se possibile meglio di prima, quanto i missili russi distruggono: anche biblioteche, università, ospedali, teatri, auditori. Al Teatro dell’Opera di Lviv, intitolato al soprano Solomiya Krushelnytska, eroina pucciniana e gloria nazionale ucraina, il direttore generale è l’affabile Vasyl Vovkun, regista, scrittore ed ex-ministro della cultura dell’Ucraina (2007-2010). Il teatro ha oltre 500 dipendenti stabili fra orchestra, coro, ballo, cantanti solisti, tecnici, pianisti, staff. Dall’inizio della guerra ha realizzato 12 nuove produzioni d’opera, oltre a due nuove opere da camera commissionate a compositori contemporanei, uno ucraino e uno giapponese, nonché due nuovi balletti. Cioè più o meno come prima della guerra. Il personale è interamente pagato dallo Stato, le nuove produzioni sono finanziate dal botteghino, dall’affitto delle sale a terzi, da alcuni sponsor, dai profitti delle tournées internazionali del balletto. Il teatro, inaugurato nel 1900, fortunatamente non è stato bombardato. È ben conservato, restaurato con cura a metà anni ottanta. Un bel ritratto della Krushelnytska troneggia all’ingresso. Vovkun è giustamente orgoglioso perché il teatro è quasi sempre esaurito, con presenze anche maggiori rispetto a prima della guerra e a prima del covid. La gente, sostiene, ha bisogno di teatro. La Russia ha aggredito l’Ucraina poco dopo la pandemia, e subito è iniziata la guerra di resistenza: forse il teatro e la musica sono ora una specie di terapia per gente di ogni età, anche a Lviv, benché più lontana dal fronte e meno bombardata. Per alcuni è un modo per socializzare, per vincere la solitudine, la paura, l’ansia per familiari e amici in zone di guerra. Gli spettacoli dal vivo sono anche un modo per dare agli artisti una continuità di lavoro, un sostegno in tempi difficili. Il giovane direttore musicale, Ivan Cherednichenko, in carica da sei anni, parla con entusiasmo di un festival operistico che verso fine agosto organizzeranno - per la prima volta - nel seicentesco castello di Zhovkva, a poca distanza dalla città: spera di avere anche spettatori internazionali. Nonostante la guerra, Lviv è frequentata da turisti, non solo ucraini. Cherednichenko è ottimista: “Sarà un elemento culturale in più rispetto all’offerta turistica della città” (continua....). (Il reportage completo di Valerio Tura in viaggio tra le istituzioni musicali ucraine è pubbicato nel numero 324 di maggio di "Classic Voice". Scoprilo in edicola o su www.classicvoice.com, anche in versione digitale) -
Recensioni Opere Concerti e Balletti
TORINO Verdi Macbeth
Dopo Così fan tutte nel 2021,Don Giovanni nel 2022,Un Ballo in maschera nel2024, Riccardo Muti torna al TeatroRegio di Torino con uno dei titoliche ama e conosce più a fondo,Macbeth di Verdi. Muti restituisceal dramma shakespeariano un’essenzialitàbruciante: scava nei dettagli,ma al tempo stesso mostral’unità profonda della partiturae della vicenda, con un’intensitàche cattura fin dalle prime battute.Voci, scene, insiemi, coloristrumentali tutto viene veramente“concertato”; a partire dal lavorosul testo, che colma di sensoe di intensità drammatica ancheparole apparentemente neglette.Basta ascoltare il tono stupefattodi Lady Macbeth (Lidia Fridman,che riesce a iniettare nella sua vocelimpidissima il gelo dell’anaffettività)mentre ripete le parole delmesso: “Qui? qui? La notte?”, ilsenso di esitazione incredula, chesi smorza in un sussurro vibrantedi una gioia feroce; o il monologodel pugnale, dove Macbeth (LucaMicheletti) trova il difficilissimopunto di equilibrio tra canto e appoggioparlato, per capire lo scavoche è stato fatto su ogni singolaparola, ma al tempo stesso sullearcate complessive delle frasi, perrestituire la vibrazione interna diqueste coscienze sospese sull’abisso. È raro, poi, che si riesca acapire davvero quel che dicono lemasse corali: qui invece gli interventidel coro (istruito da UlisseTrabacchin) sembravano scolpitinel basalto; i due grandi finali, delprimo