De Leeuw Der nächtliche Wanderer, Der Abschied

orchestra Netherlands Radio Philharmonic
direttori Reinbert de Leeuw e Edo de Waart
cd Challenge Classics CC72957

Reinbert de Leeuw (1938-2020) era un musicista completo, noto soprattutto come interprete: si adoperava per far conoscere autori trascurati, classici del ‘900 e grandi protagonisti contemporanei, come direttore dello Schönberg Ensemble e di diverse orchestre, e anche come pianista, mentre con severo spirito autocritico giunse a rinunciare alla attività di compositore. Non avevo finora avuto occasione di ascoltarlo come compositore.
Il cd propone due lavori che sono distanti 40 anni: Der Abschied (Il congedo, 1973) e Der nächtliche Wanderer (Il viandante notturno, 2013). Già il primo intendeva essere un congedo dalla composizione; ma nel 2003 Reinbert de Leeuw scrisse un ciclo di Lieder, e dieci anni dopo ideò il vasto lavoro che prende il titolo da una breve poesia di Hölderlin: la si ascolta nel corso del lungo pezzo sommessamente recitata dalla voce registrata di un attore. Der Abschied, che è diretto da Edo de Waart, dura circa 20 minuti ed è eccezionalmente denso e violento, con caratteri costantemente minacciosi ed esplosivi.
La registrazione dal vivo risale al 2017, mentre quella del “viandante notturno” è la prima esecuzione (febbraio 2014), diretta dallo stesso de Leeuw. Il pezzo che doveva essere un “congedo” 40 anni prima tende alla esplosiva rapidità, con aggressivi ottoni subito in evidenza, questo invece appare pensato con ampio respiro, dura 46 minuti e ha in comune con l’altro soltanto il rifiuto della facile “piacevolezza”.
Il cammino di questo “viandante notturno” è arduo, complesso e lentamente meditato, presenta aspetti diversi, anche attraverso un nastro registrato (dove non trova posto solo la recitazione degli otto versi di Hölderlin), tra l’altro cita un frammento postumo di Wagner e una sonata per violino di Galina Ustvolskaja (resa nota in Europa proprio grazie a de Leeuw). Egli ha sempre dichiarato la propria predilezione per la musica tra fine ‘800 e inizio ‘900 e tale predilezione si avverte in entrambi i pezzi, soprattutto nel piglio da poema sinfonico di Der Abschied; ma non nuoce alle suggestioni originali del suo pensiero. L’omaggio che gli rende questo cd mi sembra degno di ogni attenzione.
Paolo Petazzi


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