Hummel Sonate per pianoforte

fortepiano Costantino Mastroprimiano
3 cd Brilliant 94378
prezzo 12

 

Affermare che Hummel sia un compositore minore e poco conosciuto è oggi palesemente falso, anche se  ottimistica sarebbe la presunzione nel dire che il più famoso allievo di Mozart sia spesso incluso nei programmi concertistici. La disponibilità odierna di numerose edizioni a stampa che coprono l’opera omnia del musicista permette a qualsiasi giovane pianista di navigare in acque piacevolissime e istruttive ma una pubblicazione come questa, curata da un illustre concertista e docente, specializzato nella prassi esecutiva su strumenti dell’epoca, si segnala innanzitutto per completezza e autorevolezza. Sei sonate con numero d’opera scritte tra il 1792 e il 1824 costituiscono un lascito molto importante che contiene momenti di grande bellezza. Giustamente Mastroprimiano, nelle sue note di copertina, ricorda almeno una incisione storica – quella dell’op. 13 da parte di Dino Ciani, nel 1966 – che testimonia l’interesse di un pianista anticonvenzionale verso un momento musicale nel quale virtuosismo e dottrina si sposano a perfezione. Ricordiamo che l’esempio di Ciani era stato seguito da altri colleghi in tempi non sospetti (ad esempio Jeffrey Swann suonò in pubblico le Sonate op. 13 e 20 negli anni 80, Vincenzo Balzani ebbe in repertorio ancora l’op. 13 quasi quarant’anni fa) e qualche giovane pianista dei nostri tempi (ad esempio Antonio Pompa-Baldi) è ancora interessato all’op. 13 che evidentemente coglie perfettamente l’invenzione strumentale del musicista. Il pregio di questa pubblicazione della Brilliant non risiede tuttavia solamente nella completezza e nella scelta di due strumenti particolari (una copia di un Walter del 1790 costruita da Urbano Petroselli e un Erard originale del 1838). Mastroprimiano ci guida con affetto nel percorso evolutivo di queste sonate partendo dalla più settecentesca op. 2 n. 3 fino arrivare alla dotta op. 106 (mai numero d’opera fu così funestato dal paragone beethoveniano!) applicando diversi tipi di tocco e di fraseggio che colgono perfettamente non solo l’evoluzione stilistica hummeliana ma l’evoluzione tout court di un linguaggio che risente del cambiamento dei tempi e riflette la ricchezza di uno dei periodi più fecondi della storia della musica. Chi ha preso in mano almeno una volta queste sonate sa quante insidie si celino a esempio nei bellissimi sviluppi contrappuntistici del finale dell’op.13 e dell’op. 106, insidie che qui vengono affrontate e superate con grande eleganza O come sia difficile trovare il giusto equilibrio tra stile severo ed empfindsam nel travagliato incipit dell’op. 81. Alla registrazione delle Sonate è qui aggiunta anche quella della piacevolissima “Fantasina” sulle Nozze di Figaro, omaggio sensibile e devoto da parte di Hummel al grandissimo Maestro.
Luca Chierici

 

 

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