pianoforte Tomasz Ritter cd Ricercar 477

Come premio per aver vinto il Concorso di Bruges nel 2024, Tomasz Ritter ha anche potuto incidere un album beethoveniano, ambizione di qualsiasi pianista, interpretando tre sonate che coprono gli snodi tipici del percorso creativo: la “giovanile” op. 2 n. 1 (1795), l’“eroica” (ma scanzonata e ironica) op. 31 n. 3 (1802-1804) e la “tarda” op. 109 (1820): la prima su un fortepiano viennese copia di Anton Walter (1795), la seconda su un modello di Nannette Streicher (1808), la terza su un Broadwood originale londinese (1812), che aiutano a capire come e perché l’articolazione e la dinamica pensate da Beethoven cambino anche a seconda della meccanica e della timbrica disponibili. Il pianista è bravissimo, cioè capace di eseguire e di far capire tutto quello che c’è da eseguire e da far capire, è poi molto attento a graduare la dinamica e a sfruttare pienamente le possibilità dei suoi strumenti (notevole, per esempio, la distanza timbrica che viene misurata dall’ultimo movimento dell’op. 109 rispetto alle pagine anteriori). Resta la nostalgia di avvertire quel senso di panico, di pericolo, di passeggiata lungo il limitare del paradiso e dell’inferno che ci sembra connaturata al Beethoven ideale.
Carlo Fiore