e del secondo atto, addiritturaimpressionanti per la tensioneinterna, fin nelle lunghe pause diterrore, come voragini spalancate.Persino il coro dei sicari, che cosìfacilmente diventa buffonesco, erasinistro e tagliente; e il tocco acidulonelle voci delle streghe suonavasingolarmente inquietante. Ma Macbeth non è solo un “romanzocriminale”: è anche drammanotturno, di silenzi, di sussurri, diellissi; dal duetto del murmure, colsuo ininterrotto fluire, al balbettiodi Lady Macbeth ormai malata evaneggiante. Ed è opera pervasadi lamenti: qui andrà ricordatoalmeno il coro “Patria oppressa”,con la continua, modernissimafrizione tra voci e strumenti (l’oboe!),mitigata però da una sortadi stanchezza esausta, che Muticalibrava dirigendo questa paginacon le sole mani, dopo aver depostola bacchetta.Visivamente, in scena domina ilnero della notte e del delitto, macon tagli di luce netti e brutali checorrispondono a certi risalti taglientidi ottavini o fiati acuti. Splendidamenteriuscita la brughiera conle sue nebbie basse, da cui fuoriesconole streghe, con cappucci nericome in un celebre quadro di Füssli;e anche la voragine che si spalancadurante la scena delle apparizioniera tanto impressionante quantofunzionale. Intelligente la soluzionedi un velario che corre a metàpalcoscenico e consente così ingressirapidi e maggiore concentrazione;durante il preludio alla scenadel sonnambulismo Lady Macbethattraversa lentamente il fondo delpalcoscenico, ma con discrezione,quasi fosse un’emanazione dellapartitura. Ottime tutte le altreparti, ciascuna disegnata come uncammeo ben definito; ricordiamoalmeno Maharram Huseynov, subentratocome Banco all’indispostoD’Arcangelo, e Giovanni Sala, unMacduff lirico e commosso. Elisabetta FavaGENOVA Sostakovic Preludi e Fughe op.87 Chopin 24 Preludi op.28
Ospite della stagione Gog Yulianna Avdeeva ha riscosso un vivissimo successo in un programma cheUna Lady Macbeth del distretto di Mcensk alla Scala- recensione
MILANO - Stalin bandì Una Lady Macbeth del distretto di Mcensk, proibendone di fatto l’esecuzione e -
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Xii Concorso Pianistico Internazionale “Franz Liszt” – Premio Mario Zanfi
Bandita la dodicesima edizione del Concorso Pianistico Internazionale “Franz Liszt” – Premio Mario Zanfi, che si terrà dal 1° al 6 dicembre 2026, in occasione del Bicentenario del Conservatorio “Arrigo Boito” di Parma. Rivolto ai pianisti di tutte le nazionalità che non abbiano superato il trentacinquesimo anno di età alla data di inizio del Concorso, il Premio Zanfi si articolerà in tre prove: una fase eliminatoria a porte chiuse, una semifinale aperta al pubblico, nell’Auditorium del Carmine di Parma, e la finale in forma di concerto pubblico che avrà luogo nell’Auditorium “Paganini” di Parma con l’Orchestra del Conservatorio “Arrigo Boito” diretta da Carla Delfrate. I concorrenti si confronteranno esclusivamente su musica composta, trascritta o arrangiata da Franz Liszt.
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Il montepremi ammonta a € 17.500,00 ed è così suddiviso: primo premio: € 10.000,00; secondo premio: € 5.000,00; terzo premio: € 2.500,00. Al vincitore del primo premio saranno inoltre proposte opportunità concertistiche nell’ambito della programmazione della Fondazione “Arturo Toscanini” e della Società dei Concerti di Parma.
Il Concorso Pianistico Internazionale “Franz Liszt” – Premio Mario Zanfi vanta ormai una lunga storia. Istituito nel 1981 per volontà di Mario Zanfi, pianista di riferimento nell’interpretazione lisztiana, il concorso nasce dal lascito testamentario con cui l’artista nominò il Conservatorio di Parma proprio erede universale, con l’intento di promuovere un’iniziativa interamente dedicata all’opera pianistica di Franz Liszt. Alla base del progetto, il desiderio di restituire alla musica di Liszt il pieno riconoscimento di un valore compositivo dalla portata profetica, che va ben oltre la dimensione puramente virtuosistica.
