40 anni di Mutter

La violinista tedesca festeggia tra Salisburgo, Berlino e la Scala. E con un cd per Classic Voice

mutter webFra registrazioni, recital e brani da camera (memorabili alle Serate Musicali di Milano), naturalmente concerti (a Santa Cecilia, Salisburgo, Scala…), chi scrive conosce Anne-Sophie Mutter dagli anni Settanta. Vale a dire dai quattro decenni di attività concertistica che l’artista festeggia nel 2017. fa a partire, il prossimo 4 giugno, dal revival del battesimo salisburghese da tredicenne, il 28 maggio 1977, Festival di Pentecoste, Mozarteum, Berliner Philharmoniker, Herbert von Karajan; in programma il Concerto in Re K 218 di Mozart (secondo fonti meno attendibili, quello in Sol K 216).
Al prossimo recital salisburghese si sommano trasferte alla Scala (Concerto per violino di Brahms, direttore Riccardo Chailly), al Ravenna Festival (ancora Brahms e il Takemitsu di Nostalghia, Leonard Slatkin alla testa dell’Orchestre National de Lyon), ai Berliner Philharmoniker (che ricordano con lei il quarantennale sodalizio il 27 maggio, sul podio Riccardo Muti) e via citando. “Classic Voice” le dedica il cd del mese. Dunque un profilo e un bilancio dell’artista si impongono.
Anne-Sophie Mutter non ama essere chiamata ex enfant-prodige. Certo è stata un talento precoce oltre che precocemente compreso, ammirato e messo in luce, anzi, in orbita, come ognuno sa, dal mentore Karajan. A differenza però di quei bambini prodigio che crescendo restano ragazzi, cioè fedeli al prototipo dello pseudo virtuoso che macina note o diventano adulti comuni (capitava anche ai tempi di Mozart e nell’Ottocento, quando sulla suggestione di Wolfang, di Paganini o Liszt, i talenti in erba erano moneta corrente se non sempre pregiatissima). A differenza di tanti altri – dicevo – la piccola Mutter ha saputo farsi adulta, maturare e crescere come musicista e interprete con una personalità nettamente definita ossia tutta sua e dal profilo netto.
Fra le idee professate in sala da concerto e d’incisione, c’è quella per cui la musica di oggi e ieri l’altro pur con i distinguo del caso (“A volte studiare un pezzo contemporaneo è come decifrare geroglifici egiziani”) ha diritto di cittadinanza nei programmi: anche quelli di una star conclamata dalla quale al pubblico fanno più gola i Concerti di Ciaikovskij o Mendelssohn piuttosto che titoli del Novecento storico o presente e (chissà?) vivo (continua).

Alberto Cantù

 

Il ritratto di Anne-Sophie Mutter è pubblicato integralmente su “Classic Voice” n. 216 (maggio 2017)

 

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