pianoforte Elia Cecino cd Ibs classical 42025

Avviato da tempo a una carriera di primo piano il giovane Elia Cecino (24 anni) ha vinto due anni fa il ventiduesimo Valencia Iturbi International Piano Competition presieduto in giuria da Joaquin Achucarro. Da quel concorso è partita presumibilmente la sponsorizzazione di questo cd brahmsiano che ripercorre la prima parte della produzione del musicista per arrivare infine all’ultima raccolta dei Klavierstücke. Un percorso che costringe il pianista ad avere idee chiare sull’evoluzione dello stile del musicista non solamente dal punto di vista della tecnica. Cecino legge la prima Sonata con notevole bravura e con la perfetta comprensione di questo inizio di carriera ancora oggi poco eseguito dal vivo per la notevole difficoltà del lavoro. Si ascolta qui una bella esecuzione che è in grado di dominare i momenti più impervi della composizione e di illustrare il ricorso alle atmosfere mitiche della Germania settentrionale, al clima nordico delle antiche ballate, che è uno dei motivi di maggiore fascino che caratterizzano i primi lavori del giovane musicista di Amburgo e che, non a caso, impressionarono moltissimo Schumann.
Ma l’impianto sinfonico del pianismo brahmsiano è un parametro altrettanto importante che condiziona in pieno l’assetto del primo movimento (nel quale si sono voluti ritrovare accenti della beethoveniana Hammerklavier), il focoso Scherzo, che segue senza soluzione di continuità all’Andante, e gran parte del Finale. Inutile aggiungere che tale approccio alla tastiera, del tutto nuovo e spesso periglioso, richiede un arsenale tecnico notevolissimo e soprattutto la disponibilità verso un certo coefficiente di rischio che spaventa non poco l’interprete. Cecino risolve queste problematiche con grande abilità e porta il discorso a un grado di tensione che si stempera alla fine nella difficilissima conclusione. Meno virtuosistiche (in parte) rispetto alla Sonata sono le Variazioni op. 9 su un tema tratto dai Bunte Blätter di Schumann e anche in questo caso il pianista rende in sommo grado la poesia di queste pagine, vincendo anche da par suo le difficoltà della quinta, sesta e dodicesima variazione.
La conclusione di questo viaggio brahmsiano vede un altrettanto impressionante visione dei Klavierstücke op. 119, dove Cecino entra nei meandri del primo Intermezzo in Si minore e nell’inquietudine rapsodica del secondo per giungere a una grandiosa definizione della monumentale Rapsodia conclusiva.
Luca Chierici