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EventiBergamo, 18 luglio
Herbie Hancock chiude Estate Jazz al Lazzaretto
Atteso il 18 luglio a Bergamo a conclusione della rassegna “Estate Jazz al Lazzaretto” ,Il direttore tedesco dà forfait al progetto del Ring a Milano. L'Oro del Reno a Simone YoungThielemann perde l’Anello
Christian Thielemann non dirigerà l'atteso “Ring” wagneriano a Milano. La notizia a bruciapeloMozart l'ItalianoGenova, Opera Carlo Felice
Il febbraio del Carlo Felice di Genova è dedicato a Mozart, e più precisamente al -
Novità CD
Frédéric Lodéon “Le Flamboyant”
In Francia Frédéric Lodéon è conosciuto come volto televisivo, il cui senso dell’umorismo ha aiutato la diffusione della musica classica a un ampio pubblico. Ma l’ex allievo di Rostropovic è prima di tutto un immenso violoncellista, dotato di un temperamento impetuoso. La sua eredità discografica per Erato ed Emi viene raccolta per la prima volta in un cofanetto che include numerosi inediti.
Su “Classic Voice” di carta o nella copia digitale c’è molto di più. Scoprilo tutti i mesi in edicola o su www.classicvoice.com/riviste.html
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Recensioni CD
Les Divas d’Offenbach
Confesso: sempre avuto un debole per questacantante. Soliti motivi: canta bene, ma soprattuttoè un’artista di classe superiore. Dizione dapura Comédie-Française (sicché i passaggi affidatial parlato, questa impareggiabile diseuse li fa splenderecome gemme), accenti sempre volti a chiaroscurareil fraseggio d’infinite sfumature, di coloripreziosissimi, con quella patina di melanconia languorosaanche nei momenti più lirici che proclamal’essere francese a ogni frase. Ma questo non è unodei soliti quantunque benemeriti recital. Si annuncianole notissime BelleHélène, Périchole e Vieparisienne, ad esempio,ma le arie sono alternativee nient’affatto menobelle delle definitive; lasublimerrima “Ah! quej’aime les militaires”della Gérolstein riesce aessere persino più accattivantedi quella incisa dalla divina Régine Crespin;e poi una valanga d’inediti che traccia un quadroesauriente delle molte facce di Offenbach, da Valériaa Le Roman comique, da Geneviève de Brabant aLa Boulangère a des écus e a Dragonette, da Le roiCarotte a Madame Favart. Insomma: magica Véronique,una pura goduria grazie anche all’ottimo espumeggiante accompagnamento orchestrale.
Elvio Giudici
Ultime Novità CD
Wilhelm Furtwängler
The Complete Studio Recordings on Deutsche Grammophon (4 Lp Dg)
Genio controverso, la cui arte era profondamente radicata nella tradizione dell’idealismo romantico, Wilhelm Furtwängler ha
Olivier Latry
The Complete Recordings on Deutsche Grammophon (10 cd + Blu-ray Dg)
Per celebrarne i sessant’anni, Deutsche Grammophon ha raccolto in dieci cd (più un Blu Ray audio) l’integrale delle incisioni di Olivier
Saint-Saëns – Edition
(34 cd Warner)
Il 16 dicembre 2021 ricorre il 100° anniversario della morte di Camille Saint-Saëns. Warner Classics gli dedica una raccolta di 34 cd (illustrati con dipinti di Monet, Degase e
THE UNKNOWN RICHARD STRAUSS
(15 cd Deutsche Grammophon)
Bamberger Symphoniker, Münchener Kammerorchester e Rundfunk-Sinfonieorchester convergono in una raccolta che fa luce su alcune composizioni orchestrali giovanili o quasi mai eseguite
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pianoforte Tomasz Ritter
cd Ricercar 477
Come premio per aver vinto il Concorso di Bruges nel 2024, Tomasz Ritter ha anche potuto incidere un album beethoveniano, ambizione di qualsiasi pianista,
Chopin Preludi op. 28 Scriabin Preludi op. 11
pianoforte Mikhail Pletnev
cd Dg 4867455
Il cd dedicato da Pletnev ai Preludi di Chopin e Scriabin riflette un programma concertistico da lui già ben collaudato negli anni. Il ciclo dei Preludi op. 11 di
Vieuxtemps, Vierne Sonate per violino e pianoforte
violino Tatiana Samouil
pianoforte Johan Schmidt
cd Cipres 4665
Questo disco ha il merito di introdurci alla conoscenza (non sono molti, temo, gli intenditori della musica cameristica degli autori qui
Debussy, Szymanowski Quartetti per archi
quartetto Belcea
cd Alpha 1074
Proposta intelligente e inconsueta quella di associare all’unico quartetto di Debussy, uno straordinario capolavoro giovanile giustamente famoso, gli assai meno noti due




