Gershwin George

Brooklyn, 26 settembre 1898/ Hollywood, 11 luglio 1937

Uomo di grande cultura musicale e grande sensibilità artistica, in vita sua cercò sovente di entrare nel mondo ufficiale della cosiddetta musica classica, ma rimase (e rimane tutt’oggi) un compositore che sta sul confine tra il classico e il jazz (forse come Joplin, anche se a livelli artistico-creativi decisamente superiori).

Emblematico a questo proposito l’incontro che avvenne tra Gershwin e Ravel: dopo l’incontro avvenuto in Europa, l’americano rientrò comunque nel suo Paese e proseguì il suo cammino, decisamente più leggero di quello dei colleghi europei, ma assolutamente non per questo meno valido sul piano della creatività e della validità musicale.

Estimatore della musica europea, jazz e blues, è unanimamente riconosciuto l’artista che più di altri ha applicato la rigorosità compositiva della musica classica nel mondo delle sette note "leggere". Un esempio fra tutti, la sua "Summertime", è una composizione interpretata da un numero elevatissimo di musicisti appartenenti ai più svariati generi musicali (basti citare Frank Sinatra o Janis Joplin), ma anche da cantanti appartenenti al "rigoroso" mondo della lirica.

Alcune composizioni rappresentative: Lady be good (1924), Rapsodia in Blue (1924), Un americano a Parigi (1928), Porgy and Bess (1935); ma sono moltissimi i lavori meno noti ma non per questo meno validi che l’americano ci ha lasciati (un esempio fra tanti: Girl Crazy, un’opera che a suo tempo tenne cartellone a Broadway per un lunghissimo periodo).

Per la maggior parte della sua vita George collaborò col fratello Ira, paroliere di molti suoi successi e pure lui musicista.

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