La Koiné di Ivan Fedele

Nuovo approccio al 900. Modello da imitare?

La Koiné di Ivan Fedele È il caso di farsi il nodo al fazzoletto per una verifica a concerti avvenuti? Sulla carta il leccese Ivan Fedele, cui Antonerllo Manacoda ha passato il testimone della direzione artistica dei Pomeriggi musicali al Dal Verme di Milano, sta giocando carte intriganti per quella che si annuncia una stagione esemplare. A parte lo spaccato sul 900 che va da Boulez a Frank Zappa, fedele ritiene utile sperimentare un approccio aneddotico, fuori dal rituale distaccato dell’ascolto seduti e zitti di fronte a chi pontifica, che ha chiamato Koiné, come la lingua franca del mediterraneo nell’età ellenistica. Per Koiné intendendo sei concerti dal prossimo gennaio in tempi stringati, 50 minuti l’uno, precedeuti da un’introduzione che, evitando l’effetto ex catedra delle prolusioni storico-culturali, cercerà d’incuriosire con aneddoti extramusicali complementari alla comprensione della musica del secolo breve. Sono previsti Hindemith e Pärt, Berio e Clementi (Aldo, non Muzio, ovviamente), ma anche gli italiani di oggi, da Luca Lombardi (quello di Re Nudo con Elio) a Pippo Molino. "Uno spostamento in avanti del baricentro di 30-40 anni", come ha scherzosamente affermato Fedele, ma sulla continuità con Manacorda. E senza scordare il passato, semmai togliendo "dall’oblio tre capolavori del tempo di Carl Philip Emmanuel Bach, un genio da rivalutare", ha precisato il direttore artistico, Senza trascurare gli omaggi a Schumann (integrale delle sinfonie e dei concerti) e a Mahler (lieder e quarta sinfonia) dei quali il 2010 celebra rispettivamente i 200 e i 150 anni dalla nascita (15 maggio).


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282 Novembre 2022
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