Il “baule” verdiano è stato scoperchiato

Dopo la campagna condotta per due anni dal nostro mensile, gli abbozzi di Verdi saranno consultabili

CV193_20-27_iNchiesta CV202_24-25_iNiziativeI manoscritti musicali di Giuseppe Verdi, conservati da oltre un secolo nella villa di Sant’Agata, vicino a Busseto, saranno catalogati, digitalizzati e potranno essere consultati dagli studiosi: come avviene da tempo per i lasciti artistici di tutti i grandi compositori del mondo. L’annuncio è stato dato a Roma, nel corso di una conferenza stampa che ha visto la partecipazione del direttore dell’Istituto centrale per i Beni sonori e audiovisivi, Massimo Pistacchi, del direttore generale per gli Archivi del Ministero per i Beni Culturali, Gino Famiglietti, e del presidente dell’Istituto nazionale di studi verdiani, Nicola Sani.
È una notizia importante per la cultura non solo italiana e “Classic Voice” la registra con soddisfazione e orgoglio per averne fatto l’oggetto di una campagna di stampa che aveva travalicato i confini italiani (ne aveva dato notizia l’intera stampa nazionale, ma anche quotidiani prestigiosi come “The Times”): prima denunciando l’anomalia di un archivio così importante inaccessibile agli studiosi; poi rivelando per la prima volta il contenuto dei 5000 abbozzi verdiani (tra cui circa 900 pagine dedicate a “Falstaff” e 400 a “Otello”) che per decenni erano rimasti inaccessibili, serrati dentro un baule (i dettagli non erano noti neanche ai principali studiosi mondiali del compositore); e infine mobilitando, esattamente un anno fa, 50 grandi personalità della cultura (tra cui Chailly, Pappano, Pollini, Domingo, Cacciari, Arbasino, Camilleri e molti altri) per un pubblico appello indirizzato al presidente della Repubblica e al ministro per i Beni culturali, che – così nella risposta inviata alla nostra redazione – avevano assicurato di impegnarsi nella soluzione della decennale vertenza (nelle immagini le due inchieste di “Classic Voice”).
Ora finalmente questo patrimonio in gran parte sconosciuto potrà essere analizzato e studiato, aprendo nuove prospettive nel campo degli studi verdiani e fornendo un indispensabile corredo di documentazione per il completamento delle edizioni critiche delle opere musicali di Giuseppe Verdi.

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