Crystal tears

[controtenore] Andreas Scholl
[liuto] Julian Behr
[ensemble] Concerto di viole
[cd e dvd] Harmonia Mundi 9011993

La parte del leone in questo recital – che del repertorio barocco è senz’altro tra i migliori degli ultimi anni – se la ritaglia John Dowland, i cui moduli espressivi sono quelli riassuntivi della musica elisabettiana: la gaiezza irruente degli spigliati brani di danza e la languida sensualità delle pagine dove vibrano molti tratti autobiografici, stillati entro una struggente mestizia capace di sublimarsi in dimensione universale, quali la stupenda ‘Semper Dowland semper dolens’ o la stupendissima ‘Go crystal tears’ il cui suggestivo verso dà il titolo al disco, riassumendone perfettamente il carattere di fondo. La fluida eloquenza e l’impeccabile scelta di tempi del Concerto di Viole, quattro strumentisti straordinari cui s’affianca il fraseggio pulsante del liuto di Julian Behr (nei tempi più mossi, certi suoni d’unghia rientrano perfettamente nei canoni espressivi), racchiudono come valve preziose il madreperlaceo, aristocratico, austero eppure sublimemente dolce timbro di Andreas Scholl. La linea fluisce con una musicalità che della voce fa strumento primus inter pares, carezzando le note a mezz’aria con fenomenale ricchezza d’inflessioni, di colori, di scatti rapinosi e di languori dalla sensualità tutta allusa eppure resa oltremodo tangibile. Ti sembra d’avere davanti il conte di Essex che nel cantare per la sovrana Elizabeth seduca la Bessie celata sotto la biacca della Regina Vergine: e del perché questa si fondesse nonostante tutto e tutti, è chiarissimo.

Elvio Giudici

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248 - Gennaio 2020
Classic Voice