Uto Ughi offeso da Allevi

E il pianista attacca la 'Casta' musicale

Uto Ughi offeso da Allevi Fine anno con polemica. L’ha innescata un’intervista di Uto Ughi a Sandro Cappelletto sulle colonne della “Stampa”. “Il successo di Allevi mi offende”, ha tuonato il celebre violinista. La proverbiale goccia che fa traboccare il vaso? Il Concerto che Allevi ha tenuto al Senato della Repubblica. Nella stessa occasione festiva gli anni passati al suo posto erano stati invitati Muti, Maazel, Accardo o lo stesso Ughi. Quest’anno il pianista marchigiano che oltre alle sue composizioni ha anche diretto alcune rarità pucciniane. E i senatori hanno spensieratamente applaudito. “Che spettacolo desolante! Vedere le massime autorità dello stato osannare questo modestissimo musicista”, sferza Ughi. A cui il “riconoscimento” tributato da una delle più alte istituzioni della Repubblica a una musica ritenuta fin troppo facile e orecchiabile proprio non è andato giù. Allevi da parte sua ha risposto sullo stesso quotidiano torinese, accusando Ughi e i suoi detrattori di appartenere a una sorta di “Casta” della musica classica, gelosa dei suoi privilegi (“il mondo della musica classica è malato”). Chi ha ragione? Sono note le tesi di Allevi, che pensa di aver inventato una nuova “musica classica contemporanea”, comunicativa, emotiva e nello stesso tempo rigidamente segnata sulla partitura come accade solo nel grande repertorio classico-romantico; così come quelle dei suoi critici, che lo guardano dall’alto in basso liquidando le sue composizioni come “collage furbescamente messo insieme”, o peggio come musica pop nobilitata dal suono del pianoforte e dell’orchestra. Tra gli strascichi polemici dei giorni successivi, Sandro Cappelletto spiega che l’ “easy classical” è un fenomeno in crescita in tutto il mondo e il successo di Allevi è parente di quello di cui sono destinatarie le canzoni di Bocelli o il jazz di Bollani. Mentre il consulente musicale del Senato, Francesco Canessa, sulle colonne del “Mattino” si affretta a giustificare la sua scelta paragonando la musica di Allevi alle mendelssohniane Romanze senza parole. E il tormentone minaccia di continuare ancora nel 2009. (31 dicembre 2008)

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247 - Dicembre 2019
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