Procedura penale di Luciano Chailly

13 giugno, Salone d'onore di Villa Olmo, Como

Il Consevatorio “G. Verdi” porta in scena Procedura penale, opera buffa in un atto di Luciano Chailly su libretto di Dino Buzzati.
La preziosa proposta musicale rientra in “900 in camera”, il nuovo progetto del Conservatorio nato da un’idea del Maestro Stefania Panighini, regista e docente di Arte scenica presso il medesimo Conservatorio. Pensato su un arco di programmazione triennale, 900 in camera ha come oggetto la realizzazione di opere da camera del ‘900 italiano, pressoché dimenticate. Lo spunto nasce dalla tradizione musicale di Villa Olmo, che negli anni sessanta diede vita a un Festival di teatro musicale, portando alla ribalta musicisti come Luciano Chailly (1920-2002), Raffaello de Banfield (1922-2008) e Bruno Bettinelli (1913-2004). Nel 1958 infatti Giulio Paternieri, allora sovrintendente del Teatrino di Villa Olmo, commissionò a Chailly un’operina che avrebbe dovuto far parte di un trittico di lavori contemporanei insieme a quelli di Bettinelli (La smorfia) e di de Banfield (Colloquio con il tango), e per la quale il libretto sarebbe stato scritto da Dino Buzzati. Chailly avrebbe voluto come soggetto il racconto Il mantello, ma Buzzati gli propose Quarto grado, che sarebbe poi diventato Procedura penale.
“Siamo in una casa elegante, borghese, si parla del più e del meno, le solite cretinate (potrebbe essere anche un pranzo, o un cocktail party). Poi ecco arriva l’invitata. Convenevoli, eccetera. La fatua conversazione prosegue. Senonché a un certo punto all’invitata fanno una domandina apparentemente indifferente, e poi un’altra e poi un’altra. In breve, con progressione che stringerà sempre più i tempi, l’invitata subisce un interrogatorio serratissimo dal quale lei risulterà colpevole di un orribile delitto. E i membri della famiglia che la ospitano si muteranno via via in accusatore, poliziotto, giudice, testimone e così via. Finché all’epilogo, quando la condanna a morte sembra inevitabile e la concitazione del dialogo e della musica ha raggiunto il massimo, tutto il funesto incanto si rompe e, senza soluzione di continuità riprende, come se nulla fosse accaduto, il banale tranquillo dialogo iniziale”. Così Buzzati raccontò la trama in una lettera al compositore.
Protagonisti dell’opera la contessa, l’imputata, soprano lirico Park Khumyun e Chiara Negretti; le gemelle, soprani Elisa Amedei, Bo Ruan e Yanni Liu, Giulia Bevilacqua; Titti, soprani lirico Carolina Facchi e Yoo Soyeon; Paola Isoscele, mezzo soprano Benedetta Mazzetto; Giandomenico, baritono Shuao Zhang; Polcevera, tenore Masaya Habu e Ye Teng.
I cantanti saranno accompagnati da una piccola orchestra diretta dal Maestro Bruno Dal Bon: violini, Elena Zibetti, Emanuele Caliguri, Ludovico Carangi, Maria Grokhotova; viole, Gaia Malandrin, Letizia Ricciardi, Massimiliano Broserà; violoncelli, Matilde Pesenti, Chiara Maffeis; contrabbasso, Marco di Francesco; flauto, David Monge; saxofono, Lorenzo Peccedi; timpani, Ginevra Palo; batteria, Samuele Marelli; pianoforte, Gaia Gervasini.

Appuntamento il 13 giugno al Salone d’onore di villa Olmo a Como


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