Bayreuth? Nove anni di attesa

Solo il 40% dei biglietti va al pubblico

Bayreuth? Nove anni di attesa Ottenere un posto all’annuale Festival wagneriano di Bayreuth richiede la proverbiale pazienza di Giobbe: il tempo medio di attesa per ottenerlo è di nove anni. Ma le cose possono cambiare. Il 15 giugno il Bundesrechnungshof, la Corte dei conti tedesca, si è espressa sul festival (a cui vengono elargiti oltre 5 milioni di euro l’anno di denaro pubblico) che dovrà perciò cambiare modi e tempi di assegnazione degli ingressi.
Solo il 40% dei biglietti viene venduto direttamente al pubblico – cifra che scende al 16%  nelle occasioni in cui la Società degli Amici di Bayreuth ottiene il 24% per i suoi associati. Del restante 60% circa il 30 viene assegnato agli agenti di viaggio, che li "impacchettano" in tour sponsorizzati e venduti a prezzi da capogiro per impressionare (o intimidare) i clienti.
Si tratta di sponsor che devono avviare una relazione a lungo termine per avere una concreta possibilità di accedere a tali quote di biglietti, a quanto pare. Il processo è tutt’altro che trasparente. La Confederazione tedesca dei sindacati poi si riserva una serata a porte chiuse. Vi accedono sindacalisti fedeli che non sono fan di Wagner (sic!) e hanno pure (imprudentemente) dichiarato di aver venduto i loro posti per profitto. Adesso sono già in atto azioni atte ad arginare questa discutibile pratica.
Anche se la vendita dei biglietti copre a malapena la metà dei costi di esercizio – considerato pure che mettere in scena opere di Wagner non è economico – il festival regala 2650 biglietti l’anno ad artisti, staff, giornalisti e "casi speciali". Il che riduce ulteriormente i biglietti disponibili al comune pubblico tedesco. (1° luglio 2011)


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