Mario Marcarini

Vivaldi e l’angelo di avorio. Racconti veneziani
(Skira, 96 pagine, 14 €)

 

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Tre cd, un film, un libro e un unico titolo – Vivaldi e l’angelo d’avorio – a indicare la forza di un progetto artistico nato nel 2011 dall’intuito e dalla passione dell’oboista Simone Toni e del suo Ensemble Silete Venti!, sorretti dal musicologo Mario Marcarini, perché è dai manoscritti vivaldiani che “l’Angelo d’avorio” ha cominciato a spiegare le sue ali.
A suggellare il progetto, i suggestivi racconti veneziani di Marcarini, pubblicati da Skira in un volumetto impreziosito dalle illustrazioni di Barnaba Fornasetti – create per accompagnare le edizioni discografiche –, uscito quasi in contemporanea con il terzo e ultimo cd contenente l’integrale degli ultimi concerti per oboe e orchestra di Antonio Vivaldi.
In questa “ favola, racchiusa in alcuni racconti”, che ben si lega alle musiche vivaldiane, l’autore
narra storie vere e leggende sull’angelo eburneo: un oboe di mirabile fattura, con l’indicazione “fatto in Milano” accanto a un Leone di San Marco istoriato e un viso di putto alato sorridente scolpito nel bianco.
Il Prete Rosso, che aveva avuto l’abilità “demoniaca”, la capacità sovrumana di trasformare la piccola orchestra della Pietà nella voce di Venezia, ne aveva commissionati dodici per le sue Honorate Putte al milanese Johannes Maria Anciuti e aveva scritto dei concerti per quell’angelo capace di generare un suono perfetto che evocava l’armonia delle sfere celesti.
Questo prima della sua precipitosa fuga, nel 1740, da una Venezia densa di intrighi, animata da personaggi famosi e oscuri, imbevuta di musica e misteri.

 


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