James Carter – Present Tense

[sassofoni, clarinetto, flauto] J. Carter
[tromba, flicorno] D. Adams
[pianoforte] D. D. Jackson
[chitarra] R. Jones
[basso] J. Genus
[batteria] V. Lewis
[percussioni] E. Fountain
[cd] Emarcy/Universal 060251 7584495

L’impaginazione grafica e fotografica anni Cinquanta del booklet fa da introduzione all’ascolto di un disco che, purtroppo come tanti in tempi musicalmente implosivi, sceglie strade già ampiamente battute, senza l’ombra di una novità che sia una. L’ottima tecnica del titolare James Carter, forse più a suo agio al clarinetto che non ai sassofoni, appartiene comunque a una tipologia espressiva di scuola, per non dire di maniera. Niente da dire, appunto, tristemente niente di nuovo sotto il sole jazzistico. Brillante l’interplay con i talentuosi comprimari, nel ben disegnato affresco musicale diacronicamente ampio, impressionante pure l’abbinamento stilistico, che si pensava inconciliabile, tra le incursioni free del piano di D. D. Jackson e il mainstream di basso e ottoni. Nella ballad Sussa Nita dello stesso Carter, dopo un attacco languidissimo, si avvia una ritmica afro-cubana farcita degli abbellimenti chitarristici di Rodney Jones. Si torna ad atmosfere urbane in un caos in libera espressione con il prologo di Song Of Delilah, pronto a deviare verso un funky dopo poche battute. L’improvvisazione collettiva dei fiati dà la sensazione di essere tornati, almeno col pensiero, al tempo della bande di strada a New Orleans.

Alessandro Traverso


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256 - Settembre 2020
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