La musica borghese

La musica borghese
Milano e la Società del Quartetto

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Senza le Società del Quartetto l’Italia sarebbe stato un paese più provinciale. Digiuni (o quasi) di alta cultura sinfonica e cameristica e dediti al piacere del melodramma e di tutti i suoi affluenti vocali e strumentali, i milanesi di metà Ottocento scoprirono l’Europa di Mendelssohn e Brahms grazie ai Ricordi e Boito: editori, compositori e poeti “scapigliati” che costituirono la società quartettistica che nel 2014 ha festeggiato i suoi primi 150 anni. Celebrazioni segnate anche dalla pubblicazione di questo bel volume tripartito:  si comincia con un saggio di Oreste Bossini che mette in relazione passato e presente, testando la metamorfosi del Quartetto, da realtà elitaria ad associazione aperta alla città; si prosegue con una serie di interviste ai protagonisti della sua storia recente. E si termina – andando a ritroso – con uno studio di Bianca De Mario (da un progetto dell’Università degli Studi milanese) che indaga il contesto storico d’origine forte di una approfondita documentazione di prima mano. Dispiace solo che i pionieri di questa ricostruzione (il volume/convegno curato alcuni anni fa da Bianca Maria Antolini sulla Milano musicale ottocentesca e la più recente storia del Conservatorio di Milano) non abbiano ricevuto il rilievo che hanno meritato sul campo.                    Andrea Estero

 

 

 


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263 - Aprile 2021
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