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Anticipazioni di stagione: ecco quello che il vero appassionato d'opera dopo l'estate non dovrà perdere

C’erano una volta le presentazioni delle stagioni d’opera che non arrivavano mai. L’indolenza della lirica “autonoma” dal pubblico. Ora le cose, da questo punto di vista, vanno meglio. Ben prima dell’estate sappiamo cosa arriverà sui palcoscenici il prossimo autunno. Non tanto prima come succede a Monaco, Parigi, Berlino o Vienna. Ma abbastanza per poter fare scelte oculate su biglietti, viaggi e abbonamenti. Qualche consiglio? A parte il cartellone della Scala già presentato e commentato, suggeriamo di non perdere il Tristano e Isotta (nella foto) con cui s’inaugura il nuovo anno al Regio di Torino. È uno spettacolo di culto per tutti i wagneriani “adulti”. La regia di Claus Guth lo ambienta a Villa Wesendonck, la residenza sul Lago di Zurigo dove Wagner concepì l’opera e desiderò-amò la sua Isotta, Mathilde.  E Noseda è al debutto nel titolo. La stagione del Regio è peraltro una delle più complete e varie: spicca l’Orfeo di Monteverdi diretto da Florio e la Salome di Carsen intorno a cui il teatro ha costruito un intero festival dedicato a “Strauss in Italia”. Alla Fenice si parte col Ballo in maschera da non mancare per la direzione di Chung e si arriva (finalmente!) ad allestire l’Orlando furioso del compositore veneziano per antonomasia Antonio Vivaldi. Richard III di Battistelli e Semiramide di Rossini, un nuovo e un antico, non dovrebbero essere bucate dagli spettatori più curiosi e attenti: quando risentirle se no? La stagione più competitiva rispetto a quella scaligera, almeno sul fronte degli interpreti e in particolare dei registi, si trova all’Opera Roma: da segnare sull’agenda a dicembre La Damnation de Faust con Daniele Gatti/Damiano Michieletto, i Masnadieri col debutto nella regia di Massimo Popolizio, Billy Budd col team James Conlon/Deborah Warner, Cav and Pag del visionario Pippo Delbono e i due Mozart (Flauto e Nozze) affidati rispettivamente a Barry Kosky e Graham Vick. Al San Carlo di Napoli le cose migliori si devono alla bacchetta del nuovo direttore principale, Juraj Valcuha: La Fanciulla del West d’inaugurazione e Lady Macbeth di Sostakovic (regia Kusej). Appuntatevele. A Bari infine s’inaugura – prima volta in città – con l’Olandese volante, nel gennaio 2018. E poi dicono che Wagner non tira.

 

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