Viviers Kopernikus

orchestre Opera Factory Freiburg e Holst-Sinfonietta
direttore Klaus Simons
cd bastille musique 001

 

Vivier-(bastille)

È appena nata e già fa parlare di sé. L’etichetta berlinese Bastille Musique è originale nelle proposte (ha scelto come primo cd l’opera di Vivier Kopernikus), attenta all’eccellenza dell’interpretazione, alla qualità tecnica dell’incisione, dei testi nel booklet (un illuminate saggio di Cornelius Bauer e un’introduzione di Bob Gilmore), delle riproduzioni fotografiche ad alta risoluzione (in un pieghevole a parte). A fronte di un packaging spartano, una scatola di cartone grezzo con un’etichetta adesiva: una sberla in faccia agli esperti di immagine e di marketing. È il contenuto quello che conta! Allievo di Stockhausen a Colonia e avviato a una brillante carriera internazionale, Vivier morì tragicamente nel 1983, accoltellato nel suo appartamento a Parigi da un escort-boy. Aveva 34 anni e aveva appena iniziato a scrivere un’opera sulla morte di Ciaikovskij. Tre anni prima era andata in scena a Montréal Kopernikus, un’opera decisamente anticonvenzionale, che evoca il passaggio dalla vita alla morte, richiamando Copernico per la radicale trasformazione del paradigma della nostra visione del mondo. Una favola mistico-surrealista su un libretto (dello stesso compositore) scritto in gran parte in una lingua inventata, incomprensibile e suggestiva, con lo stesso spirito infantile  e onirico di Alice nel paese delle Meraviglie. Ma Kopernikus è anche un “rituale di morte” che corrisponde bene alla visione relativistica che aveva Vivier dell’esistenza umana: una serie di scene prive di una vera trama, popolate da personaggi mitici o fiabeschi (Lewis Carroll, Merlino, una strega, la Regina della Notte, un profeta cieco, Tristano e Isotta, Mozart, Copernico e sua madre), che accompagnano la protagonista, Agni, nel suo rituale iniziatico verso la purificazione totale, verso il raggiungimento dello stato di puro spirito. Mantrica e incantatoria, l’opera si dipana come un grande madrigale, dominato da un melodizzare spigoloso, da varie modalità di emissione vocale (canto, parlato, sussurrato, Sprechgesang, risate, fischi), dal colore denso e aspro dei fiati. Di Kopernikus esisteva solo una vecchia incisione dell’etichetta Musica Viva, ormai introvabile. Questa (che deriva da un allestimento del 2013 a Friburgo) è di gran lunga superiore, grazie al perfetto affiatamento dei sette cantanti di Opera Factory e degli otto musicisti della Holst-Sinfonietta diretti da Klaus Simons.
Gianluigi Mattietti

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