viola da gamba Sara Ruiz cd Challenge Classics 720034

Silloge molto amata dai violisti, le Fantasie per viola da gamba di Telemann hanno goduto su queste pagine di ripetuta attenzione, da una monografia (“Antiqua” n. 23 dove l’interprete era Cristiano Contadin, fra i primi riscopritori) ad altre recensioni apparse negli anni: non giungono quindi come un cimelio o una curiosità bensì come un classico dello strumento col quale è usuale che i solisti si vogliano confrontare e come una formula cara a Telemann, ce ne dedicò altre anche al violino, al flauto traverso e alla tastiera. Sara Ruiz – che in copertina fa il cosplay del “Violon d’Ingres” di Man Ray – non intende mostrare la viola da gamba di metà Settecento col senno di poi (cioè uno strumento che sarebbe presto caduto in disuso per più di un secolo) ma come un’aristocratica filo-francese che crede di poter vivere in eterno per diritto di natura, lei stessa e i propri eredi. Tanta melancolia, quindi, e figure retoriche pronunciate non per dichiarare di conoscerle né per insegnarle ma per parlare a sé stessi: non una natura morta della “basse de viole” dipinta ricordandone le fattezze (qui sono articolate in gruppi di movimenti che trascolorano dalla suite alla sonata) ma un autoritratto di uso privato, eseguito nel pieno delle forze, allo specchio e senza mai pensare né ai posteri né al testamento.
Carlo Fiore




