Chailly e Michieletto insieme per Salome

Per i 20 anni di "Classic Voice" il direttore annuncia una svolta. E anticipa le prossime inaugurazioni

Riccardo Chailly dirigerà alla Scala, nella prossima stagione, Salome di Richard Strauss con la regia di Damiano Michieletto. Lo anticipa a “Classic Voice” nel numero  in edicola la prossima settimana  con il quale il mensile taglia il traguardo dei venti anni e si presenta ai lettori in una rinnovata veste grafica.

Quella che annuncia Chailly è una svolta rispetto al suo impegno di dirigere solo opere italiane, concentrandosi su Puccini, Rossini e il Belcanto, Verdi. “Sarà un’eccezione”, precisa il direttore musicale della Scala, “perché dal punto di vista sinfonico da sempre dirigo e amo la musica di Richard Strauss. Grazie a Strauss siamo riusciti a trovare l’occasione giusta per consentirmi di incontrare per la prima volta sul
palcoscenico il regista Damiano Michieletto. Sarà uno spettacolo molto forte”, rivela Chailly, confermando la fama di enfant terrible del regista veneziano, artefice di spettacoli d’opera audaci e visionari in tutti i principali teatri d’opera del mondo e protagonista di un divisivo Ballo in maschera di Verdi portato sul palcoscenico del Piermarini nel 2013 per il
bicentenario verdiano all’epoca della sovrintendenza Lissner (unica produzione di Michieletto realizzata per il Teatro alla Scala).

Nell’ampia intervista di copertina Chailly analizza la versione originale di Manon Lescaut che dirigerà alla Scala a partire dal prossimo 31 marzo – diversa da quella “di tradizione” – discutendo particolari del nuovo allestimento di  David Pountney e chiedendo al pubblico di non applaudire dopo le arie, proprio perché questa versione non lo permette: “Come ho fatto con Chénier, chiedo di non applaudire dopo le arie, perché la scrittura è concepita in continuità, anche dal punto di vista armonico”. Il direttore d’orchestra inoltre anticipa come sarà la Tosca che inaugurerà la stagione il prossimo 7 dicembre. Una versione con musica mai più sentita dalla “prima” dell’opera a Roma nel 1900. “Così Puccini l’aveva concepita e realizzata alla prima rappresentazione, così la dirigerò alla Scala”, dichiara.

Il maestro “regala” a “Classic Voice” pure anteprime sul cronoprogramma completo del progetto di esecuzione dell’intero teatro di Puccini e sulle prossime inaugurazioni scaligere: dopo Tosca e prima del Macbeth di Verdi (previsto nel 2021), il prossimo anno sarà la volta – a sorpresa – di uno dei grandi titoli verdiani.

 

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