Albinoni Tommaso

Venezia – 8 giugno 1671 / Venezia - 17 gennaio 1751

Albinoni Tommaso

Albinoni fu violinista provetto, e come tale entra con una funzione precisa nella storia della fiorente scuola violinistica italiana del Settecento.

Figlio di un cartaio, studiò musica da dilettante, ma dovette ben presto dedicarvisi come professionista, essendo mutate le condizioni economiche della ditta paterna. Fu a Firenze nel 1703 e poi ancora nel 1722, e a Monaco nel 1722, ma passò la maggior parte della vita a Venezia, dove per qualche tempo suonò il violino in orchestre di teatro, entrò in amiciza con Vivaldi e, in campo operistico, fu considerato un temibile rivale di Francesco Gasparini.

Compositore fecondissimo, scrisse fino al 1740 una cinquantina di opere teatrali, di cui oggi ci rimangono solo poche arie; e una gran copia di sinfonie, concerti, sonate e altra musica strumentale, ma dal 1740 circa abbandonò ogni attività compositiva.

Come compositore egli sentì profondamente lo spirito degli strumenti ad arco, ed è per questo forse che le sue più ispirate e significative composizioni sono appunto quelle strumentali, dove ebbe modo di profondere le sue ricche doti musicali.

Tipico rappresentante del barocco italiano, la sua opera ha un gusto preciso e sottile per l’ampio arco melodico, per l’armonia raffinata, per una strumentazione accurata; i suoi ritmi sono elastici e leggeri, il discorso è sempre nobile ed espressivo, l’orchestra si fonde in un corpo unico capace di coloriti diversissimi, preludendo in qualche punto agli sviluppi della scuola di Mannheim.

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