Boccherini Luigi

Lucca 19 febbraio 1743 – Madrid 28 maggio 1805

Boccherini Luigi Luigi Boccherini, ossia quando un compositore non è più padrone del proprio destino. Almeno dopo la fatidica scelta di passare dalla libera professione al protezionismo di corte. Prima, negli anni delle tournée europee con il Quartetto toscano (il primo di cui si abbia notizia, costituito con il lucchese Manfredi e i livornesi Nardini e Cambini), la carriera brillante sembra spalancarglisi davanti, senza opporre resistenza; fino al successo di Parigi, nel 1767, dove riesce a pubblicare la sua prima raccolta di quartetti. Poi, dopo il 1770, quando accetta l’offerta del fratello minore del re Carlo III di Spagna, l’infante Don Luis, inizia una lenta, progressiva, anche se artisticamente proficua, parabola discendente. Fino alla morte avvenuta tra lutti e miseria.

Avrà fatto male a legare il suo futuro al bello e cattivo tempo di principi e sovrani, a lasciare la carriera per uno stipendio sicuro? Non è dato saperlo. Né si può credere che un compositore della sua epoca fosse davvero libero di scegliere; se avesse davvero la possibilità di vivere navigando nelle acque rischiose del mercato editoriale e musicale. Certo è che tutto si sfasciò per un nonnulla, nel 1775, quando l’Infante di Spagna cade in disgrazia a causa di “scandalose vicende amorose” che lo obbligano a trasferirsi lontano da Madrid, a Las Arenas de San Pedro. Con il compositore al seguito.

Da lì si comincia a scendere. Quando la tranquilla e periferica esistenza si interrompe, nel 1785, con la morte della moglie Clementina e del protettore. Con sei figli da sfamare e senza lavoro, Boccherini galleggia grazie alla pensione concessa quasi subito da Carlo III. Nel gennaio del 1786 Federico Guglielmo, presto re di Prussia, lo nomina suo compositore.Affrontato nella piena estate di quel medesimo anno il lungo viaggio a Breslavia, il compositore va incontro all’aggravamento di una malattia polmonare, forse esito di una tubercolosi contratta da giovane. Negli ultimi anni la cattiva sorte (sua e degli altri) sembra avere la meglio con la morte a breve distanza di tre figlie ed infine della seconda moglie e la scomparsa nel 1797 del suo nuovo mecenate tedesco. Ad aggravare la crisi sopravviene la rivoluzione francese, la guerra tra Francia, Prussia e Spagna, e il conseguente blocco dei tradizionali mercati editoriali europei. Nelle mani dell’ultimo, squattrinato, protettore, Luciano Bonaparte, fratello di Napoleone, giunto a Madrid per un’ambasciata, Boccherini muore il 28 maggio 1805, all’età di sessantadue anni.

Andrea Estero

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