Shostakovic Discoveries

basso A. Mochalov, A. Roslavets
ensemble Kremerata Baltica
violino Gidon Kremer, Madara Petersone
pianoforte Daniil Trifonov, Yulianna Adveeva
orchestra Staatskapelle Dresden
direttore Thomas Sanderling
cd Dg 0289 4367190

Nel cinquantenario della morte di Sostakovic si propongono come “scoperte” dieci rarità, registrate tra il 2014 e il 2025 con interpreti illustri e numerosi, qui citati solo in parte. Si va da un minuscolo pezzo di 38” alla cantata satirica (Rajok) “antiformalistica”, includendo una breve pagina pianistica scritta a 13 anni, trascrizioni e un frammento incompiuto. Cinque dei pezzi sono stati registrati al festival di Gohrisch, la piccola località sassone dove anche Sostakovic andò a curarsi, altri a Dresda o Berlino. Sono una meraviglia i frammenti dal Naso (due “entractes” e l’inizio del terzo atto), pagine brevi in tutto degne di stare nella partitura di questo capolavoro, da cui non so perché Sostakovic le abbia escluse. Grande attenzione merita la cantata “antiformalistica” concepita nel 1948, all’epoca in cui furono attaccati i più illustri autori sovietici (anche Prokofiev), una satira che prende di mira Stalin e alcuni funzionari, in primo luogo Zdanov, teorico delle più rigide censure. Per Sostakovic la cantata doveva restare clandestina: fu resa pubblica solo nel 1989. In Italia giunse qualche anno dopo, a Siena e a Roma, a Santa Cecilia: per il concerto a Roma furono tradotti il feroce testo introduttivo del compositore e il testo cantato, che si trovano in rete insieme ad una informatissima nota di Sandro Cappelletto. Nel cd troviamo il testo cantato in inglese e in tedesco, con informazioni inevitabilmente più povere. La cantata era per 4 solisti, coro e ensemble: nel cd un solo solista, il basso Alexei Mochalov, assume validamente le parti del presidente e dei tre “compagni” che censurano il “formalismo” e ogni spirito di ricerca. Nell’insieme colpisce la rabbiosa veemenza. Di rilievo è anche il Chiodo di Elabuga, un pezzo incompiuto per basso (Alexander Roslavets) e pianoforte (Andrei Korobeinikov) su una poesia di Evtushenko che evoca il suicidio di Marina Cvetaeva, la poetessa sui cui versi Sostakovic nel 1973 compose un ciclo di sei liriche. Elabuga (nella grafia inglese Yelabuga) è il luogo del Tatarstan dove fu relegata la poetessa durante la guerra e dove si suicidò nel 1941 impiccandosi a un chiodo. Il completamento del frammento è di Alexander Raskatov. Non so perché Sostakovic lo abbandonò: la cupa intensità appartiene alla sua poetica e anche a quella di Raskatov. Non elenco gli altri pezzi, tutti proposti in interpretazioni eccellenti.
Paolo Petazzi


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322 Marzo 2026
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