La Handel mania

Se il Genio sassone fa tendenza

La Handel mania Buone notizie dal bistrattato mondo della lirica italiana. Complice il 250esimo anniversario della nascita, Händel non è più uno sconosciuto. Solo un paio di anni fa si contavano solo tre serate d’opera (contro le sessanta della Germania). Nel 2009 balziamo a 25 (5 allestimenti diversi in 6 città diverse). E la notizia è rincuorante perché ci troviamo di fronte a uno dei geni del teatro del Settecento, che per anni abbiamo apprezzato solo come autore del Messiah, della Musica per i reali giochi d’artificio e poco altro. Non saranno le 93 rappresentazioni tedesche (per 29 allestimenti, 12 dei quali al festival di Halle, sua cittadina natale); ma ci difendiamo bene rispetto alle 33 della Gran Bretagna (seconda patria händeliana), superando Francia (17) e Austria (20). Certo le cifre non bastano. Conta la qualità. E se a Vienna è rimarchevole una Partenope diretta da Rousset, regia di Audi (fino al 6 marzo) e un Messiah messo in scena da Guth, dirige Spinosi (dal 27 marzo al 6 aprile), a Salisburgo il festival si apre con una nuova produzione di Theodora (regia di Christof Loy), ad Halle sfilano molti protagonisti della rinascita barocca (dal 4 al 16 giugno, ma con un anacronistico trattamento solo “concertante” degli oratori, che invece sono spesso melodrammi travestiti), in Italia si distingue l’Alcina della Scala (nella foto lo spettacolo parigino di Carsen, dirige Alessandrini, cast da verificare, con Anja Harteros, Monica Bacelli e Patricia Petibon dal 10 al 27 marzo). Ma ci sono anche il Regio di Torino e il San Carlo con un promettente Aci e Galatea (Florio/Livermore con Sara Mingardo, dal 12 giugno a Torino), la Fenice di Venezia con Agrippina (nell’ambito del progetto di recupero dell’opera barocca condotto da Fabio Biondi e l’Università di Venezia, a settembre), il Maggio Fiorentino con Il Trionfo del tempo e del disinganno (direttore Bonizzoni). A gennaio e febbraio abbiamo già visto, a Ferrara e Modena, una Partenope con Dantone sul podio. C’è stato, ci sarà, tagli permettendo, ovviamente: il Comunale di Firenze non ha ancora confermato il programma e annuncia cure dimagranti, mentre il Filarmonico di Verona ha già sostituito il previsto Giustino (ad aprile) con un più rassicurante Elisir d’amore.
(27 febbraio 2009

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