Purcell – Complete Chamber Music

[ensemble] Musica Amphion
[clavicembalo e direttore] Pieter-Jan Belder
[7 cd] Brilliant 93647

Comunemente noto come il compositore sommo fra quanti sono nati e vissuti in Inghilterra, Henry Purcell (1659-1695) ha creato attorno a sé una mitologia basata su argomenti triviali, quali la precoce scomparsa (per un male – la tubercolosi – all’epoca assai comune) e lo scontato campanilismo. Di fatto, soprattutto fuori dal Regno Unito, lo si conosce a malapena per aver scritto la breve quanto intensa opera da camera Dido and Aeneas, della quale i più ricordano solo gli ultimi strazianti cinque minuti; il resto della sua preziosa produzione, se pur ampiamente documentato dalla discografia, da noi “non sfonda”. L’integrale della musica strumentale, apparsa ora presso l’etichetta economica Brilliant, dovrebbe incidere almeno un po’ sullo stato delle cose, riunendo in sette dischi sia la musica “da camera” sia le composizioni per tastiera. Artefice del cofanetto è il clavicembalista Pieter Jan Belder, maratoneta delle integrali (vedi le sue valide esperienze recenti con Arcangelo Corelli e Domenico Scarlatti), la cui cifra stilistica, impressa anche nei partner dell’ensemble Musica Amphion, si riassume nell’estrema precisione e nella cura dei dettagli. Per le opere “singole” sono ancora nettamente preferibili alcune incisioni passate, per esempio quella di Savall (AliaVox) per le “Fantasie per viole” e quella di Moroney (Virgin) per i piccoli brani clavicembalistici. Ma tali paragoni finiscono per sminuire l’importanza documentaria di questa novità, la cui ricchezza sta nel panorama più che nel dettaglio: è infatti possibile apprezzare, da qualsiasi pezzo – lungo o breve – s’inizi l’ascolto, almeno una delle caratteristiche salienti dello stile di Purcell, quella malinconica tristezza che non manca mai di trapelare, anche laddove il modo maggiore e gli squilli di tromba vorrebbero suggerire il contrario.

Carlo Fiore

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248 - Gennaio 2020
Classic Voice