Schubert – Sinfonia D 944 “La Grande”

orchestra Mozart 
direttore Claudio Abbado
cd Deutsche Grammophon 479 4652
prezzo 18,60

LaGrande

Oggetto ingombrante sul piano analitico, “La Grande” si è sempre rivelata tale anche nel suo impatto su interpreti e pubblico: le cronache registrano per tutto l’Ottocento solo rade esecuzioni, spesso parziali o interpolate, né si può dire che oggi essa figuri spesso nei cartelloni. Ne risulta il paradosso per cui ogni nuovo ascolto di un’opera così poco memorizzata rischia d’invertire il flusso temporale facendoci scoprire improbabili premonizioni del sinfonismo tardoromantico di Bruckner e Mahler, laddove già Schumann vi scorgeva un possibile esito alternativo a quell’eredità beethoveniana che poi la Quarta di Brahms avrebbe fissato nel canone: “Essa ci conduce in una regione dove non possiamo ricordarci di essere mai stati prima”.
Claudio Abbado, che con la più popolare “Incompiuta” aveva aperto (1958) e chiuso (2013) la sua carriera pubblica, non era uno schubertiano per caso. Lo testimonia la presente registrazione della “Grande”, effettuata a rate nel 2011 fra Bologna e Bolzano. Le famose “celestiali lunghezze” del lavoro (altro copyright schumanniano) si esaltano nell’integrale esecuzione dei ritornelli. Il misterioso controcanto degli archi bassi all’inizio del primo movimento, l’ironico folklorismo dell’Andante con moto, il ruvido umorismo dello Scherzo, il passo rapinoso del finale: il livello macro dell’esecuzione pare avallare la lettura “futurista”. Mentre il formato cameristico dell’Orchestra Mozart, la dinamica contenuta, la messa in valore delle parti interne rimandano piuttosto all’epoca di composizione, il 1824-25.
Carlo Vitali

 

 

 


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