Vienna

Nuove produzioni al Theater an der Wien che ospitò Beethoven

VIENNA3-Theater an der WienCon il “bel Danubio blu” che la lambisce nella sua parte orientale, Vienna incanta ancora oggi per la sua storia riflessa nel centro storico e nelle immediate vicinanze. Passeggiare per il quartiere di Stephansdom, che prende il nome dalla monumentale Cattedrale, vero cuore pulsante della città, vuol dire immergersi perfettamente nello spirito dell’antica Vienna. Qui infatti si conserva l’antico assetto medievale in un magico intreccio di stradine, vicoli ed ampie corti che fa da contrasto ai bar e ai ristoranti vicini di Bäckerstrasse e Schönlaterngasse, affollati dalle prime ore del mattino. Ma per chi ama i forti contrasti è interessante spostarsi nella zona più amata dai melomani di tutto il mondo, quella dominata dall’edificio della maestosa Staatsoper e circondata dal lusso dei negozi dell’Opernring e dalla stridente modernità di Mariahilfer Strasse. In questo vasto quartiere trova sfogo anche il Naschmarkt, il mercato più affollato di Vienna con bancarelle di fiorai, viticoltori e contadini con i loro prodotti freschi, dal pane alla carne. Vicino si trova anche il Museo Haydn, ospitato nella casa dove il musicista risiedette dal 1797 fino al 1809, anno della sua morte, e dove compose molte delle sue opere, da La creazione a Le stagioni. Ma qui sorge anche il Theater an der Wien, la sala competitor, sempre più forte, della vicina Staatsoper. Inaugurato nel 1801, questo Theater fu gestito all’inizio dall’impresario viennese Emanuel Schikaneder, più noto come il librettista del Flauto magico di Mozart. Ristrutturato nel 2006 per il 250° anniversario della nascita di Mozart, si presenta ora come una nuovissima sala, dalla moderna facciata d’ingresso, che può vantare quasi una première al mese. E basta scorrere il cartellone 2015-2016 per restare ammirati dal livello degli appuntamenti musicali tra opere, concerti e balletti. In realtà, un modo per rispettare la sua tradizione che l’ha visto, in passato, protagonista di prime assolute importanti come nel 1805 del Fidelio di Beethoven, che qui abitò durante la composizione dell’opera in un appartamento sopra il teatro, oppure, nel 1874, di Die Fledermaus (Il pipistrello) di Johann Strauss figlio. Oggi, per i dieci anni del nuovo teatro ristrutturato, si è voluto dare spazio a registi d’avanguardia con interessanti produzioni che abbracciano Mozart, l’opera barocca e l’opera contemporanea. Nuovi allestimenti che si aprono con L’incoronazione di Poppea di Monteverdi, diretta da Jean-Christophe Spinosi, con la regia di Claus Guth e con protagonista Jennifer Larmore. Dal 12 al 24 novembre è invece la volta di Der fliegende Holländer (L’olandese volante) di Wagner, nella nuova messinscena del regista Olivier Py e con la direzione d’orchestra di Marc Minkowski a capo dei suoi Les Musiciens du Louvre Grenoble su strumenti d’epoca della prima esecuzione dell’opera. A seguire Peter Grimes di Britten, dal 12 al 22 dicembre, con protagonista il tenore Kurt Streit diretto sul podio da Cornelius Meister per la regia di Christof Loy. Interessante poi, dal 13 al 30 gennaio, la proposta di una nuova messinscena, firmata da Keith Warner, de L’opera da tre soldi di Weill con le presenze importanti nel cast di Anne Sofie von Otter e di Angelika Kirchschlager. Al veneziano Damiano Michieletto è affidata invece la regia del rossiniano Otello che, diretto da Antonello Manacorda, vede John Osborn nel ruolo del titolo, affiancato da Nino Machaidze, Vladimir Dmitruk e Maxim Mironov. Il Barocco torna invece, dal 18 al 31 marzo, con Agrippina di Händel nell’atteso allestimento di Robert Carsen con Patricia Bardon, Jake Arditti, Danielle de Niese e Filippo Mineccia. Ma anche il Novecento è presente in stagione con il Capriccio di Richard Strauss allestito, dal 18 al 29 aprile, dalla regista Tatiana Gürbaca e condotto sul podio da Bertrand de Billy.

Antonio Garbisa

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