John Coltrane – Lush Life

[sassofono] John Coltrane
[tromba] Donald Byrd
[pianoforte] Red Garland
[contrabbasso] Earl May, Paul Chambers
[batteria] Arthur Taylor, Louis Hayes, Albert Tootie Heath
[cd] Prestige 0025218810326

In questa riuscita rimasterizzazione di Lush Life del 1957 – disco che segue Dakar e l’omonimo Coltrane e sigilla col marchio di garanzia il ruolo di leader di John Coltrane (1926-1967) – troviamo Red Garland al pianoforte e Paul Chambers al contrabbasso, non a caso gli stessi due che Miles Davis aveva chiamato nel 1955 con il sassofonista a far parte del nuovo quintetto. Un ripescaggio coltraniano, questo della Prestige, che riguarda gli anni decisivi della maturazione stilistica del musicista di Hamlet (Nord Carolina). Un salto di qualità che, oltre a permettergli di guidare formazioni a proprio nome, lo avvierà verso i successi con Monk e con il sestetto di Davis (complici Bill Evans e Cannonbal Adderley). Già si intravede, in questo disco, la stoffa del musicista più determinante del post bop quale Coltrane sarà per tutti a partire dal 1960. Tipico del suo stile lo scorrere incessante di note in sequenze veloci e soprattutto l’uniformità dell’emissione sonora nel ricoprire tre ottave d’estensione. Stile fatto a volte di grida e di sussurri che emergono da una personalità complessa, una sensibilità profonda, una spiritualità disperata. Ma questo è solo l’aspetto espressivo. Perché ciò che fa la differenza tra Coltrane e il resto dei mondo sassofonistico è l’uso dell’armonia, spinta ai confini estremi di tonalità e modalità con temeraria determinazione. Inquieto fino a giungere a una sperimentazione che Davis, lo confesserà nell’Autobiografia con Quincy Troupe, finirà per rinunicare a comprendere, Coltrane è stato con e senza Davis, un tassello formidabile del mosaico storico stilistico del cosiddetto Modern jazz.

Alessandro Traverso

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248 - Gennaio 2020
Classic Voice