violino Alessio Bidoli violoncello Alain Meunier pianoforte Bruno Canino cd Sony

La Sony, grazie alla lungimirante intelligenza di tre musicisti eccelsi come il violinista Alessio Bidoli e due veri e propri monumenti come il violoncellista francese Alain Meunier e il pianista Bruno Canino, pubblica un cd che non è solo “nuovo” come proposta editoriale ancorché, ma va a colmare un vuoto (stavolta il termine non è scontato) che testimonia una attenzione autentica per la cultura musicale in senso ampio. Un cd che ruota attorno alla figura del compositore portoghese Luis De Freitas Branco (1890-1955) che nonostante appartenesse ad una famiglia dell’alta nobiltà, incontrò molti ostacoli alla sua affermazione artistica fino alla emarginazione dalla vita musicale per la sua opposizione alla dittatura di Antonio Salazar (1933- 1968). Nonostante la sua professionalità si esprimesse non solo nella composizione ma anche nella cultura in generale, nella didattica, nella critica musicale, come poliglotta (parlava tutte le lingue europee e scandinave), come docente al Conservatorio di Lisbona (da dove venne allontanato). Dopo la “rivoluzione dei garofani” nel 1974 conobbe una completa rivalutazione, tanto da diventare uno dei musicisti simbolo del Portogallo moderno. In questa registrazione possiamo ascoltarne quattro opere che bene inquadrano la sua personalità musicale. Le prime tre (il Trio con pianoforte del 1908, la Sonate per violino n. 1 del 1908, il Preludio per violino e pianoforte del 1910) appartengono alla iniziale formazione giovanile, dove si avvertono, accanto a risonanze di Fado, influenze tardoromantiche francesi – avendo studiato con Desirée Paque – giocate tra modernità e tradizione, ma anche suggestioni brahmsiane e libertà rapsodiche con cadenze modaleggianti e liriche (Branco fu molto appassionato di Opera). Nel Trio inoltre si nota uno stile libertario anarchico nella forma ancorché accattivante. Più elaborata e aggiornata la Sonata del 1928 frutto degli studi con Humperdink a Berlino, dove lo stile diventa raffinato e in certo qual modo raveliano. L’ascolto diventa interessante e avvincente per l’eccellente performance dei tre inossidabili interpreti: tutto è magnificamente illustrato con lucentezza timbrica, perfezione strumentale, levigatezza sonora ed empatica equalizzazione sia del pensiero che dell’azione. La tecnica, il virtuosismo e l’approccio interpretativo si vestono di leggerezza, ironia e ingegnosa fantasia al servizio supremo della più nobile e dilettevole musicalità.
Consigliabile anche per il competente libretto firmato da Franco Pulcini che accompagna il disco, completo di cornice storica e documentato sulla personalità umanaartistica del maestro lusitano. Libretto cui anche chi scrive ha attinto per questa recensione.
Antonio Brena



