interpreti J. DiDonato, M. Spyres, F. Said, H. Cutting direttore Maxim Emelyanychev orchestra Il Pomo d’Oro cd Erato 2284884

Complice anche la durata, ideale già per l’Lp e ancor più per il cd, quest’opera annovera discografia tra le più nutrite, nella quale però sono assai rare le vere e soprattutto complete riuscite (le Dido per me magnifiche della Norman e della Berganza hanno direttori non alla loro altezza), a mio avviso riscontrabile solo nell’incisione di Christie con Véronique Gens (Christie replicò poi il capolavoro nel video con Malena Ernman e la strepitosissima regia di Deborah Warner): cui felicemente s’accosta adesso quest’ultima. Anche perché assai simile è l’atmosfera con cui questo mirabile complesso la pervade: l’ariosa eleganza d’una melanconia tutta luci soffuse e chiaroscuri, in cui i contrasti dinamici si scolpiscono con lucida evidenza senza però mai urtare, monumento all’arte del togliere quanto più possibile dall’ornato esteriore per caricare invece l’interiorità. E la sensualità è quella tutta di testa, quella che cela le forme e quindi molto, moltissimo più carnale di chi invece le espone in piena vista. L’arte suprema con cui Purcell domina la prosodia, orchestra e canto qui l’evidenziano in modo impareggiabile.
Il canto di Joyce DiDonato è un prodigio di legato, morbidezza, tenuta perfetta del fiato (certi eterni filati che sfumano nell’impalpabile sono meravigliosi), dominio assoluto delle dinamiche così da plasmare un fraseggio che spinge la generale “tinta” di dolcezza estenuata con cui compare effondendo lo stupendo “I am press’d with torment”, alla nuda disperazione – di tanto più lancinante in quanto tenuta su diafane, diresti prosciugate mezzevoci – del sublime “When I am laid in earth” tracciando un arco psicodinamico la cui sottilissima articolazione sembra (sembra solo: “ecco un’artista”!) di assoluta semplicità, tanto immediata è la sua comunicativa. Michael Spyres, col suo brunito timbro da baritenore, è perfetto per la scrittura di Aeneas, e tutti i ruoli di fianco (che poi tanto di fianco non sono) sono perfetti.
Elvio Giudici



