organo Lucile Dollat percussioni Florent Jodelet, Francois Vallet cd Radio France

Musique rituelle è un grande ciclo per organo e percussioni composto tra il 1966 e il 1967 ispirato al Libro tibetano dei morti: sette movimenti corrispondenti alle sette fasi dei 49 giorni che la coscienza attraversa nel Bardo prima di reincarnarsi. L’autrice, Elsa Barraine (1910-1999, Prix de Rome nel 1929), è una di quelle figure per le quali incisioni come queste sono una benedizione: allieva di Paul Dukas, il suo stile è tipicamente francese, soprattutto per quanto concerne la musica organistica, innovativo e visionario, ma radicato nella tradizione e nelle potenzialità dello strumento. Questo disco ne è un condensato.
L’organico del tutto insolito – organo, xilofono e tam-tam – e l’elaboratissima ricerca ritmica sottintesa hanno reso Musique rituelle una delle pagine maggiori di Elsa Barraine: difficile non scorgervi un destino condiviso con il suo compagno di Conservatorio Olivier Messiaen dedito allo studio della complessa ritmica indiana.
Anteriore di qualche anno è, invece, Reflets magyars, un ciclo di cinque brani su un tema tipico ungherese: anche qui, l’inventiva armonica si accompagna a una perizia ritmica particolarmente spiccata ben rese da Lucile Dollat sul magnifico organo Grenzing dell’auditorium di Radio France. Completano l’incisione altri piacevoli brani organistici: i due Preludi, la Fuga in Sol minore sopra un canto di preghiera israelita, la Fuga sopra un canto ebreo (il salmo 116) ed Elévation, pagine assai rappresentative della scuola organistica francese del XX secolo.
Mattia Rossi



