Deux Musiche di Bartók, Poulenc Ravel

pianoforte  Polina Lescenko
violino Patricia Kopatchinskaja
cd Alpha 387              
prezzo 18

 

Filo conduttore di questo avvincente disco, frutto del felicissimo incontro tra il talento violinistico della Kopatchinskaja e la natura musicale di Polina Lescenko, è il singolare personaggio di Jelly d’Aranyi, violinista ungherese di grande prestigio ma pure preziosa ninfa egeria di molti artisti, frequentatori di quel suo salotto londinese che appariva avvolto da una certa atmosfera misteriosa creata dalla pratica spiritistica di cui la d’Aranyi e la sorella Adila Fachiri, entrambe pronipoti di Joachim, erano consumate praticanti. Al di fuori di tanti risvolti più o meno leggendari rimane il fatto che da quelle sedute pare sia uscita la rivelazione del luogo in cui era conservato quel Concerto per violino di Schumann, estremo capolavoro che proprio Joachim aveva consigliato a Clara di non pubblicare; da cui il fortunoso ritrovamento, nel 1937! Come si sa la prima esecuzione fu non meno avventurosa: il regime che si appropriò della scoperta lo affidò a Georg  Kulenkampf, mentre sarà Menhuin il primo interprete in America e la d’Aranyi  a Londra.
Il programma del disco ci riporta agli anni di piena attività della d’Aranyi con la quale Bartók presentò agli inizi degli anni Venti le sue due Sonate per violino, dedicate alla stessa d’Aranyi, straordinaria testimonianza di un’originalità con cui il compositore si presentava sull’orizzonte europeo dopo le chiusure della guerra. Oltre che dedicataria della due Sonate la d’Aranyi sarà anche quella della Tzigane di Ravel, concepita dal musicista basco quale sfida virtuosistica estrema, non senza la malizia di quel gusto per l’artificio che apparteneva alla sua vena creativa, lavorare cioè su quel materiale “tzigano” la cui autenticità Bartók si era impegnato, come artista e come ricercatore, a smentire. Un’altra dedica cui la d’Aranyi avrebbe aspirato era quella di una Sonata da parte di Poulenc, invano; infatti solo nel 1943, nel clima oscuro della occupazione di Parigi il compositore scriverà la Sonata in memoria di Garcia Lorca, un’opera dal carattere tragico e tuttavia screziata di quell’inconfondibile lirismo proprio del vecchio socio del “gruppo dei Sei”; a tenerla a battesimo insieme all’autore sarà Ginette Neuveu, la straordinaria violinista scomparsa in un incidente aereo alle soglie dei trent’anni. Un percorso appassionato, intenso, appena ingentilito dal valzer da Coppelia nella trascrizione di Von Dohnanyi, quello che la coinvolgente Kopatchinskaja e l’affiatatissima Leschenko ci propongono.
Gian Paolo Minardi

 

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