Grandi – Celesti Fiori

ensembles Accademia d’Arcadia, UtFaSol
direttrice Alessandra Rossi Lürig
cd Arcana/Outhere A464

 

Come il giovane Giulio Cesare, Alessandro Grandi preferiva essere primo in provincia piuttosto che secondo a Roma. Fuor di metafora: nel 1627 Grandi si dimise dalla cappella marciana di Venezia, dove fungeva da vice di Monteverdi, per andare a dirigere quella della cattedrale di Bergamo. La peste del 1630, cui l’anziano Claudio riuscì a scampare, troncò invece la sua feconda carriera di compositore consacrata da un gran numero di edizioni a stampa fra le quali spiccano sei libri di mottetti da due a otto voci, incluse alcune ristampe postume a nord delle Alpi. Un repertorio anfibio quanto alla destinazione: adatto tanto alle liturgie in formato minore quanto alla devozione privata, ma quanto alla scrittura decisamente imperniato sulla “seconda prattica” e lo stile concertato, cioè su quella che nei primi tre decenni del Seicento costituiva la modernità più spinta. Nella presente antologia di fresca uscita, già anticipata il 31 maggio in un concerto campionario al Museo della Musica di Bologna, il nucleo prevalente sta in quei brani la cui base testuale, derivata più o meno direttamente dal Cantico dei cantici, veicola un rovente erotismo “voltato a lo spirituale”. Meno frequente la tematica legata alle meditazioni sulla Passione, comunque feraci di “affetti” intimistici e cromatismi dolenti, mentre un salmo da Vespro (Nisi Dominus, traccia 15) chiude la silloge con una rimpatriata al solenne stile policorale di casa nelle grandi basiliche del tempo, San Marco e non solo. Elettissimo il concerto di voci e continuo sotto l’etichetta Accademia d’Arcadia; si vorrebbe nominarli tutti ma non si può evitare di segnalare almeno, accanto al soprano Laura Martínez Boj e al basso Renato Cadel, la tiorba di Giovanni Bellini e l’organo di Luigi Accardo. Con due cornetti e tre tromboni l’ensemble di sostegno UtFaSol svetta fra raddoppi e agili diminuzioni sul piede di un diapason a 465 Hz, insolito per la vulgata barocchista ma giustificato per l’ambiente veneziano. Scelte di prassi, procedure editoriali e contesto storico sono argomentati in modo impeccabile nelle note di corredo a firma della stessa direttrice Alessandra Rossi Lürig e dello specialista Rodolfo Baroncini.
Carlo Vitali

 

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246 - Novembre 2019
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