Gaslini – Concerto per pianoforte e orchestra Murales Promenades

pianoforte Alfonso Alberti
orchestra Haydn di Bolzano e Trento
direttore  Yoichi Sigiyama
cd Stradivarius STR37038

Gaslini-Murales-promenade

 

Il Concerto per pianoforte e orchestra che Giorgio Gaslini ha dedicato nel 2013 ad Alfonso Alberti – a suggellare la bella intesa con il pianista milanese e l’intelligente duttilità di questo interprete nel cogliere il senso di una musica apparentemente lontana dalle sue prevalenti escursioni entro il problematico terreno dell’avanguardia – rappresenta una delle ultime tappe di un cammino bruscamente interrotto, ricordando la carica di vita che lo animava, e riassume in certo qual modo il profilo poliedrico dello straordinario personaggio, non facilmente definibile, per la stessa grande notorietà che lo ha avvolto: grande jazzista, che ha unito il suo estro collaborando con i maggiori giganti del jazz, al tempo stesso sospinto da una vocazione innervata entro un tessuto quanto mai variegato dove nessuna esperienza, cameristica o sinfonica che fosse, risultava elusa. “Musica totale” definiva Gaslini il proprio orizzonte creativo, osservato allora dai più, nella separazione inesorabile delle strade del comporre, come un’iperbole utopica di cui ora, dopo la caduta di tanti muri, possiamo cogliere quel senso più reale da lui inteso, musica totale come “un grande albero con tanti rami e fiori e frutti diversi”. Una fioritura che se nella sua naturale freschezza, attivata indubbiamente dalla pratica jazzistica, lascia intendere il curioso confrontarsi con le molteplici esperienze della contemporaneità, esclude ogni caduta compromissoria, per la forza di una natura musicale intesa come irresistibile quanto candida attitudine a comunicare, con una varietà di atteggiamenti che a “l’incantesimo e l’estasi”, secondo la felice formula di Quirino Principe, unisce anche l’ironia e il divertimento, sfaccettature di un estro immaginativo sollecitato da altri linguaggi, quelli pittorici in particolare, lui che amava dipingere originali visioni, fiorite dalle più stimolanti predilezioni, da Klee a Beuys fino ai “décollages” di Rotella. Il Concerto è una delle tante proliferazioni di questo retroterra immaginario, con quel taglio “ cosmico” del primo movimento che propone nella scansione delle sette note iniziali l’evocazione delle sette stelle dell’Orsa Maggiore, spunto tanto semplice quanto intrigante per il ruolo svolto dal pianoforte, non il convenzionale oppositore quanto invece il testimone che amplifica il sorprendente itinerario fantastico. Ad accompagnare la primizia un’altra composizione per pianoforte e orchestra risalente al 2008 e dedicata a Massimiliano Damerini, Murales Promenades che nascono dal grembo, questo tutto jazzistico, di quei Murales del 1976, trasposizione emotiva e fantastica delle suggestioni ricevute da una sequenza di murali visti in una cittadina latino-americana. Infine il più noto Adagio is beautiful del 1998 per sedici archi ai quali Gaslini affida le sue emozioni più riservate.
Gian Paolo Minardi

 

 

 

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