Jonas Kaufmann The Decca recordings

15 cd Decca 4870033

Summa della personalità artistica di Kaufmann: voce maliosissima per il combinato disposto del gran bel timbro brunito e d’una tecnica d’emissione assai peculiare nella ricerca d’inflessioni morbide e sfumatissime da alternare agli scoppi più marcatamente tenorili. Tecnica molto ad hoc, poco ortodossa ma prodiga d’effetti formidabili al servizio d’una fantasia e d’una personalità senz’altro d’eccezione, capace di scavare nella frase illuminandone il senso dall’interno anziché aggredirla a morsi vocali dall’esterno: teatro squisitamente moderno, insomma. E in questo cofanetto le dimostrazioni sono inoppugnabili: il Lied romantico trascritto per orchestra (e l’orchestra l’illumina Claudio Abbado) accanto a una stupenda Schöne Müllerin; arie del repertorio della Giovane Scuola con Pappano, di Wagner con Runnicles, dell’Ottocento romantico con Armiliato. Arie cantate e interpretate benissimo: ma è nella totalità del percorso teatrale che più emerge la capacità di Kaufmann di creare un personaggio solo a lui pienamente riferibile. E dunque il formidabile, eccelso Fidelio diretto da Abbado (e la lancinante, eterna messa di voce sul Sol d’attacco di Gott dopo il terrificante tenebrore creato dall’orchestra, fa storia a sé in tutta la discografia); lo splendido Oberon in inglese diretto da Gardiner; il semisconosciuto eppure assai bello Königskinder di Humperdinck diretto da Armin Jordan. E a conclusione, la verdiana Messa da Requiem dal vivo alla Scala, unica direzione di Verdi accettabile da parte di Barenboim, in cui Kaufmann riesce a porsi quasi allo stesso livello di Bergonzi.
Elvio Giudici


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321 Febbraio 2026
Classic Voice