Il grido di Bergonzi

Busseto verdiana calpestata da Parma

Il grido di Bergonzi Mentre il Festival Verdi a Parma dimagrisce, si fa per dire – perde cioè il Wozzeck di Berg annunciato con la Philharmonia di Londra diretta da Esa-Pekka Salonen per limitarsi a un trittico verdiano (Requiem con Temirkanov) e due vecchi allestimenti di Nabucco e Due Foscari – Carlo Bergonzi (nella foto di scena d’epoca), come uscito dalle scene del Macbeth, grida "Vergogna!". Il tuono del decano dei tenori verdiani (classe 1924, la stessa di Mike Bongiorno) è deflagrato dopo la soppressione del "suo" concorso di voci verdiane collegato al festival, insieme con l’opera del grande compositore che ogni anno andava in scena a Busseto: che è come dimenticarsi che Verdi era nato lì, per la precisione il 20 ottobre 1813 a Roncole di Busseto. Al grido bergonziano si è unito quello del sindaco di Busseto, Luca Laurini, che al contentino di alcuni concerti marginali con i quali si voleva liquidare la faccenda ha opposto il diniego: niente concorso, niente concerti! Niente opera niente teatro! L’orgoglio di Busseto contro Parma dove c’è chi fa le pulci al compenso di Temirkanov e allo stipendio del sovrintendente Mauro Meli. È lo scrittore Luigi Boschi, che scrive sul suo blog: "Dicono che si cono pochi soldi, però vanno nelle tasche di pochissimi" (10 luglio 2009)


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280 Settembre 2022
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