Bernstein Symphony n. 2 “ The Age of Anxiety”

pianoforte Christian Zimerman
direttore Simon Rattle
orchestra Berliner Philharmoniker
cd Dg 483 5539           
prezzo 18,60

 

Una risposta questo avvincente disco alla domanda che Bernstein, con l’entusiasmo che nasceva dal felice incontro col giovane polacco, aveva rivolto a Christian dopo l’esecuzione della Seconda Sinfonia, se cioè l’avrebbe suonata nuovamente con lui quando avrebbe compiuto cento anni. Una testimonianza quindi questa registrazione, realizzata live a Berlino nel giugno di quest’anno, della devozione che Zimerman ha conservato per Bernstein, nutrita dalla crucialità di un incontro che ha visto i suoi frutti mirabili nelle registrazioni dei due Concerti di Brahms e di quelli di Beethoven, progetto quest’ultimo rimasto privo, per la morte del maestro, dei primi due Concerti che poi Zimerman avrebbe significativamente proposto in pubblico dirigendo lui stesso. Parlando recentemente con Zimerman in una delle tappe di una tournée centrata su The Age of Anxiety – un ampio percorso di cui la registrazione doveva costituire il momento ottimale della messa a fuoco, secondo una consuetudine ormai consolidata nella pratica del grande pianista – ho potuto constatare il profondo coinvolgimento nella ragioni che premevano dietro questa partitura; la consapevolezza di come dietro l’attivismo di Bernstein si facesse strada un senso di sfiducia prodotto dalla constatazione di una crisi in cui si spegnevano i grandi ideali e la cui denuncia filtrava inesorabile dalle opere di scrittori come Philip Roth e Norman Mailer. Condizione riflessa dai tanti volti del Bernstein compositore, spinto da quel suo stimolo inventivo che lo portava a trascrivere la frenetica vita americana come pure a celebrare quel senso di religiosità incarnato nella sua origine ebraica, o a meditare sulla condizione dell’uomo. Se la Prima Sinfonia (1942) nasce dalla suggestione delle Lamentazioni di Geremia, più complessa la Seconda ispirata dalla lettura della “ecloga barocca” di Auden The Age of Anxiety, intenso poema di forte tensione spirituale screziata di ironia corrosiva, a incarnare l’ansia del nostro tempo. È la stessa struttura del poema – un dialogo tra quattro persone sconosciute che commentano le notizie di guerra diffuse da una radio passando dalla disperazione ad una luce di speranza – che offre a Bernstein un modello di articolazione non consueto, con un Prologo, due serie di Variazioni, un colorito epilogo il tutto animato dalla presenza inquieta e stimolante di un pianoforte che fa di questo avvincente lavoro un vero e proprio Concerto per pianoforte e orchestra. Bernstein terminò il lavoro, commissionatogli da Serge Koussevitzky e a lui dedicato, nel marzo del 1949; insoddisfatto della conclusione operò un’importante revisione nel 1965, con una brillante  cadenza pianistica. Di tale variegato contesto l’omaggio di Zimerman per il centenario ricrea tutta la tensione immaginativa nella felice sintonia con Rattle.
Gian Paolo Minardi

 

 

Su “Classic Voice” di carta o in digitale c’è molto di più. Scoprilo tutti i mesi in edicola o su www.classicvoice.com/riviste.html

 

 

Prodotti consigliati
236 - Gennaio 2019
Classic Voice
235 - Dicembre 2018
Classic Voice