direttore Santtu-Matias Rouvali orchestra Gothenburg Symphony cd Alpha Classics

Maneggiare la produzione di Jean Sibelius, col suo linguaggio enigmatico e sospeso, è affare per pochi. O perlomeno è raro ascoltare esecuzioni che infrangano la barriera dell’aurea routine per afferrarne il pensiero profondo, il lavorio cervellotico nell’elaborazione tematica e il senso del colore, animando il suo procedere senza impantanarsi nella fredda sbobinatura dello spartito.
Prossimi alla conclusione dell’integrale delle sinfonie registrata per Alpha, si può dire che Santtu-Matias Rouvali appartenga a questa eletta schiera, avendo proposto in ciascuno dei lavori immortalati una visione personale ma soprattutto, a dispetto del mezzo discografico, viva e pulsante. Risultato cui concorre una Gothenburg Symphony che nelle sue mani si rivela tanto duttile – sia nell’andamento orizzontale, sia nella dinamica – quanto capace di generare sonorità appena crepuscolari ma terse nell’intelligibilità di ogni linea, nonché una qualità di singoli e di sezione da orchestra di prim’ordine.
Rouvali dal canto suo ha la capacità di pennellare un ambiente sonoro immediatamente immersivo e di afferrare le peculiarità di ogni singolo lavoro (l’ampiezza del respiro della Settima, gli spunti danzanti della Tempesta). Gli bastano in definitiva poche note per trasportare l’ascoltatore in un mondo incantato e variopinto in cui la musica fluisce liberamente. E se c’è un modo per cogliere l’inventiva nell’opera di Sibelius, è proprio addentrandosi nel coacervo di spunti che vi si affastellano, per riversarvi tutta l’immaginazione che un interprete può esprimere.
Paolo Locatelli



